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Intervista ad Andrea Baricordi e ai Kappa Boys sulla nuova realtà Ronin Manga

Pubblicato: 13 lug 2010 da Seiji-Ζ

Commenti dei lettori

Ronin Manga

Quella che vi proponiamo di seguito è un’intervista gentilmente concessa da Andrea Baricordi e i Kappa Boys sulla nuova realtà editoriale Ronin Manga, che ha fatto il suo debutto ufficiale in fumetteria e nelle librerie di varia lo scorso maggio. Molto hype si è creato negli scorsi mesi attorno alla chiacchieratissima e misteriosa nuova etichetta, stimolando in rete e non le riflessioni più diverse. Dopo la conferma della Kappa Edizioni dietro l’operazione e la pubblicazione dei primi titoli, ecco che finalmente possiamo fare le nostre domande.

Saltiamo le presentazioni e partiamo subito in quarta. Perché nasce Ronin Manga? Perché non pubblicare semplicemente i nuovi titoli sotto l’etichetta Kappa Edizioni?

Ogni linea editoriale di Kappa Edizioni è un’etichetta a se stante. La nostra casa editrice è nota dagli anni Novanta per altre linee editoriali, come “Mondo Naif”, che si occupa di produzione di fumetto italiano rivolto al nostro mercato e a quello estero, “Manga San”, fumetto giapponese non mainstream, “Mangazine”, romanzi con una connessione al mondo dell’animazione, e molte altre.

Ronin Manga intende focalizzarsi sul fumetto giapponese in una maniera diversa sia da quanto già fatto con “Manga San”, sia dall’operato di Kappa in qualità di service editoriale per conto di altri editori. Per cui era necessario dare a questo progetto un’identità chiara e non fraintendibile. Ronin Manga è un po’ come una “casa editrice dentro una casa editrice”.

Ronin Manga settembre 2010

Librerie di varia: la nuova frontiera di conquista del mercato del fumetto?

In un certo senso sì, ma in realtà no. Kappa Edizioni è presente nelle librerie di varia fin da quando è nata, vale a dire dal 1995, ed è stata anche la prima casa editrice italiana a portare il fumetto giapponese in quella sede: carta canta. Quindi, nel nostro caso, di tratta di una ‘frontiera’ già varcata più di quindici anni fa. Sicuramente Ronin Manga porterà nelle librerie di varia molti più manga di quanti se ne siano visti finora.

Da luglio, infatti, è partita la seconda ondata distributiva, che lancerà nelle librerie di varia titoli come “Giant Robot”, “Hiroshima”, “Black Rose Alice”, “Guin Saga” e “Dance in the Vampire Bund”, tutte produzioni piuttosto insolite per quel settore. D’altra parte, l’allargamento dei confini del mercato del fumetto è da sempre una nostra priorità, fin dall’inizio, fin da quando ci dicevano che “i manga non interessano a nessuno”.

Grazie all’enorme successo che la linea editoriale “Mangazine” – nonché l’attenzione che diversi volumi di “Manga San” – ha riscosso nelle librerie di varia durante il primo decennio degli anni Duemila, abbiamo la possibilità di utilizzare quel canale per noi già ben avviato per diffondere il manga anche dove normalmente non arriva.

Nonostante questa deviazione dai sentieri battuti, permetteteci però di spezzare una lancia in favore delle fumetterie, spesso ingiustamente bistrattate, e che in realtà sono una manna dal cielo per ogni editore, con la loro continua opera di “riserva naturale” del fumetto in Italia, e credo che sarebbe necessario ogni tanto ricordare lo sforzo titanico (vogliamo dire eroico?) che ogni gestore di fumetteria deve fare in un paese come il nostro, dove si legge pochissimo.

Da oggi, chiunque non abbia a portata di mano una fumetteria nella propria città – e quindi non sa che questo tipo di attività esiste – avrà la possibilità di trovare Ronin Manga anche in qualsiasi libreria di varia (anche i paesi più piccoli ne hanno una, di solito), e addirittura in molte cartolibrerie. E da qui molti scopriranno anche l’esistenza delle fumetterie. Questo è solo un punto di partenza. Abbiamo molte altre idee, e con la collaborazione di tutti ne sperimenteremo il più possibile.

Saturazione del mercato: allora, esiste o non esiste? Citando una vostra vecchia previsione: “Nei prossimi anni assisteremo al crollo definitivo del mercato del manga in Italia. Ma non preoccupatevi: sarà anche un bene!”. Quindi i Kappa hanno deciso di dare il proprio contributo e accelerare questo scenario, in vista di questo bene maggiore, con l’entrata sul mercato di Ronin Manga? I titoli in gioco sono già numerosi…

I nostri titoli sono numerosi, ma avrai sicuramente notato che sono perlopiù serie brevi o brevissime, principalmente già concluse in patria, o addirittura volumi autoconclusivi. E inoltre abbiamo intenzione di non spingerci oltre la media di circa dieci albi al mese: a volte saranno un po’ di più, a volte un po’ meno. L’intasamento del mercato non avverrà certo per causa nostra, insomma. Inoltre, dato che ci occupiamo di manga dalla metà degli anni Ottanta – e dato che la stessa Kappa Edizioni esiste dal 1995, come dicevo poco fa – ci piace sperare che ci venga concesso una sorta di ‘diritto acquisito’ di continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto, anche perché il manga è arrivato ed è stato diffuso in Italia in gran parte grazie a noi.

Ronin Manga è solo la naturale evoluzione di quanto iniziato allora. Grazie alla fiducia di cui Kappa gode da sempre in Giappone, abbiamo intenzione di portare avanti il nostro progetto in sicurezza e tranquillità, senza tanti strepiti. Il mercato del manga oggi è affaticato, e il previsto fisiologico crollo già è in corso, specie nelle edicole: basti guardare quanti mensili si spostano da quella sede alle sole fumetterie. E anche quelli rivolti alle edicole, spesso, non riescono a raggiungerle tutte.

Eppure tutto sommato questo non farà altro che riportare nuova linfa vitale a questo bel mezzo di narrazione. Basta pensarlo come una pianta: a volte, la perdita di qualche ramo le può permettere di rinvigorire tutto il resto. La saturazione del mercato esiste, ma oggi esistono anche molti più potenziali lettori, e riteniamo di sapere dove andare a cercarli.

Ronin Manga

A tal proposito: Naruto, One Piece, Bleach, Nana… quelli che sono i bestseller del fumetto giapponese appartengono già ad altre case editrici. In Ronin Manga come avete intenzione di controbattere a queste proposte?

Non è nostra intenzione di controbattere a niente, dato che ci occupiamo di fumetti e non di politica o tornei sportivi. Come abbiamo già dimostrato più volte negli anni addietro, nessun titolo nasce bestseller, così come nessun autore nasce famoso. Basti pensare che perfino fra i titoli da te citati alcuni hanno rischiato di chiudere entro il primo anno di pubblicazione per scarsità di vendite, e sono stati salvati solo dall’arrivo delle serie animate.

Altri invece – non citati, e all’epoca completamente sconosciuti – hanno avuto successo fin dalla prima uscita, a volte addirittura crescente. Dato che “formula vincente non si cambia”, continueremo semplicemente su questa linea. Pubblicheremo quello che riterremo valido, piacevole, insolito, o che semplicemente stimolerà la nostra fantasia e il nostro entusiasmo, sia che si tratti di novità assolute, sia che si tratti di classici.

Nodame Cantabile per Star Comics e le famose “misteriose ragioni da retrobottega” per cui il titolo non era pubblicabile in Italia. Credete che il titolo venderà davvero? I Kappa hanno avuto qualche ruolo precedente nella contrattazione dei diritti di Nodame per Star Comics, prima di passare alla concorrenza?

Proponemmo Nodame Cantabile a Star Comics nel 2006, e successivamente abbiamo tentato di portarlo in Italia anche con GP Publishing nel 2009. Ma non si tratta degli unici due editori ad averlo richiesto, per cui suppongo che il gran numero di offerte abbia alla fine convinto Kodansha a concederlo anche in Italia, nonostante i timori derivati da quanto accaduto (ingiustamente) a Nodame in altri paesi.

Si tratta di un ‘signor manga’ che abbiamo sempre amato, per cui speriamo che possa avere il successo che merita, e che venga veicolato in maniera corretta sul tipo di pubblico che lo attende da anni. Comunque invito tutti a concedergli almeno una possibilità, mettendo da parte ansie e paure.

Ricordiamo tutti il vostro annuncio “wellesiano” sugli alieni in arrivo, un UFO è poi stato avvistato più di recente sul blog di Capitan Barikko… e poi, “una sola unica ombra enorme, ma ci vorrà tempo: forse tutti pensano che il colosso stia arrivando da Marte, mentre invece magari la base è su Nettuno”. Questi alieni sono atterrati alla fine? Si nascondono già tra noi? Hanno qualcosa a che vedere con Shueisha e Shogakukan?

In un certo senso potremmo dire che gli alieni sono già fra noi. Ma le cose cambiano in fretta, anche a causa delle continue fusioni e acquisizioni che nel campo delle grandi aziende sono oggi all’ordine del giorno. Accadrà quando accadrà, e a quel punto diventerà fin troppo palese, e tutti diranno “ah, ma certo, è ovvio!”.

Potete dirci come è andata in realtà con GP Publishing? Veramente era previsto solo un anno di collaborazione come è stato successivamente confermato da entrambe le parti?

I contratti tra le aziende sono molto chiari e difficilmente interpretabili. Spiacenti per gli amanti del gossip, dunque.

Ronin Manga

Anche se è presto per dirlo, come sta andando Ronin Manga? I lettori l’hanno ben accolta? Parlaci un po’ del catalogo Ronin: con quali criteri scegliete i titoli, a parte, ovviamente, il gusto personale?

Come al solito ci siamo basati sui nostri gusti personali e su alcune ipotesi che abbiamo fatto in merito alla mancanza di certe tipologie di generi nel mercato italiano. Magari è solo un’idea che ci siamo fatti noi, ma forse è anche proprio per questo che Ronin Manga ha avuto una partenza che è andata ben oltre le nostre più rosee aspettative. L’accoglienza è stata davvero molto calorosa, quasi commovente, e alcuni titoli in uscita il primo mese, a maggio, hanno superato ogni previsione.

Il podio è attualmente di “Guin Saga – I sette stregoni” (di cui già ora è necessario ipotizzare una ristampa), seguito a ruota da “Black Rose Alice”, tallonata a sua volta da “Giant Robot”. In base alle prenotazioni, inoltre, siamo già ora in grado di intuire che “Baron” e l’attesissimo “Dance in the Vampire Bund” andranno a posizionarsi ben presto al secondo posto, e riteniamo che uno dei due potrebbe arrivare a superare nell’arco di qualche mese “Guin Saga”.

Inoltre, con enorme soddisfazione, dobbiamo dire che anche “Hiroshima – Nel paese dei fiori di ciliegio” ha dimostrato che c’è spazio per una tipologia di manga diversa dal solito, e quindi continueremo sicuramente anche su questa strada. Per concludere, le prenotazioni di “Lady Oscar Kids” sul fronte delle fumetterie sono ottime, e anche se per motivi indipendenti dalla nostra volontà siamo stati costretti a posticiparlo, non vediamo l’ora di vedere come si comporterà anche nel mercato delle librerie di varia, che a quanto pare lo attende fremente. Prospettive più che ottime, insomma.

Che ne pensate dei tanti aspiranti mangaka italiani? Ci sono in realtà delle opportunità per questi autori?

L’importante è saper fare un ottimo lavoro: “buono” non basta più ormai, a prescindere dallo stile che si decide di adottare, e a prescindere dal paese in cui si vuole lavorare. L’eccellenza avrà sempre spazio, ovunque. Pensate solo a fare il miglior lavoro possibile, e prima o poi troverete chi vi pubblicherà. Non date retta a chi vi dice il contrario.

A tal proposito, vi farete promotori di nuovi NonKorsi come ai tempi di Kappa Magazine?

Magari non si chiameranno sempre così, ma sì, continueremo a cercare ottimi illustratori, disegnatori o autori completi. Alcuni di quelli che abbiamo scovato con i precedenti concorsi lavorano già con noi da tempo, quindi non vedo perché fermarsi. Anzi, chiunque voglia presentare le proprie produzioni può inoltrare copie (non originali, mi raccomando) dei propri lavori a Kappa Edizioni.

Siamo sempre felici di prendere in visione l’operato di chi si considera già pronto per la pubblicazione, magari anche per guidarlo in questa direzione se c’è ancora qualcosa da sistemare. Lo ripetiamo ancora, nel caso in cui non fossimo stati chiari: l’eccellenza avrà sempre spazio.

Un manga che vi piacerebbe poter pubblicare, edito o inedito.

Fra i fumetti editi, una marea, ma non si può avere tutto. Diciamo che, a titolo di puntiglio personale, abbiamo sempre desiderato pubblicare “Nausicaä”, ma possiamo anche accontentarci di esserne ‘solo’ lettori. Fra quelli pubblicati da noi, siamo orgogliosissimi di “Tezuka secondo me”, di Takao Yaguchi, che il pubblico continua a snobbare (forse perché i fumetti troppo belli interessano di meno o spaventano, chissà). Fra quelli inediti, è più semplice: basta vedere quelli che stiamo annunciando e che annunceremo nei prossimi mesi. Ora siamo liberi di fare praticamente tutto quello che ci pare, e non dobbiamo seguire alcuna linea editoriale altrui.

Ronin Manga

Esistono molti light novel in Giappone che riscuotono un grandissimo successo editoriale. Importare qualcosa di quasi completamente nuovo e “misconosciuto” per il mercato italiano sarebbe un azzardo da tenere in considerazione? Vi sentite in grado di farlo?

I light novel hanno fondamentalmente un piccolo problema: nella maggior parte dei casi sono serial, spesso anche piuttosto lunghi. Non molti lettori sono disposti a seguire una serie di romanzi – per quanto ‘light’ possano essere – superiore ai tre volumi. Per quanto ci riguarda, continueremo sicuramente con la linea editoriale “Mangazine”, su cui sono apparsi romanzi (anche se non ‘light novel’) come “Il castello errante di Howl”, “Conan il ragazzo del futuro” o “Kiki’s Delivery Service”, perché i risultati sono stati fenomenali.

Ma non ci distanzieremo molto da quella tipologia, anche perché è quanto di più richiesto nel mercato delle librerie di varia, il nostro secondo e importantissimo canale distributivo. Comunque, ovviamente, non abbiamo nessuna preclusione nei confronti dei light novel: per il momento, nessun titolo ci ha attratto tanto da convincerci a rischiare, ma se ne troveremo qualcuno che potrà essere affiancato alle nostre produzioni, ce ne occuperemo sicuramente. Dunque, niente limiti preimpostati nemmeno in questo campo.

Come sono accolti dai lettori italiani i titoli yaoi/ boy’s love? Progettate di
coprire seriamente anche questa fascia di mercato quasi del tutto assente?

Si tratta di un genere tuttora di nicchia, ma con un pubblico molto affezionato che cercheremo di espandere, nel senso che ancora oggi molti non si avvicinano a questo genere per timori o preconcetti. Anche in questo caso, essendo stata Kappa Edizioni la prima casa editrice a sperimentare questo genere in Italia, abbiamo intenzione di continuare a sostenerlo in ogni modo possibile. Allo stato attuale, parlando di Ronin Manga, su undici uscite ne abbiamo una o due al mese di questo genere, e contiamo di continuare a mantenere questa media. Comunque siamo già al lavoro anche su altri generi quasi o del tutto assenti in Italia, per cui diamo appuntamento a tutti agli annunci dei prossimi mesi per svelare qualcosa di più.

Scanlation: la vostra visione è nota, ovvero si tratta di un fenomeno dannoso per l’editoria che più che promuovere dei nuovi titoli ne danneggia la pubblicazione. Eppure, se pensiamo a un titolo come Nodame Cantabile, per esempio, ben noto tra gli appassionati già prima del suo annuncio, anzi richiesto a gran voce, la sua popolarità la si deve proprio agli scanlator. Ma non è certo l’unico titolo ad aver beneficiato del fenomeno, così come può avvenire col fansub.

Ultimamente diversi editori giapponesi si sono uniti per una seria lotta internazionale alla diffusione online delle raw, essenziali proprio per i gruppi scanlator. Questo ha portato alla chiusura dei maggiori siti dispensatori di materiale in lingua originale. Ci analizzi questo nuovo scenario legato alla crisi del mercato del manga/fumetto?

In realtà non è la scanlation in sé che danneggia le vendite, ma chi ne fa un uso improprio. Andiamo per punti, per chiarire meglio, prima che si sollevi il solito inevitabile vespaio di chi è pro e chi contro:

- C’è chi le sbircia per vedere se un manga è interessante, e (se gli è piaciuto) andare successivamente ad acquistarne la versione ufficiale cartacea: in questo caso non c’è nessun tipo di danno. D’altra parte, la stessa operazione si potrebbe fare andando in libreria e sfogliando l’albo vero e proprio.

- C’è invece chi se le legge così, punto e basta, e poi non acquista l’albo (anche se gli è piaciuto): in questo caso, il danno c’è al 100% su ogni singola copia invenduta. Nello specifico: (a) se a comportarsi così, in Italia, fosse qualche centinaio di persone, non ci sarebbero danni tangibili; (b) se fossero un migliaio, qualche serie rischierebbe di non vendere abbastanza da far raggiungere un guadagno all’editore, e per questa ragione la serie aumenterebbe di prezzo, sarebbe rallentata, e passerebbe tutta una serie di guai; (c) se le migliaia di persone che si comportano così fossero di più, nella maggior parte dei casi l’editore si vedrebbe costretto a interrompere la serie, perché le spese supererebbero gli introiti.

Le regole di mercato non le facciamo noi: una casa editrice che vende, sopravvive. Una casa editrice che non vende, chiude. Prima di tutto, comunque, è sempre bene ricordare che, a prescindere da qualsiasi uso ne venga fatto, una scanlation viola di per sé il copyright dell’editore giapponese originale e dell’autore, causandogli un danno, ma soprattutto commettendo una piccola ingiustizia: più la scanlation si diffonde come ‘modo di lettura standard’, meno gli editori occidentali vorranno rischiare, in special modo proprio sui titoli più insoliti e interessanti (leggi ‘difficili’), che normalmente già di per sé hanno un pubblico – ahinoi – minore.

Dunque, a fare maggiormente le spese della diffusione delle scanlation sono proprio quei titoli ‘particolari’ che molti vorrebbero avere in italiano, ma che pochi poi acquisterebbero. E gli autori ‘speciali’ rischiano così di non apparire mai su suolo straniero, perché apparentemente le loro opere non vendono. Guardando la faccenda da un punto di vista internazionale, la quantità di lettori nel mondo che usano le scanlation (in quando ‘comode’) sono centinaia di migliaia. Le case editrici giapponesi vivono anche della vendita dei diritti all’estero. Centinaia di migliaia di possibili lettori persi significano danni molto concreti, e dato che anche in Giappone i lettori stanno progressivamente calando, le riviste chiudono.

Le riviste, però, servono a portare avanti le serie, e le case editrici giapponesi basano su di esse la maggior parte egli introiti, derivati anche dalla vendita di spazi pubblicitari. La rivista, inoltre, è necessaria proprio per pubblicare almeno un episodio al mese (o alla settimana) di ogni serie, mantenendo impegnati gli autori, che altrimenti non avrebbero un compenso fisso mensile per portare avanti il loro lavoro. Vendendo meno riviste, in definitiva, gli editori giapponesi si trovano oggi nell’impossibilità di produrre nuove storie, e quindi presto non saranno più in grado di far uscire nuovi volumi. Così la maggior parte degli autori saranno costretti a cambiare lavoro, e addio manga.

Ronin Manga

Guardacaso, da qualche anno anche le riviste più celebri vacillano e – in alcuni casi – chiudono. Non è certo tutta colpa delle scanlation, ma il contributo è forte. In merito al discorso della ‘promozione’ che le scanlation farebbero a un manga prima di essere pubblicato in Italia, è una bella favola che ci raccontiamo noi appassionati nell’ambiente. E’ una favola che, in definitiva, ci raccontiamo per giustificarci e ripulirci la coscienza, più o meno come quando si fa l’elemosina a un barbone con l’unico intento di toglierselo di torno. Ti garantiamo che prima o poi in Italia arriverebbe più o meno tutto (timori e rischi editoriali permettendo), e che quando una serie è di buona fattura, indipendentemente dal genere o dal target, ha il successo meritato, a prescindere dalla ‘promozione’ fatta dalle scanlation.

Per concludere, la scanlation è come un coltello, che puoi usare tanto per mangiarti una bistecca, quanto per infilarlo tra le costole di qualcuno. L’unica ‘colpa’ del coltello è quella di saper tagliare. L’unica ‘colpa’ della scanlation è quella di poterti permettere di leggere in anticipo il tuo manga preferito. Ma se poi il tuo manga preferito non lo acquisti, prima o poi l’autore non ne riceverà un guadagno, e sarà costretto a interromperlo. Dunque, gli unici a decidere il destino di una serie a fumetti siamo noi lettori, non il ‘preview gratuito’ offerto dalle scanlation.

D’altra parte, la conferma è storicizzata e incontestabile: i manga vendevano dieci volte di più negli anni Novanta (nonostante il minor numero di lettori!), quando di scanlation non ce n’erano proprio. La nostra opinione in merito, dunque, è questa: se proprio dovete, leggete le scanlation, ma non abusatene e – quando lo fate – mettetevi una mano sulla coscienza. Se quella storia vi è piaciuta, poi, acquistatela: ve ne saranno grati l’editore italiano, quello giapponese (le migliaia di persone che lavorano nell’editoria) e l’autore, che potrà continuare a proporvi la storia che avete gradito tanto. Non pensiamo che ci possano essere molte altre posizioni in merito…

Per quanto ne sappiamo, i maggiori editori giapponesi stanno intraprendendo azioni molto severe su questo fronte (ben più dure di quelle annunciate fino a oggi), ma non ho la possibilità di conoscerne l’effettiva entità. Stiamo a guardare, sperando che non ci siano eccessi né su un fronte, né sull’altro. Basterebbe solo un po’ di buonsenso da parte di chi diffonde scanlation e un minimo di elasticità da parte degli editori, e tutto si sistemerebbe.

Chiudiamo l’intervista ringraziandovi ovviamente per la grande disponibilità dimostrata e chiedendovi, se vi va, di anticiparci qualche progetto/titolo futuro.

Preferiremmo lasciare questa parte agli annunci mensili. Ora che non è più necessario ‘fare caciara’ per annunciare titoli con mezzo anno di anticipo, preferiamo dedicarci alla promozione di quelli in corso di pubblicazione in modo da diffonderli meglio, e dare notizia delle novità solo quando le tempistiche distributive lo richiedono, vale a dire circa tre mesi prima dell’effettiva uscita.

D’altra parte, non siamo mai stati neanche grandi fan dell’annuncio selvaggio presso le fiere di settore, come molti ricorderanno. Perdonaci dunque per questo, e accetta i nostri ringraziamenti per l’attenzione che hai dedicato a Ronin Manga e Kappa Edizioni.

Kappa Boys

Segnaliamo anche una seconda intervista rilasciata dai Kappa a L’AltraPagina.it.

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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • CCC

    13 lug 2010 - 10:34 - #1
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    Nodame

  • CCC

    13 lug 2010 - 10:35 - #2
    1 punto
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    Nodame!!! *____*

    Stavo per comprare l’edizione americana, quando ho saputo che sarebbe stato pubblicato a settembre in italia dalla Star *_* Ho dovuto smettere di comprare manga nel 2005 (sono una di quelle che inviarono le cartoline postali alla Star per chiedere la pubblicazione degli shoujo, era il 96? :D), limitando i miei acquisti solo ai titoli di Riyoko Ikdea (quindi sono stata stra-felice dell’annuncio di BeruKids!!!!!), ma Nodame è Nodame! Non vedo l’ora e spero in una buona edizione!

    ps. scusate il doppio commento, ma credo di aver usato un carattere non consentito che ha nascosto tutto quello che avevo scritto precedentemente! :p

  • Lybra

    13 lug 2010 - 14:20 - #3
    -2 punti
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    Argomentazioni valide quando parla delle scan: se un editore no nvende chiude, purtroppo questa basilare legge del’leconomia e del lavoro in generale non è chiara a quello spropositato mare di bimbominkia 14enni che trovano milioni di scuse per leggersi le scan da internet e giustificare il loro comportamento sbagliato

  • MAGILLA

    13 lug 2010 - 17:23 - #4
    2 punti
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    Non leggo scan, anche perchè non mi piace proprio leggere sul pc, e son sempre stato un fan dei kappa peròòò.
    Onestamente dire che negli anni 90 i manga vendevano 10 volte di più mi sembra uan sciocchezza… Se no non potrebbero reggersi tutti questi editori in più. A meno che non si riferisca alla media per titolo, ma in quel caso dipende sopratutto dalla maggior offerta…
    ANche per la libreria di varia, mi pare già Granta, seppur per poco, aveva iniziato a vender nelle librerie di varia le raccolte in volumi “di lusso” di Ranma, Mai, e lamù.
    Per il resto.. Mi auguro riescan a raggiungere le edicole. Chissà se hanno progetti in merito.

  • Lolica

    13 lug 2010 - 18:25 - #5
    2 punti
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    Parlo del punto 14.

    Ma perché si dimenticano tutti che da 3 anni viviamo in un mondo in piena crisi economica? E’ un miracolo che ancora ci sia chi le compra le riviste in Giappone, per come stanno xD. E poi dire che sono la parte più importanti degli introiti è una gran cavolata: questo vuole per forza dire che le vendite dei volumi sono inutili…

    Vallo a dire ad Oda che vendere quasi 3 milioni di copie non serve a niente xD
    Evviva l’oggettività, la grande mancanza degli italiani ^_____^
    E’ sempre colpa del web, mai delle cause reali.

  • Profilo di montella89

    montella89

    13 lug 2010 - 18:32 - #6
    1 punto
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    Sono d’accordo sul punto 14), anche se non in toto. Insomma, non si può paragonare l’offerta di manga degli anni ‘90 con quella di oggi. È quasi impossibile che di questi tempi un consumatore qualsiasi spenda la somma massima di mille euro al mese per comprare tutte le uscite mensili, è ovvio che bisogna fare una attenta scelta delle serie da seguire con un occhio non indifferente al portafogli. A mio parete le scan di opere inedite sono anche utili, non è detto che tutto ciò che venga stampato in Giappone arrivi qui da noi, e le scan sono l’unico mezzo per leggere tali opere nella propria lingua. Però sono contrario alle scan di opere edite, anche se serie come Naruto e Bleach ne risentono molto poco a livello di vendite viste le continue ristampe.

  • Profilo di seiji

    seiji

    13 lug 2010 - 18:51 - #7
    1 punto
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    Piuttosto interessante come intervista…

    @Lybra: non sono solo i bimbiminkia 14enni a leggere le scan, anzi!!

    Personalmente non leggo scan, se non ogni tanto per scovare in “anteprima” qualche titolo particolare ancora inedito (e ce ne sono tanti), anche perché preferisco la lettura su carta e, da collezionista, il possesso “fisico” dei volumetti.

    D’altra parte se le edizioni non sono perfette di questi tempi ho deciso di non imbarcarmi nell’acquisto di nuovi titoli. Attualmente gli unici editori che mi soddisfano in quanto a qualità delle edizioni in Italia sono solo due, ovvero JPop e d/books.

    Riguardo a Ronin, ho sfogliato in fumetteria Guin Saga. L’edizione si presenta bene, ma una volta sfogliato il primo volume ho visto alcune pecche che mi hanno fatto desistere dall’acquisto sebbene fosse un titolo interessante e corto. Effetti “trama” nelle retinature, qua e là (basta con questi problemi di stampa, per favore!!) e cattive ricostruzioni di sfondi per l’adattamento delle onomatopee. A questo punto non so cosa sia peggio, se le odiatissime “pecette” o gli obbrobri grafici del timbro di Photoshop…

    Sul fatto dei molti più lettori di manga negli anni 90… mah, me pare ‘na…

  • Lybra85

    13 lug 2010 - 20:52 - #8
    0 punti
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    Non volevo offendere nessuno, dico solo che troppo spesso leggo argomentazioni assurde o fuori dal mondo che non hanno fondamenta, per carità un adolescente non può capire certe dinamiche economiche ma certe volte davvero il silenzio è d’oro

    Quanto agli anni’90…vi dico:compro manga dal 1995, c’era molta meno roba (in Italia) ma era più di qualità perchè vivevamo di rendita dagli anni’80 ma sopratutto c’era molta meno confusione.Oggi non credo ci sia saturazione del mercato, piuttosto credo ci siano troppi editori e troppi editori poco organizzati e tra ritardi di consegna e altro l’utenza si stufa.
    Last but not least oggi i ragazzi hanno molto più “canali di spesa” dei fumetti…15 anni fa avevamo le cassette per il gameboy e i fumetti oggi tra ipad/ipod/iphone, portatili,computer,store online ci son o molti prodotti che rubano clienti alla lettura

  • CCC

    13 lug 2010 - 22:34 - #9
    1 punto
    Up Down

    Secondo me si sbaglia a pensare che quelli che leggono le scan sono acquirenti perduti. Mi spiego, non è detto che chi legge le scan, in assenza di queste ultime comprerebbe gli albi cartacei. E’ lo stesso errore che si fa con la pirateria musicale. Se 20000 persone scaricano un cd illegalmente, non significa che tutte quelle 20000 persone abbiano interesse a possedere quel cd e che quindi vadano persi i guadagni relativi a quelle 20000 persone. Probabilmente di quelle 20000, solo un migliaio comprerebbero il cd in negozio, in assenza della copia pirata. Le altre perderebbero interesse o cercherebbero di procurarselo in altri modi (prestiti, scambi, etc).
    E comunque, non è vero che in Italia prima o poi arriva tutto! Le case editrici puntano giustamente su titoli commerciali e lo sappiamo tutti che commerciale non è necessariamente sinonimo di qualità. A volte è così, a volte no. Le case editrici che osano pubblicando titoli non proprio di massa sono poche (oddio a parte la Kappa, chi altro c’è?) e la produzione in patria è così vasta che certe cose non le leggeremo mai.
    In ogni caso, io non sono contro o a favore delle scanlation in generale. Sono contro le scansioni di manga in pubblicazione o di cui sono stati acquistati i diritti. Per le altre no e anzi alcune scanlation sono editate meglio delle tavole di un generico albo che viene venduto in fumetteria. :p
    Inoltre non si può pretendere che la gente continui a comprare a scatola chiusa (i soldi sono pochi per tutti) e sfogliare un albo in fumetteria non è che permette chissà quale valutazione. Io per decidere se un manga mi piace o no, ho bisogno di almeno tre o quattro numeri, soprattutto per le serie lunghe. Per questo leggo le scanlation e se il manga mi piace, quando e se lo pubblicheranno in italia, lo comprerò; se non mi piace non continuo nemmeno a leggere le scan, che senso avrebbe? C’è da dire che di tutte le scanlation che ho letto, l’unico manga che verrà pubblicato in italia è Nodame Cantabile, che come ho già scritto nel primo commento stavo per comprare in inglese.

  • latribùdalsanguenero

    14 lug 2010 - 00:44 - #10
    0 punti
    Up Down

    In fumetteria c’è sempre qualcuno che ti punta male se stai a sfogliare l’albo per più di un minuto (°_____°)

  • Lybra85

    14 lug 2010 - 09:21 - #11
    0 punti
    Up Down

    Concordo nel dire che legegre le scan non vuol dire un cliente perso…ma…ma…la pirateria musicale non ha molto senso in quanto ci sono numeri MOOOOLTO superiori e sopratutto gli artisti possono guadagnare ben in altro modo al di fuori delle vendite dei CD, i cui proventi vanno solo in tasca a SIAE e amici di emrenda

    nell’editoria manga i numeri sono molto piccoli, se uno legge la scan e poi non compra l’albo (e sono tanti quelli che si definiscono otaku ma hanno solo una lunga collezione di rar e jpeg)allora l’editore taglia e chiude perchè non ha altri proventi se non la vendita!Per cui ecco non è negativa i nsenso assoluto ma lo diventa nel caso in cui se ne abusa in modo irresponsabile, purtroppo caro/a CCC non tutti sono come te che leggono la scan e poi se il fumetto esce lo comprano ;) purtroppo non è affatto così.

    Quanto al problema economico dico una cosa: è la conseguenza di 10 anni di rotture agli editori.Quando ero piccolo ricordo che già allora si chiedeva la sovracoperta,la migliore qualità,la carta migliore ebbene tutto ciò ha un costo che si riverserà su di ni clienti finali!VOgliamo le pagine a colori?vogliamo la costa lucida? bene paghiamo pure 6/7€ ad albo ma poi non lamentiamoci e non andiamo a dire che le edizioni Star Comics “sono scrause”.
    Altro appunto: secondo me i manganon sono troppo cari, bisogna fare una selezione è vero ma si deve fare per qualsiasi cosa IMHO

  • CCC

    14 lug 2010 - 10:07 - #12
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    ma io sono ben lieta di pagare di più per una edizione decente, ma deve essere veramente tale! A casa ho i primi shoujo della planet manga che non posso più aprire perché si staccano le pagine (e io sono una persona maniacale, li tratto peggio delle reliquie i manga) oppure i primi numeri di glass no kamen mi lasciavano il nero dell’inchiostro sulle dita (e con la copertina bianca non è proprio il massimo! XD)!
    la ronin venderà berukids a 12€ e per me è un prezzo accettabile, ma solo se l’edizione sarà UGUALE a quella giapponese (che è veramente bella, ho comprato i primi tre volumi e mi accingo a comprare anche il quarto e il quinto che su yesasia vendono a 16,99$ e 17,45$ se non sbaglio - i primi volumi li vendono tutti a 16,99$, mentre quando li ho comprati io costavano tra 3 ai 4 dollari in meno).
    Fino ai 20-21 anni spendevo 60-70€ in manga ogni mese, poi i soldi mi sono serviti per altre cose e quindi ho dovuto ridurre al minimo le serie (lasciandone molte in sospeso), fino a sospenderle del tutto. Ho continuato a comprare glass no kamen (ma esce un numero ogni mille mila anni, quindi non pesa sul mio bilancio :D) e alcuni titoli di Riyoko Ikeda (tra cui un Elizabeth da 15€ - che sono un po’ troppi per me) che compro principalmente al Comicon perché costano meno. :p A settembre inizierò Nodame, ma ci sono tantissime altre serie che vorrei, ma non posso leggere. :/
    Secondo me, visto la crescente diffusione degli ebook reader e vista l’intenzione di molti editori di rilasciare libri il formato ebook con digital delivery, anche chi si occupa di manga potrebbe iniziare a ipotizzare una cosa del genere. Il manga in fumetteria e libreria per i collezionisti o per chi ci tiene all’edizione cartacea e poi i manga a bassissimo costo (no spese di carta, stampa e distribuzione) in digital delivery. Così si abbassano le tirature e quindi il rischio di avere manga invenduti. Non tutti ci tengono a collezionare i volumi, che tra le altre cose occupano pure un sacco di spazio! :D Io sarei una di quelle che comprerebbe manga usa-e-getta (io chiamo così quelli che non lasciano niente, puro intrattenimento) in formato digitale, mentre quelli delle mie mangaka preferite in formato cartaceo.

    ps. cmq non volevo mettere a confronto la pirateria musicale con il fenomeno delle scanlation illegali. volevo solo esplicitare meglio il concetto per cui non tutti quelli che sfruttano la pirateria sono mancati acquirenti e quindi corrispondono a mancati guadagni. ;)

  • Lybra85

    14 lug 2010 - 10:34 - #13
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    Tutto chiaro ;) poi sulle edizioni panini ti dico: ho smesso di comprare roba Panini dall’edizione pietosa di Capitan Harlock del 2000, fai un pò tu :D quelli erano 7.000 lire veramente buttate nel cesso e oggi vedo che non è meglio visto che per 4€ e passa i fumetti in fumetteria sono già tutti rovinati,ma di che schifo sono fatti?
    Però…4/5 manga panini sono sempre i più venduti in italia,se tutti facessero come me vedi che si cambierebbe registro e invece si continua a dire che l’altro editore economico fa edizioni scrause o titoli brutti (che non è vero…certo non proporrà block-buster cagosi come bleach o soul eater ma forse meglio così)

    Quanto al digital delivery non ne sarei per nulla sicuro guarda…ci sono in mezzo troppi posti di lavoro e troppi interessi (distributori,grossisti,fumetterie,tipografie) vedrai che molto difficilmente avremo un servizio online parallelo a quello della carta stampata anche perchè gira e rigira esperimenti del genere in altri campi (tipo la PSP Go) hanno già abbondantemente floppato in un paese tecnologico come il giappone, figuriamoci in Italia dove internet è ancora poco diffuso e laddove c’è spesso è fatto di lente ed instabili 56k!Oltre al fatto che per acquistare online ci vuole una carta di credito e mica tutti ce l’hanno,sopratutto gli adolescenti…ma non ce l’ho nemmeno io a 24 anni se è per questo

  • Profilo di seiji

    seiji

    16 lug 2010 - 03:39 - #14
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    “In fumetteria c’è sempre qualcuno che ti punta male se stai a sfogliare l’albo per più di un minuto”

    Ahahahaha!! E’ vero :D

  • ryosaeba2

    27 lug 2010 - 03:27 - #15
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    … yaoi/ boy’s love? =__=;;;