WOW Spazio Fumetto a Milano- La rivoluzione degli shōjo

Lo spazio fumetto milanese ha affrontato, durante gli incontri del mese di maggio, una serie di tematiche tra le quali una delle mie favorite, riguardanti i fumetti shōjo.

Precisazione importantissima da fare è quella riguardante la terminologia esatta: 少女 shōjo va scritto e pronunciato con l'allungamento e significa piccola ragazza, se lo diciamo e scriviamo senza, ha un altro significato completamente diverso (vergine). Siamo quindi precisi quando ci apprestiamo a parlare del genere!

Affascinante la storia: genere nato circa negli anni '30 sostanzialmente parlava di belle ragazze tutte boccoli e fiocchetti che sognavano l'amore platonico. Ulteriore sviluppo e parziale cambio di tematica è avvenuto negli anni '50: ricordiamo la celebre Principessa Zaffiro (Ribbon no kishi) di Osamu Tezuka dove la fanciulla doveva fingere di essere un uomo, al fine di ereditare il regno.

Finalmente, negli anni '60 le donne iniziano a scrivere e rappresentare i manga shōjo: le pubblicazioni aumentano notevolmente e le tematiche si diversificano. Il boom avviene negli anni '70 con Ryoko Ikeda, Keiko Takemiya, Moto Hagio, Yumiko Houshima e Ryoko Yamagishi, le così dette "le favolose del '49"(che indica il loro anno di nascita). ベルサイユのばら Berusaiyu no Bara ossia Lady Oscar è proprio di questi anni e apre il genere a un pubblico immensamente più vasto e variegato.

Arriviamo agli anni '80: ormai lo shōjo è un genere affermato e, mano a mano si prosegue con l'andare degli anni, più aumenta il genere di offerta, più sono le lettrici e più variegate sono le tematiche. La lettrice "tipo" dovrebbe essere dalla fanciulla che frequenta le scuole medie, a quella che ormai è iscritta alle superiori.

Purtroppo, per quanto riguarda un giudizio qualitativo: la qualità delle opere non è esattamente andata di pari passo alla quantità di materiale offerto. Effettivamente oramai abbiamo davvero una scelta vastissima, ma non tutta di eccelsa qualità. Se parliamo poi del caso italiano, è pur vero che sono arrivati molti più titoli, soprattutto recentemente, ma è logico che le case editrici debbano un po' rispondere a quelli che sono i gusti del pubblico, importando qualcosa di altamente fruibile, magari a scapito di altre opere più complesse che non avrebbero un gran mercato.

Nel complesso veramente un bell'incontro: istruttivo e fruibile per tutti, esperti e non del genere. Oltre alla visione storica, è stato interessante sentire l'opinione di esperte nel campo anche per quanto concerne il mercato italiano: è infatti vero che se ora noi entriamo in una fumetteria, possiamo trascorrerci alcune ore prima di individuare e capire quali sono i manga più adatti a noi. L'offerta è moltissima ma i titoli stimolanti non sono in numero altrettanto elevato. Riflettiamoci.

  • shares
  • Mail