Secondo Voi - Cleo, un fumetto di Valentino Sergi

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Comicsblog vi presenta Cleo, un fumetto pubblicato da Edizioni Voilier, scritto da Valentino Sergi e disegnato da Mirka Ruggeri.

Cleo non è un fumetto semplice che narra una storia d'amore semplice. E' come un pacchetto regalo, incartato dalle mani di un ingenuo sognatore, con al suo interno un agglomerato di pensieri semplicissimi, ma incastrati per non essere decifrati con labile sforzo. Forse l'amore, in generale, è tutto questo e Valentino Sergi lo vuole suggerire a quella media di lettori che trascura tanti aspetti di un gioco labirintico. Cleo viene introdotto da una copertina spiazzante: chi è il personaggio misterioso dotato di due bocche? Cosa vogliono dire quelle due labbra sulla gola? Ci troviamo di fronte ad una figura allegorica, ad un mostro o rappresenta qualcosa di più concreto, qualcosa che pescheremo più avanti all'interno del nostro pacchetto regalo?

La storia si apre con la visione nostalgica di un non protagonista... un adulto che ha appena conosciuto un lato tragico della vita: l'abbandono. Le prime e le ultime pagine di questo fumetto si assomigliano in maniera impressionante. Nelle prime è il padre della protagonista, seduto in un angolo indefinito del porto di Barcellona, ad attendere invano un messaggio dalla persona più importante. Nelle ultime è la stessa Cleo a cercare una risposta alla sua vita, alla sua storia appena consumata. C'è un legame forte tra padre e figlia, un collegamento quasi simbiotico, rafforzato da un destino avverso.

Trieste è una città che Sergi conosce molto bene ed è sentimentalmente molto legato al punto di trasformarla nella culla di Cleo e delle sue vicende. Sfogliando le tavole si percepisce subito che certe piccole situazioni sono proprie dell'autore, che le ha vissute e, forse, le ricorda con allegra malinconia. L'università è un ottimo ambiente per socializzare e scoprire nuove passioni. E' qui che Cleo "vive" Andrea, il ragazzo dei suoi sogni, osservandolo di nascosto, studiandolo con i suoi dolci occhi. Bastano poche pagine per entrare subito in confusione: è Cleo la vera protagonista? Andrea ruba la scena a chiunque ed il lettore viene invitato a fare uno sforzo difficile, ma necessario: cambiare punto di vista, ovvero tralasciare la visione del mondo/vicenda di Cleo per penetrare nella mente di uno sconosciuto. Uno stravolgimento improvviso che mette al margine la ragazza e la fa nascondere dietro le foglie della terza vera protagonista del racconto: una pianta! Nella Bibbia c'è l'albero sacro con le sue mele a rappresentare i limiti dell'amore più grande, qui abbiamo una pianta enorme che fino alla fine ci ricorderà quali possono essere le conseguenze di uno o più amori. Originale l'aver introdotto un elemento silente ed immobile per descrivere ogni divenire, ogni stato d'animo che nutre lo stesso fusto senza fiori. Il fumetto è veramente ricco, carico di messaggi che si accavallano in ogni vignetta. L'attimo più insignificante è frutto di una profondità acquisita. Come già detto: non è una semplice storia d'amore. Ci troviamo di fronte alla figura di uno sceneggiatore che ha voluto vomitare su carta tutto (e sottolineo tutto) il necessario per rendere viva la vicenda. L'introduzione di elementi fuori dal comune non distruggono affatto il realismo, ma lo rafforzano. Non è un'assurdità riconoscere nella seconda bocca di Cleo (la ragazza mostro) quella parte della nostra mente che ci parla in continuazione, ci stimola ad osare, ci illumina il sentiero della verità.


Cleo ha una malformazione strana ed Andrea è costretto a baciarla, ad accettarla. Andrea in quel momento accetta lo spirito di Cleo, non il suo corpo; riconosce l'essenza del nuovo amore, la sua forza e la sua spontaneità. Non è facile aprirsi e mostrarsi realmente ed integralmente a chi è entrato a far parte della "camera dei giochi", dove il più piccolo degli errori può stravolgere l'esito della sfida. Cleo parla con le sue due bocche: una timida e contratta, l'altra spontanea, forte e critica. Non c'è mancanza di equilibrio nella ragazza perché è l'unica a riuscir a bilanciare la sua essenza senza oscurare uno dei lati che la compongono. La sciarpa che porta al collo è un inutile tentativo di dominare la razionalità e la verità? Il timore sociale esiste, la vergogna è un male che si attacca sulla pelle di chiunque. Cleo saprà scoprire la sua deformità nei momenti più appropriati, dove veramente ha bisogno di affidarsi a se stessa. Senza svelare ulteriori dettagli della trama, ed eventuali sorprese, c'è da soffermarsi su un particolare accattivante: i sogni di Andrea. Incubi o sogni? Cosa rappresenta il viaggio immaginario che il giovane affronta, prima di rimanere intrappolato in un cimitero di lucciole? Chi è che cera veramente e perché la donna che gli appare non svela il suo nome? E' veramente difficile dare una risposta a queste domande, poiché ogni lettore potrebbe interpretare a modo suo questo percorso, allontanandosi definitivamente dall'idea originale dello sceneggiatore. Emblematica la frase che appare incisa sopra uno specchio all'interno del sogno stesso: "Quid est veritas?". I sentimenti sono fragili, nonostante le apparenze ed il loro prodotto potrebbe far partorire fiori inattesi o azzerare per sempre la capacità di reazione di un uomo/donna. Tutto è un bivio, un labirinto e le varie strade rappresentano i pensieri poco lineari che penetrano nella mente dell'innamorato come siringhe cariche di porzioni magiche. Cleo è un viaggio onirico e reale, che unisce una Barcellona antica ad una Trieste moderna; luoghi dove si sono consumate storie decise all'ultimo istante, determinate da scelte affidate più al caso che al cuore o alla ragione.

Cosa è che non funziona in Cleo? Il lettore potrebbe avere un approccio non facile ed immediato con la storia, con i personaggi e con le loro fantasie. Una seconda lettura, un ripasso rapido è consigliato per gustare la complessità del ricamo impostato da Sergi. E' una storia in costante movimento, dove si passa con tanta facilità dal passato al presente di diversi personaggi. Quando Andrea inizia a sognare è importante "tenersi saldi al tram" per non crollare fuori dalla storia. Il sogno è parte integrante della vicenda. Sesso e pornografia subentrano in maniera quasi fastidiosa all'interno di storie alimentate da sentimenti reali: Cleo e Andrea sono "sporcati" dalla loro presenza ingombrante. Lo sceneggiatore adotta il lato nero dell'amore per dotare di realismo una storia che non è una fiaba. Quelle "deviazioni" sono una costante nella nostra realtà. Rapportarsi con loro aiuta a crescere ed a conoscere al meglio i propri sentimenti. Cleo è una scrittrice di racconti pornografici, quasi costretta a creare storie prive di sentimento per sopravvivere. Contrariamente in lei convivono sentimenti ben lontani dalle tracce di una fantasia disagiata. Il suo approccio ben presto “abortito” con la pornografia recitata è una prova sostanziosa della purezza della sua ricerca. Tolti alcuni problemi di orientamento, il fumetto non soffre di lentezza e scorre con la semplicità di una buona d'azione, pur essendo privo di sviluppi “agitati” e vuoti.

La disegnatrice è Mirka Ruggeri. Il suo tratto non è affatto classico; ha un tocco poco plastico e dinamico. Apprezzabile è l'originalità della sua composizione, dotata di uno stile ricco di classe e pacatezza. I personaggi potrebbero essere caratterizzati con più determinazione, per non creare confusione al lettore che, talvolta, è costretto a soffermarsi un minuto in più per distinguere, per esempio, la versione giovane di un padre travagliato, da la versione del giovane amante della stessa Cleo. Non bastano piccoli dettagli per rendere più spedita la lettura di tavole dotate di colori tenui, soffocati che richiamano una natura senza luce e tipicamente autunnale.

La Trama ufficiale: Ci si può innamorare di una ragazza conosciuta in sogno? Cleo è una storia d’amore, delle più semplici, tra un ragazzo e una ragazza. E potrebbe bastare questo, con l’atmosfera magica di Trieste e la nostalgia della Barcellona del passato, per descriverne l’incanto.
Ma amare a volte significa saper mentire, nascondere piccoli turbamenti, gelosie, segreti. Cleo non ne è capace, una seconda bocca all’altezza della gola rivela senza pudori i suoi desideri, le sue paure. E non resta che soffocarla con bende e sciarpe, perché la verità può farti perdere la persona che ami, soprattutto se ti tradisce con un sogno. Il libro: Il libro unisce una narrazione intimista a elementi fantastici, in una cornice intrisa di romanticismo e nostalgia, tra la bellezza di due città marinare e i paesaggi mozzafiato delle terre del sogno. Cleo è il primo romanzo grafico di Mirka Ruggeri, giovane disegnatrice dal tratto europeo e delicato capace di trasmettere il complesso spettro delle emozioni in un volto, come la meraviglia di un ambiente onirico. Valentino Sergi, autore a suo agio con le atmosfere fantastiche e vincitore di vari premi letterari e di fumetto, firma la sceneggiatura del volume con una scrittura lieve, valorizzando al massimo la componente visiva. La protagonista: Cleo è un nome di provenienza greca che deriva dall’antico verbo “kleio”, ovvero raccontare, rendere noto. Un destino nel nome, data la strana deformazione della ragazza: una bocca all’altezza della gola incapace di mentire e indipendente dalla sua volontà. Cleo vive a Trieste con il padre, vittima di una forte depressione dopo l’abbandono della moglie. Per pagare le spese quotidiane e le tasse universitarie scrive racconti pornografici, anche se il suo sogno è diventare giornalista. Durante le sue pause al bar di facoltà, la giovane s’innamora di Andrea, uno studente di Scienze della Comunicazione come tanti, se non fosse per quegli strani sogni…

Cleo, brossurato colori 72 pagine, € 10.90, collana Oblò.

Conosciamo meglio Valentino Sergi. Nato in un paesino del Friuli a metà degli anni '80, si è laureato in Scienze della Comunicazione a Trieste nel 2008. La sua passione è lo studio delle contaminazioni tra cinema e fumetto. Tra le sue collaborazioni ricordiamo:

- Garth Ennis – Nessuna pietà agli eroi (saggio curato, Edizioni XII 2010)
- Frank Miller – Matite su Hollywood (saggio, Edizioni XII 2009)
- Il ricettario del killer (racconto 2009) - Premio “Lama (Forchetta) & Trama”
- Svastica (romanzo grafico, King Komix 2008), con la disegnatrice Cristina Spanò – Premio “I corti di carta illustrati”
- La bambina che non aveva le mani (racconto a fumetti, 2006) – Premio “Città di Fiumettopoli”

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