Ken la leggenda, Raoh il Conquistatore del Cielo n.1, la recensione

La recensione di Ken la leggenda, Raoh il Conquistatore del Cielo n.1, un fumetto edito da Planet Manga, realizzato da Youkow Osada.

hokuto no ken

Ken la leggenda, Raoh il Conquistatore del Cielo n.1 di 5 (Edizione Deluxe) è un fumetto preparato per quei lettori nostalgici, legati sentimentalmente alla magia di Hokuto.

Buronson e Tetsuo Hara hanno permesso all'artista Youkow Osada di raccontare la storia di Ken il Guerriero puntando i riflettori sul suo più grande nemico: Raoh. Ken la leggenda, Raoh il Conquistatore del Cielo n.1 è stato distribuito da Planet Manga in un'edizione con sovraccoperta, al prezzo di € 6.50 (13x18,8, B., 200 pp.,b/n).

Un nuovo Re

Vale la pena "tradire" la storia originale con questo esperimento moderno? Sicuramente Raoh il Conquistatore del Cielo è un omaggio al capolavoro che tutti conosciamo e, in qualche modo, fa di tutto per rispettarlo. Yuko Osada prova a spiegare come Raoh sia riuscito a conquistare tanto potere in così breve tempo, fino a diventare un vero e proprio sovrano. Nel giro di poche pagine si trasforma da ragazzotto vagabondo con un grande sogno di salvezza a re crudele e senza cuore. L'idea di affiancargli addirittura due figure amiche lo rende all'inizio irriconoscibile. Senza subire alcun trauma o perdita grave, la sua personalità esce fuori nella seconda parte del volume, dove finalmente viene illustrata la sua grandezza nei minimi dettagli.

Differenze con Hokuto no Ken

Il volume si conclude con l'introduzione di Re Nero e l'annunciato attacco al grande Souther, risollevando l'attenzione su un progetto lontanissimo dalla perfezione dell'Hokuto no Ken originale. Yuko Osada potrebbe essere scambiato con un giovane fan che si è divertito ad allungare il brodo di uno dei manga più famosi al mondo. Bisogna ammettere che lo ha fatto in modo divertente e scorrevole, riscaldando il cuore di tutti coloro che da troppo tempo sognavano di riabbracciare certe atmosfere. La modernità dell'autore crea un ulteriore contrasto con l'opera di Buronson e Hara, anche da un punto di vista grafico. I disegni sono troppo puliti ed "infantili" per rappresentare la crudeltà di certe scene e quella del suo protagonista. L'opera originale era molto più realistica da questo punto di vista, più poetica (lo sguardo dei personaggi era inteso e vivo), più adatta alla durezza della trama.

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