
Fino al 17 febbraio, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, è possibile visitare la mostra Graphicnovel.it, realizzata in collaborazione con l’associazione Vivacomix e la Galerie Martel. L’installazione presenta una panoramica del fumetto italiano: dai pionieri degli anni ‘80 come Lorenzo Mattotti e Igort, fino ai più giovani Francesco Cattani e Alessandro Tota. Grazie agli album di Will Eisner o Hugo Pratt, quest’arte che combina in maniera inedita disegni e letteratura, attira anche un pubblico non necessariamente specializzato.
Ogni autore sarà rappresentato a Parigi da un libro illustrato da disegni originali esposti presso il Salon de Lecture dell’Istituto: Lorenzo Mattotti con Stigmate, Gabriella Giandelli con Interiorae, Manuele Fior con 5000 chilometri al secondo; e ancora Davide Toffolo sarà rappresentato da Pasolini, Sara Colaone da In Italia sono tutti maschi, Giacomo Nanni sarà presente con le sue Cronachette, Francesco Cattani con Barcazza, Stefano Ricci con Humus vertebra, per proseguire con i Quaderni russi di Igort, Fuori Bordo di Piero Macola, La mia vita disegnata male di Gipi, Fratelli di Alessandro Tota e finire con Niger di Leila Marzocchi e con Vittorio Giardino.
La musica, il cinema, la letteratura, persino il festival della matematica. L’Auditorium Parco della musica di Roma ha realizzato iniziative ricche e prestigiose in questi anni, toccando numerosissime forme e discipline. Bene ha fatto allora la direzione a decidere di occuparsi finalmente anche del fumetto, ricordando che “in Francia c’è un corso di storia ed Estetica del Fumetto nella più prestigiosa università di Parigi: la Sorbonne. Infatti i francesi lo definiscono la Nona Arte”.
Nel programma autunnale dell’Auditorium è dunque previsto un ciclo di otto lezioni con alcuni protagonisti del fumetto italiano, presentati dal critico di Repubblica Luca Raffaelli e incalzati dall’editore Francesco Coniglio. Hanno già incontrato il pubblico Leo Ortolani e Milo Manara, seguiranno il 4 dicembre Gipi e il 15 gennaio Sergio Staino, in attesa che il cartellone sia completato. Gli incontri si svolgono alle ore 18.00 e ogni singolo evento richiede un biglietto di 8 euro, ma è possibile acquistare un pacchetto abbonamento per quattro lezioni a 25 euro. Tutte le info sugli eventi (prevendita, etc.) li trovate sulla pagina dedicata del sito Auditorium.
Due protagonisti assoluti del fumetto d’autore italiano si danno appuntamento in rete per confezionare insieme brevi e fulminanti racconti animati. Parliamo di Gipi, al secolo Gian Alfonso Pacinotti - reduce dall’ultimo Festival del Cinema di Venezia con L’ultimo terrestre -, e Giacomo Nanni, l’autore del poetico Cronachette, entrambi pubblicati da Coconino Press. Le brevi animazioni, ospitate dalla rivista online Rapporto Confidenziale, sono squarci sull’Italia amorale di questi anni, appunti ironici e amari sul malessere e l’alienazione dell’Italia berlusconiana.
Dopo il primo episodio, Ricompensati, i due sono tornati con un nuovo capitolo a se stante, Voglio comprarmi una persona, che potete guardare qui sopra. il prodotto è originale e imprevedibile, mai didascalico, grazie al metodo di collaborazione anomalo che i due autori si sono imposti. Ce lo spiega lo stesso Gipi: “Una mattina, verso le cinque, mi sono svegliato di colpo con delle parole in testa. Le ho scritte, pronunciate e messe in micromusica e le ho mandate a Giacomo. Lui avrebbe fatto un’animazione su quelle parole e quella musica. C’era un accordo non scritto e non detto, credo, che doveva suonare più o meno così: io scrivo cosa mi pare, ci faccio il suono che mi pare e tu ci fai il disegno e l’animazione come ti pare e nessuno dei due dirà niente all’altro. E’ andata così”.
Si è parlato molto dell’esordio cinematografico di Gipi, L’ultimo terrestre, presentato al Festival del Cinema di Venezia con una buona accoglienza di pubblico e critica. Ne abbiamo parlato anche noi qui su e, più approfonditamente, i nostri colleghi su Cineblog. Ma lentamente si è cominciata a spostare l’attenzione sul graphic novel che ha ispirato Gipi, l’anomalo e intenso Nessuno mi farà del male di Giacomo Monti, edito da Canicola. Blog e giornali hanno iniziato a cercare l’autore e a commentare variamente la sua opera, che è stata appena ripubblicata con l’aggiunta di un racconto (Contro gli dèi) rimasto fuori dalla prima edizione.
Il lavoro di Monti, che di Gipi è stato allievo prima che lo stesso lo segnalasse a Edo Chieregato di Canicola, colpisce il lettore, questo è certo, ed anche in modo duro. Con un tratto all’apparenza tirato via, in realtà perfettamente funzionale alla narrazione, Monti suddivide in racconti brevi e brevissimi, dal sapore stridente, lampi sullo squallore del nostro tempo, fatto di miserie umane, soldi, sesso e indifferenza. Perfino di alieni che arrivano sulla terra e vengono tranquillamente ignorati dagli umani. Il tocco però è stranamente lieve, è come se da queste storie il lettore assorbisse qualcosa che non riesce immediatamente a decifrare, qualcosa che la lettura in sé non può esaurire in una volta. E’ soprattuto da qui che nasce un vago senso di inquietudine, di straniamento.
E’ poi significativo il fatto che chi prova ad associare Monti ad altri autori, quasi mai indica nomi di fumettisti, e in ogni caso può stabilire soltanto paralleli deboli o incompleti. C’è chi vi ha scorto lo spirito minimalista di Carver, a patto di non tener conto degli episodi meno realistici del fumetto, o addirittura i toni di Thomas Pynchon. C’è chi ha visto nell’episodio degli ufo una sorta di riedizione/ribaltamento del romanzo Un marziano a Roma di Ennio Flaiano, ma Monti afferma di non averlo letto. E c’è chi, come il critico Daniele Barbieri, scrive che “i fumetti di Giacomo Monti mi sembrano avere qualcosa in comune con i film di Aki Kaurismäki. C’è lo stesso sconsolato squallore, la stessa umanità appassionata e demente, la stessa ironia sottile e devastante”; ma poi è costretto ad aggiungere “In realtà Kaurismäki mi fa ridere un po’ di più, ma anche lo squallore di Monti è talmente stralunato o lunare, così ridicolo e assurdo, che non si può restare del tutto seri”.
Gian Alfonso Paciotti – in arte Gipi - è tra gli autori di graphic novel più amati in Italia.
Gipi è anche un maestro dell’animazione, apprezzato tanto anche da molti produttori televisivi, ma la sua etichetta di fumettista è destinata a scomparire. Sceneggiatore e disegnatore dal tratto originale, si è da poco riscoperto grande regista cinematografico. Il rischio (per chi ama la sua arte a fumetti) è quello proprio di non vedere a lungo una sua produzione inedita, visto che iniziano ad arrivare i primi e decisi apprezzamenti dai cultori del Cinema. Il suo film, L’Ultimo Terrestre, terza pellicola italiana in gara a Venezia, è stato ben accolto dagli spettatori, che lo hanno seguito applaudendo ed accogliendo la sua ironia sottile con risate spontanee ed accondiscendenti.
Insomma, un ottimo risultato quello di Gipi, che simpaticamente ha dichiarato di aver fatto un film sugli extraterrestri pur non credendo assolutamente alla loro esistenza. La pellicola è stata girata nei pressi di Pisa ed è ambientata in un futuro assai vicino dove la gente non reagisce affatto all’annuncio dell’arrivo degli alieni sulla Terra. Gipi scrive solitamente grandi storie, soggetti lineari e profondi, ma L’Ultimo Terrestre non nasce da un suo fumetto, bensì dal libro di Giacomo Monti Nessuno mi farà male. Dopotutto la pellicola è stata lavorata con la stessa delicatezza riscontrata nei suoi graphic novel, dove i personaggi non sono epici, ma veri, brutti, sbagliati, delle macchiette terribili. Il protagonista del film è il debuttante, nonché grande amico amico del regista, Gabriele Spinelli. Il 9 settembre Fandango distribuirà la pellicola in 50 copie. Comicsblog ribadisce i suoi complimenti all’artista!
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Vi avevamo anticipato che Gipi, al secolo Gian Alfonso Pacinotti, autore di punta del fumetto italiano, sta per sbarcare al Lido di Venezia nelle vesti inedite di regista cinematografico. Il film, tratto dal graphic novel Nessuno mi farà del male di Giacomo Monti, è un dramma stralunato, che fa muovere improbabili alieni in una provincia italiana feroce e banale, come gli anni che viviamo. La curiosità è tanta e allora nell’attesa segnaliamo l’uscita di un’utilissima antologia “gipiana”, per chi ancora non ha avuto la fortuna di scoprirne il genio grafico e narrativo.
Il volume inaugura una nuova collana, Omnibus, della benemerita casa editrice Coconino Press, diretta da Igort, che ha pubblicato in Italia tutte le opere di Gipi. Raccoglie, in formato ridotto e più economico, tre albi tra i più rappresentativi: S., Esterno Notte, La mia vita disegnata male.
Esterno notte dei tre è il più duro: cinque racconti, cinque pagine di vita urbana, sospesa in un’eterna provincia. S. l’opera più matura: accorata rievocazione della figura paterna, della sua morte e dell’elaborazione del lutto da parte dell’autore, è un’anamnesi che si muove tra l’ironia e il senso di abbandono, opera che come poche è riuscita a reinventare il tema della memoria nel fumetto. Ma è con La mia vita disegnata male (che uscì nella prima edizione con l’acronimo LMVDM) che Gipi raggiunge il grande pubblico, mettendo a nudo le sue storie più intime, dolorose ma anche imbarazzanti. Abbozza di getto il suo vissuto, giorno per giorno, e reinventa il linguaggio disegnato. Con un impasto nuovo, che mescola il segno grezzo e duro di un diario allucinato - come fu il Pompeo di Andrea Pazienza, di Gipi amico e maestro - a eteree tavole acquerellate che si muovono nello spazio inconscio, narrando storie di pirati mai realizzate e amori giovanili sognati.
Questa raccolta rappresenta anche un novità editoriale non di poco conto. Raramente, infatti, se si esclude il fumetto seriale e di genere, capita di trovare un’edizione economica delle opere di un fumettista, un po’ come fanno le grandi case editrici con gli scrittori considerati classici viventi, quali Franzen o Roth. La cultura italiana, miope per quanto riguarda il fumetto, si ostina a considerare la “letteratura disegnata”, come la definì Hugo Pratt, roba per ragazzini. Ora l’uscita di questo genere di antologie è un buon segnale, vuol dire che stiamo diventando adulti. E chissà che nel campo non diventeremo un giorno come i cresciutissimi Francia e Belgio.
Vi ho già parlato dell’ultimo progetto di Gipi: la realizzazione di un vero e proprio lungometraggio intitolato L’ultimo terrestre.
Il film (prodotto da Fandango di Domenico Procacci con la collaborazione di Rai Cinema ed il supporto della Toscana Film Commission) è nato in Tirrenia (Toscana), a breve distanza dalla base militare americana di Camp Darby. Alla base del film c’è infatti l’antologia di storie tratte dal volume Nessuno mi farà del male. La trama è di pura fantascienza e narra alcuni fatti che si sono svolti all’interno di un paesino europeo alcuni giorni prima di una vera e propria invasione aliena. Il tutto viene narrato attraverso il punto di vista di un uomo misogino e dedito alla solitudine. Gipi ha rilasciato un pre-teaser realizzato quando il film era stato montato solo per metà.
A questo punto sono molto curioso di vedere il prodotto finale e ben rifinito. Lo spot dimostra che il film sarà carico di umorismo e che verranno ben delineati i rapporti tra alieni ed esseri umani. Non è una produzione da 100 milioni di dollari, ma guai a pensare che solo un grosso investimento potrebbe regalare un’ora e mezza di vero svago. Attendiamo…
Continua a leggere: Gipi - un teaser del film realizzato dal fumettista

Un grande fumettista italiano è pronto per passare al cinema nei panni di regista?
Gipi (Gianni Pacinotti) è un autore completo, ma il suo talento artistico non rimarrà legato esclusivamente alla nona arte. Infatti in questi giorni si sta concentrando a terminare le riprese di un vero e proprio lungometraggio! Il progetto, intitolato L’ultimo terrestre, sta nascendo in Tirrenia (Toscana), a breve distanza dalla base militare americana di Camp Darby. Proprio qui arriveranno gli alieni guidati dal neo regista che si sta impegnando per dar vita ad un film prodotto da Fandango di Domenico Procacci con la collaborazione di Rai Cinema ed il supporto della Toscana Film Commission. L’ultimo terrestre nasce dall’idea di un altro fumettista. Alla base del film c’è infatti l’antologia di storie tratte dal volume Nessuno mi farà del male.
La trama è di pura fantascienza e narra alcuni fatti che si sono svolti all’interno di un paesino europeo alcuni giorni prima di una vera e propria invasione aliena. Il tutto viene narrato attraverso il punto di vista di un uomo misogino e dedito alla solitudine. Gipi, in un’intervista al Corriere Fiorentino, ha dichiarato che questa storia “parla della verità” e considera il suo fare l’adattamento di un fumetto non suo come “un’esperienza davvero singolare”. Ecco la considerazione di Gipi sulla figura degli alieni: “Gli alieni sanno che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, il loro è un avvento di tipo religioso e questo mi sembrava un punto di vista inedito”. Cliccate qui per leggere l’intervista integrale!
Continua a leggere: Gipi - il fumettista diventa regista di un film tratto da un fumetto

L’autore di graphic novel Gipi (Gian Alfonso Pacinotti) sbarca in tv!
Fate molto attenzione alla sigla del programma televisivo condotto da Daria Bignardi, Le Invasioni Barbariche (in onda ogni venerdì sul La7). Noterete che la sigla è un piccolo cartone animato, realizzato da una mano alla maggior parte di voi nota. E’ proprio la mano di Gipi (autore di “S”, illustratore per La Repubblica e autore di strisce per Internazionale) che è stato supportato in questa piccola impresa da Andrea Vignali. Dando uno sguardo sul blog dell’autore si può leggere un suo articolo dove commenta l’iter percorso per la realizzazione della sigla delle Invasioni Barbariche. Prima di tutto ci tiene a definire Vignali come “il mio socio in animazione”. Il loro lavoro è iniziato durante i primi giorni di agosto, un periodo assai duro e scomodo: solo un mese il tempo concesso da La7.
Ecco cosa, attraverso le sue parole, è accaduto in quello scorcio di estate: “[…] ho pensato di fare tutta l’animazione ad acquarello, a colori. Ho immaginato di prendere delle persone a lavorare, nella mia fantasia avrei disegnato solo i fotogrammi chiave e poi i miei lavoranti avrebbero fatto le intercalazioni. Alla fine ho fatto tutto da solo, perchè ho un disegno sbilenco e avrei impiegato più tempo a trasmetterlo a qualcuno (farlo disimparare a disegnare, in sostanza) che a farlo da solo. Solo Annina mi ha aiutato, ricalcando e ripulendo disegni. Lavoro noioso e infame. Essendo un furbone ho usato un procedimento che mi faceva lavorare il doppio: ho disegnato e animato in Toon Boom, al computer, con la tavoletta grafica, poi ho stampato tutti i disegni e li ho ridisegnati e colorati a mano. Lavorando in HD il mac destinato al compositing sveniva in continuazione e solo la pazienza infinita di Andrea ha permesso di non tirare tutto dalla finestra […]”.
via | Fumetto d’Autore
Gipi, l’autore de La mia vita disegnata male, ha realizzato una sigla televisiva per Rai Due.
Infatti, dopo esser stato ospite nella trasmissione televisiva Le Invasioni Barbariche, è stato ingaggiato per ideare la sigla della nuova trasmissione di Daria Bignardi: L’Era Glaciale, andata in onda venerdì sera alle 23, 30 su Rai Due. Sul suo blog l’autore ci fa sapere che è stato prezioso il contributo del collaboratore Andrea Vignali e che per 23 giorni abbiamo dormito niente e lavorato sempre.
La musica scelto come sottofondo è di Beck. Il brano: Chemtrails. I suoi ringraziamenti vanno anche a Daria Bignardi ed al regista della trasmissione, Fabio Calvi. Vi ricordo che le opere di Gipi sono tutte disponibili grazie a Coconino Press. Non perdetevi lo speciale appuntamento, previsto per il 25 marzo 2009 alle 19.50, nell’amibito del Cortoons Festival (il palcoscenico del Teatro Palladium di Roma) che ospiterà la lettura musicata dell’ultima graphic novel LMVDM di Gipi.