
Il nostro Daniele ha già scritto un paio di post su Moebius la cui scomparsa, ricordiamo, è avvenuta sabato scorso in quel di Parigi. Ma il segno lasciato nel mondo del fumetto da Jean Giraud è così marcato che, anche in America, le grandi case editrici hanno voluto omaggiare la scomparsa dell’autore dicendo la loro su quanto realizzato da Moebius per loro…
Stavolta è il turno della Marvel che, proprio a Moebius, affidò nel 1988 le matite di Silver Surfer: Parable, miniserie di due soli albi scritta da Stan Lee che, grazie a quest’opera, vincerà insieme all’artista francese l’Eisner Award per la best finite/limited series nel 1989. Pensata per aiutare tutti i giovani lettori ad addentrarsi nella storia di Silver Surfer, la miniserie di Lee/Moebius rimane ad oggi uno dei capisaldi della bibliografia dedicata all’araldo di Galactus che, grazie ai disegni dell’artista francese, “rinacque” sotto una luce diversa e molto più “mistica” che in passato. Ma la Marvel non ha voluto limitarsi a raccontare solo quella felice collaborazione e, partendo dagli albori, Jim Beard (autore dell’articolo) ha riassunto, in poche parole, tutti lavori più importanti dell’artista, partendo dalla prima strip del 1956 fino a parlare dell’autobiografia dell’autore e dei suoi lavori extra-fumettistici.
Come “contorno”, la Marvel ha anche pubblicato alcune bellissime tavole ed illustrazioni di Silver Surfer: Parable che noi, qui, vi riproponiamo in una piccola ed esaustiva gallery. Una cosa, però, è certa: Moebius mancherà davvero a tutti…
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In attesa di vedere finalmente l’elaborato omaggio a Salgari di Paolo Bacilieri, esce per i tipi Rizzoli Lizard un altro graphic novel dell’autore pensato per il mercato francese, e precisamente per una collana dai temi ‘adulti’ dell’editore Casterman. Si tratta di Adiós Muchachos (126 pp. 17,00 euro, disponibile anche in formato e-book), un “noir tropicale” tratto da un romanzo di Daniel Chavarría e adattato da Matz, autore de Il Killer, edito anch’esso da Rizzoli.
Protagonista del racconto è Alicia, una procace ragazza, studentessa di disegno dell’Avana e “jintera”, ossia una delle tante giovani cubane che si concedono agli occidentali in cambio di soldi, nella speranza di essere sposate o mantenute. Alicia si aggira, molto discinta, per le strade della capitale, in sella a una bici con i freni “casualmente” malfunzionanti. Così le capita sempre di cadere nei pressi di qualche quartiere turistico, dove gli uomini la aiutano a rialzarsi e dove finisce per ricevere immancabilmente qualche invito a cena. Durante una di queste sue interessate peregrinazioni, la ragazza seduce un facoltoso canadese in visita a Cuba per conto di una compagnia olandese. Quando è ormai convinta di aver ricevuto l’atteso colpo di fortuna, finisce nei guai, travolta da un minaccioso intrigo di soldi e sesso.
Bacilieri si misura qui in una delle sue rare opere a colori e il plot, da classico thriller, non manca di tingersi delle atmosfere a lui più congeniali, quelle del grottesco e del bizzarro. L’autore restituisce anche un’accurata ricostruzione di ambienti, senza rinunciare alle sue tipiche invenzioni linguistiche, nella scansione delle inquadrature e nella composizione della pagina, che ricordano molto da vicino lo stile di Guido Crepax.

Il grande fumettista John Severin è morto nella sua casa di Denver, in Colorado, all’età di 90 anni. In oltre sessant’anni di carriera si è cimentato con una grande varietà di generi e formati: fumetto comico, di guerra, supereroistico. Fu uno degli autori di punta della EC, per la quale realizzò Frontline Combat e Two-fisted Tales e, al fianco di Harvey Kurtzman, uno dei “fantastici cinque”fondatori la storica rivista underground Mad, dove lavorò dal 1952 e al 1954. Poi entrò anche nel team di Cracked, un’altra rivista umoristica nata sull’onda di Mad.
Per la Marvel disegnò un gran numero di serie: Incredible Hulk, The Nam, Kull the Conqueror, Captain Savage, Conan the Barbarian, The Sub-Mariner. Severin ha lavorato alacremente fino agli ultimi giorni: è del 2011 il suo Witchfinder: Lost and Gone per la Dark Horse. Il grande Stan Lee è sempre stato un suo fervente ammiratore e una volta affermò che lo avrebbe voluto come disegnatore alla Marvel ventiquattro ore su ventiquattro per tutti i giorni della settimana. Queste le parole con cui Stan ‘The Man’ ha salutato il suo collega Severin:
Aveva uno stile artistico unico e distintamente personale. Nel momento stesso in cui osservavi un suo disegno sapevi di trovarti davanti a un’opera di John Severin, non avrebbe potuto essere di nessun altro. Oltre al suo stile inimitabile, c’era una sensazione di autenticità totale in tutto ciò che ha disegnato, sia che fosse un western, una storia di crimine, una saga di supereroe o una serie fantascientifica. Non solo le sue matite finissime, ma anche la sua inchiostratura aveva un distintivo ‘tocco Severin’ che rendeva superiore qualsiasi striscia si trovava a editare.
Il manga, nato nel 2008 dall’incontro tra Hiroyuki Takei, famoso per Shaman King, e Stan Lee (89 candeline spente tre giorni or sono), leggenda vivente dei comics americani e cocreatore di Spider-Man, X-Men, Hulk e Iron Man, si trasferisce dal mensile Jump SQ. di Shueisha sulla rivista spinoff Jump SQ.19 a partire dal prossimo 19 febbraio.
Il trimestrale, pubblicato dal 19 maggio 2010 come “supreme quality manga magazine”, ha tenuto a battesimo Kekkai sensen di Yasuhiro “Trigun” Nightow, Agrippa di Toru Uchimizu e Teichi no kuni di Furuya Usamaru, e si appresta ora ad ospitare Karakuridoji Ultimo. Lo spostamento della serie di Takei, che dallo scorso settembre conta 7 volumi, è presumibilmente legato agli impegni dell’autore, contemporaneamente all’opera su Jumbor, remake del precedente Jumbor Barutronica serializzato su Ultra Jump, e sull’annunciato seguito della sua opera più nota: Shaman King –Flowers–, in partenza ad aprile 2012 sul mensile Jump X (Jump Kai) dell’editore. In Italia Karakuridoji Ultimo è pubblicato da Planet Manga a cadenza bimestrale nella collana Manga Storie Nuova Serie da ottobre al prezzo di 3,90 euro (anche in edicola). Per rispondere a un atavico dilemma, Dunstan, un misterioso individuo, sceglie di ignorare qualunque implicazione morale e trasferisce in due “karakuridoji”, due bambole meccaniche, l’essenza del bene e del male incondizionato. Dopo averle attivate, esse attraverseranno il tempo e lo spazio fino al momento del loro scontro per decidere quale dei due è la potenza più devastante dell’Universo! Alcune tavole:
Tutte le immagini sono (C) 2008 Hiroyuki Takei/ Stan Lee - POW! Entertainment/ Shueisha.
Questa è una cosa che non tutti sanno, ma Stan Lee ha realizzato delle straordinarie registrazioni video sul fumetto, una serie di speciali in cui invitava - nel classico format del talk show americano - i grandi autori di comics a parlare del proprio lavoro. In ogni occasione gli ospiti portavano con sé i ferri del mestiere, con i quali realizzare tavole, schizzi e disegni a titolo esemplificato durante la conversazione con Stan ‘The Man’. La serie, Comic Book Greats, presa nell’insieme, è una ricca aneddotica e manualistica d’autore, di cui fortunatamente si trovano un gran numero di puntate su Youtube.
Tra gli invitati di Stan c’erano molti giovani promesse del fumetto, come Jim Lee, ma quale confronto può risultare più stimolante e interessante di quello tra due grandi pionieri coetanei come Will Eisner e lo stesso Stan Lee? In questo video (cliccate sull’iconcina CC per attivare i sottotitoli), Eisner parla di rappresentazione grafica, scrittura, sviluppo dei personaggi, stili di inchiostrazione e tecniche di narrazione. Ma anche degli espedienti retorici applicati al segno grafico, una delle invenzioni più importanti dell’autore e uno dei tratti distintivi del suo stile di storyteller, come amava definirsi. E lo fa mentre disegna il suo The Spirit, con una facilità di esecuzione e un’accuratezza d’insieme che danno la misura delle sue qualità tecniche.

L’anno scorso gli abbiamo dedicato un post molto più “sobrio” e con un’immagine meno spiritosa, ma quest’anno volevamo “stupirvi” con questa divertentissima foto che, nel 1975, ritraeva l’oggi ottantanovenne Stan “The Man” Lee! E, come avete letto dal titolo, proprio oggi 28 dicembre è nato colui che, dai lontani anni quaranta fino ai giorni nostri, ha creato praticamente tutti i supereroi più famosi della Marvel…
Ed è sempre molto “divertente” parlare di una persona eccentrica e singolare come Lee che, rispetto ad altre personalità del fumetto internazionale, si è sempre distinto per ironia, capacità e, soprattutto, fantasia. E, come ho detto più volte, Lee ha rappresentato (e continua a farlo) il lato più “semplice”, più “immediato”, più “puro” del fumetto: la sua grande immaginazione, la voglia di stupire e di stupirsi, l’incredibile vitalità (mi preme ricordarvi che Lee gestisce da solo la sua pagina Facebook e il suo account Twitter, cosa che pochi ottantanovenni d’oggi fanno) e la voglia di prendere e prendersi in giro l’hanno reso, sicuramente, il “simbolo” del fumetto americano nel mondo. E che dire, ancora, delle sue “capacità” come attore?
Beh, le parole d’elogio nei confronti di Stan Lee sicuramente si sprecano e, vista l’importanza di “The Man” nel mondo del fumetto mondiale, siamo sempre felicissimi di poter parlare di lui e delle sue opere. Ma oggi Stan compie i suoi primi ottantanove anni e, in barba a tutto e tutti, il “papà dei supereroi” americano è l’esempio vivente che si: chi fa fumetti campa a lungo! Però, amici, per augurare al meglio un buon compleanno a Stan, dobbiamo per forza di cose intonare tutti insieme un…Excelsior, Mr. Stan Lee!

Uso la simpatica fotografia di Stan Lee sul set di The Avengers per annunciare, oltre all’imminente compleanno di “The Man”, qualcosa di molto importante che riguarda, appunto, il film sui Vendicatori.
Stando a quanto riportato su Major Spoilers, Marvel Comics e Disney hanno concordato lo spostamento della data d’uscita del film che, ora, sarà distribuito non prima del 4 maggio 2012. Il motivo di questo ritardo (inizialmente il film doveva uscire il 25 aprile 2012), probabilmente, è dato dallo sviluppo del film in tecnologia 3D, a cui i produttori della pellicola non avevano mai accennato durante questi mesi. E, infatti, molti pensavano che The Avengers sarebbe stato distribuito solo in 2D, con buona pace di tutti gli estimatori del nuovo formato cinematografico. Rimane, ora, un dubbio: come mai questa scelta “improvvisa”? Sarà stato giusto rendere il film in 3D dopo che le riprese sono state ultimate? E il lavoro di post-produzione 3D del film riuscirà a “colmare” tutte quelle accortezze che vengono usate per i film che prevedono l’uscita in “doppio formato”?
Intanto, sempre su Major Spoiler, viene segnalato che un altro film Marvel (il cui titolo non è ancora stato rivelato) subirà un cambio di release, ma questa volta non sarà un ritardo ma bensì un anticipo: cosa ha spostato la Marvel dal 27 giugno al 4 aprile 2014? Quale pellicola dobbiamo aspettarci per quella data? Il mistero si infittisce…
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Come sapete tutti, quest’anno si festeggiano i primi cinquant’anni dei Fantastici Quattro, la superfamiglia più famosa dell’universo Marvel di cui, settimana scorsa, è uscito lo storico e allo stesso tempo controverso numero #600. E, per parlare un po’ della loro storia, la Marvel ha ben pensato di dare a Tom Brevoort (Senior VP-Executive Editor della casa editrice) il compito di illustrare, in un documentario di ben due ore, la “fantastica” avventura editoriale di Reed, Sue, Johnny e Ben…
Brevoort, dal canto suo, sembra davvero molto a suo agio nel parlare dei Fantastici Quattro che, a suo dire, sono sicuramente uno dei tre fumetti più importanti pubblicati dalla Marvel nel corso degli anni. Ovviamente il “viaggio” all’interno del mondo dei Fantastici Quattro non può iniziare senza parlare di Stan “The Man” Lee e Jack “The King” Kirby e Brevoort, minuziosamente, ripercorre il cammino creativo del gruppo proprio partendo dai creatori della superfamiglia senza dimenticare, però, gli altri grandi nomi che hanno reso grandi questi quattro supereroi newyorkesi. Fortunatamente il buon Tom è davvero molto informato e bravo e, anche per i non anglofoni, sarà facile capire quello che Brevoort dice perché, ripeto, l’editor parla in maniera così chiara e comprensibile che vi sarà davvero facile seguirlo.
E la Marvel, con la sua classica “crudeltà” (se così possiamo chiamarla), ha pubblicato sul suo sito ufficiale solo un brevissimo estratto del documentario che, a quanto pare, sarà disponibile solo tra un mese. E noi, per farvi felici, abbiamo pensato di inserire questa piccola “video sneak peek” dopo il salto!
Continua a leggere: USA - Marvel Comics: Tom Brevoort parla dei cinquant'anni dei Fantastici Quattro

Nel novembre del 1961 uscì il primo numero dei Fantastici Quattro, “superfamiglia” di eroi creata dal grande Stan Lee con i disegni dell’altrettanto mitico Jack Kirby. E, a distanza di cinquant’anni dal primo, storico, albo del quartetto, di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta: maxisaghe, intrighi, morti, resurrezioni, matrimoni, nascite…
Non dovrebbe far specie, quindi, il ritorno del defunto Johnny Storm tra le pagine dell’albo #600 della testata! E, invece, alcune piccole polemiche ci sono state: perché far tornare Johnny Storm dopo appena dieci mesi dalla sua morte? A calmare le acque ci ha pensato Tom Brevoort, il “senior vice president for publishing” della Marvel che, parlando dell’albo celebrativo sui 50 anni della testata, ha subito messo le cose in chiaro con un lapidario:
“Yes, he did die. He died a couple of times…“
Non c’è pericolo, quindi, che una resurrezione “improvvisa” di Johnny Storm possa turbare i nuovi equilibri all’interno della Future Foundation, squadra nata dalle ceneri dei Fantastici Quattro che, come sapete tutti ormai, ospita tra le sue fila il buon Spider-man. Ma i lettori americani non sono stupidi e, oltre ad aver notato il ritorno della dicitura Fantastici Quattro sulla testata (nomea tolta dalla stessa dopo la morte di Johnny Storm), questi si chiedono se l’improvvisa “resurrezione” della Torcia non sia l’ennesimo “pasticcio” della Marvel che, accortasi di un’errore, ha voluto rimediare in maniera goffa e frettolosa.
Ma anche qui Brevoort ha avuto da ridire perché, a detta del vice-presidente, Jonathan Hickman aveva progettato il temporaneo ritorno di Storm già da mesi e che, oltre a lavorare per la nuova testata FF, l’autore sarà inserito in pianta stabile anche nella “nuova” Fantastic Four. Ma a questo punto vi chiedo: secondo voi, questa resurrezione “temporanea” di Johnny Storm era necessaria oppure no?

Ultimo di Stan Lee è veramente una scommessa.
Planet Manga ha rilasciato questa settimana il numero d’esordio di questo progetto scritto e sceneggiato dal mitico Stan Lee. Parliamo di un progettino che vuol mostrarsi come una fusione tra la cultura occidentale e quella orientale. Infatti, non solo Stan in questo fumetto, ma c’è la forte impronta di Hiroyuki Takei, l’autore di Shaman King. La domanda sorge spontanea: vi interessano veramente i fumetti del vecchio Stan? Tutti sappiamo il “miracolo” che ha fatto in casa Marvel Comics, andando proprio a fondare una casa editrice che oggi è un colosso mondiale e dando vita ad eroi immortali, amati dal pubblico di ogni età. Dopotutto, diversamente dal re Kirby, tutto quello fatto da Stan Lee fuori dal contesto “Marvel” non ha mai convinto nessuno. Tiepide sono state le reazioni del pubblico per il suo progetto con la Dc Comics risalente al 2000: con la serie Just Imagine ha reinventato numerosi supereroi DC, come Superman, Batman, Wonder Woman, Lanterna Verde e Flash. Una serie, quest’ultima, senza alcun mordente e facile da dimenticare (la Play Press la pubblicò integralmente in Italia). Insomma, al buon vecchio Stan c’è da preferirgli la versione più giovane e più creativa, per non pensare male e non dare troppo peso a quelle voci che vogliono Steve Ditko e Jack Kirby come i veri cervelli creativi in casa Marvel. Rispondete al sondaggio, dove cerchiamo di capire se veramente Stan Lee ha tutto questo appeal!
Scheda: MANGA STORIE NUOVA SERIE 45 11,5×17,5, B., 216 pp., b/n PLANET MANGA Disponibile dal 13/10/2011 prezzo: € 3.90. Stan Lee, il leggendario cocreatore di icone Marvel come Spider-Man, gli X-Men, Hulk e Iron Man, entra nel mondo dei manga! In collaborazione con Hiroyuki Takei, l’autore di Shaman King, ha dato vita a un’epica avventura che risponde a una domanda affascinante: ignorando qualsiasi implicazione morale, qual è la forza più potente nell’universo, il bene assoluto o il male assoluto? Per trovare la risposta, un misterioso individuo, Dunstan, ha incarnato l’essenza del bene e del male in due karakuri doji, bambole meccaniche con le fattezze di due ragazzi prive di emozioni umane. Una volta attivate, attraverseranno il tempo e lo spazio finché non arriverà per loro il momento di combattere il duello finale! A ritrovarsi coinvolto nel mezzo di questa battaglia sarà un ragazzo ignaro di tutto… Il meglio di Giappone e Stati Uniti si fonde nell’evento più emozionante dell’anno!