
Soli pochi giorni fa vi ho annunciato l’uscita di Trolls di Troy, un fantasy d’altri tempi. Attratto da questo volume l’ho fatto mio e divorato in un una sola ora, una bellissima ed esaltante ora!
Non sono un traditore della mia razza, anche se in certe situazioni non mi sta così tanto simpatica. Quindi non stupitevi se in una battaglia tra umani e trolls tutto il mio sostegno va a quest’ultimi.
Adesso che ho dichiarato apertamente la mia posizione all’interno di questo strano conflitto posso iniziare a parlarvi di Trolls di Troy, la colorata saga fantasy di Arleston e Mourier, edita da Planeta DeAgostini. Ambientata in un mondo fantastico, quasi primitivo, dove la tecnologia non ha ancora mosso i suoi passi da gigante, Trolls di Troy narra le conseguenze di una definitiva rappresaglia degli abitanti di Eckmul contro le varie tribù di trolls sparse per il territorio.
La vera protagonista di questa fiaba è Waha, una ragazzetta grintosa e umana, adottata da Tetram, un troll simpatico e coraggioso che l’ha inserita nella sua tribù addestrandola come se fosse una di loro. Waha non è solo forte e combattiva, ma come la maggior parte degli uomini della nostra storia, ha grandi poteri magici: il suo incantesimo è imprevedibile, ogni volta produce risultati utili e sorprendenti che l’aiuteranno a risolvere situazioni avverse.

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In questo terzo Editoriale mi distacco momentaneamente dal tema Manga, che avevamo approfondito nel primo e nel secondo editoriale, per addentrarmi in una nuova problematica che coinvolge principalmente il fumetto europeo, ovvero l’esigenza di un formato, per così dire, universale per le produzioni mainstream. Prima di affrontare il problema effettuerò una semplificazione, onde evitare di dover poi aprire una serie infinita di incisi, quando parlerò di fumetti italiani o francesi mi occuperò solo delle produzioni maggiori, ovvero, nel caso italiano, di Bonelli e Eura, mentre per la Francia dei vari Dupuis, Dargaud e Humanoides. Mentre per formato universale intendo un formato di fumetto che possa adattarsi tanto all’edicola, quanto alla libreria e alla fumetteria.
Come si è evinto da un sondaggio sul nostro sito la maggior parte dei nostri utenti legge principalmente fumetti giapponesi, e una delle maggiori forze della realtà editoriale nipponica, all’estero, è quella di avere adottato un formato estremamente versatile, il tankobon nel suo 11×17 cm permette di essere facilmente venduto in edicola o di essere accostato in libreria a fianco di normali libri ( il cui formato comune è dello stesso ordine di grandezza), il prezzo, poi, risulta inferiore rispetto a volumi di dimensioni maggiori ( come quelle dei comic americani).
Il fumetto italiano di consumo non appare aver assimilato questa lezione, il formato Eura-Bonelli si presta, a mio avviso, poco al collezionismo di libreria, sia per l’esigua dimensione della costa, sia per la totale assenza di sovracopertine. Per fare un esempio se confrontiamo due fumetti di consumo come: Vagabond Deluxe ( seconda edizione di Vagabond) per i manga, e Tutto Tex per l’italiana Bonelli, ci accorgiamo di come il primo possa essere felicemente esposto tra gli scaffali di una libreria mentre il secondo faccia invece un’effetto quasi stonato. Seppur sia vero che esistono ristampe di Tex in formato per librerie, va però puntualizzato di come siano edizioni ulteriori molto oltre la seconda, che necessitano dunque la conoscenza di un appassionato per essere scelte e trovate.
Tra tante notizie spazzatura abbiamo pescato una che vede protagonista il tenero Tintin, personaggio creato da Georges Remi (in arte Hergé) nel 1929.
Il quotidiano Times, per ben iniziare i festeggiamenti dell’anniversario della creazione del biondo reporter, ha deciso di pubblicare un articolo molto provocatorio, dove è stato messo in luce un particolare piccante: Tintin è un eroe del tutto gay!
Secondo il giornalista inglese Tintin è gay per i seguenti motivi: l’eroe non ha amicizie femminili, l’unica volta che ha pianto lo ha fatto per un uomo, le sole donne che compaiono nelle sue avventure sono “una virago coi bigodini” e “una diva attirata dagli omosessuali” e infine, in tutta la serie l’unico personaggio maschio ed etero senza ambiguità è il fedele cagnetto Milou.
La reazione da parte della Francia è stata spontanea ed immediata e il giornale Le Figaro ha commentato il lavoro dei colleghi come una semplice provocazione dei britannici. Lo psichiatra Serge Tisseron, da sempre appassionato di Tintin ha cercato di commentare, criticare e correggere l’articolo del Times.
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Si è spento alcuni giorni fa a Parigi, a causa di una terribile malattia, Gérard Lauzier.
L’autore, nato nel 1932 a Marsiglia, è diventato famoso non solo per le sue produzioni fumettistiche (Les Chroniques de l’Ile Grande, Lili Fatale, Souvenirs d’un jeune homme), ma soprattutto per il suo impegno da sceneggiatore nel mondo del teatro e del cinema. Nel 1999 scrisse i dialoghi per il film Asterix e Obelix contro Cesare e collaborò anche per Mon père ce héros, film con Gérard Depardieu.
In Italia abbiamo conosciuto le sue opere grazie alle riviste d’autore come Corto Maltese, Totem e Pilot.
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Riyoko Ikeda è un’autrice di fumetti che ci ha regalato perle di immenso valore come Lady Oscar e Orpheus.
Riyoko ama l’Europa e la sua storia, infatti molte delle sue opere sono ambientate tra la Francia e l’Inghilterra, in epoche affascinanti come il ‘700. Lady Oscar è il manga che l’ha resa famosa nel mondo ed è notizia di questi giorni che la stessa Francia ha adorato questo suo lavoro, considerandolo un vero capolavoro.
Infatti il governo francese ha insignito Riyoko Ikeda della più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica Francese: la Legion d’Onere. Lady Oscar (Versailles no Bara) ed Eroica (con protagonista assoluto Napoleone Bonaparte ), secondo il governo francese, hanno contribuito in maniera rilevante a diffondere nel mondo la storia e la cultura francese.
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Torniamo a parlare di musica e fumetti, presentandovi il volume: Bob Dylan Revisited!
Questo progetto alternativo è stato pubblicato dalla casa editrice francese Delcourt e consiste in un volume antologico contenente tredici versioni a fumetti di tredici canzoni del grande Bob Dylan! Seguono i brani proposti come piccole graphic novel con i rispettivi autori impegnati a realizzarle: I want you (Nicolas Nemiri), Tombstone Blues (Bézian), Like a Rolling Stone (Alfred), Girl from the North Country (François Avril), Lay Lady Lay (Jean-Claude Götting), A Hard Rain’s A-Gonna Fall (Lorenzo Mattotti), Desolation Row (Dave McKean), Blowing in the wind (Thierry Murat), Not Dark Yet (Zep), Positively 4th street (Christopher), Hurricane (Gradimir Smudja), Blind Willie McTell (Benjamin Flao), Knockin’ on Heaven’s Door (Jean-Philippe Bramanti).
La cover che vi abbiamo mostrato qui a sinistra è stata realizzata da Milo Manara(cliccate qui per vedere le sue donnine). Vi ricordo che dal 28 novembre al 30 gennaio 2009 le tavole saranno esposte e vendute dalla Galerie Martel di Parigi (galleria situata presso Rue Martel 17 e aperta tutti i giorni tranne la domenica dalle 14.30 alle 19.00). Per ulteriori info potete scrivere qui: contact@galeriemartel.com.
Le tavole di Bob Dylan Revisited

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