N.Y. Komachi è arrivato al volumetto numero 4 di 8, pubblicato dalla G.P. Publishing al costo di 5,90 euro. In patria nipponica pubblicato nel lontano 1986, sul magazine Shoujo Friend, ad opera della celebre mangaka Waki Yamato, conosciuta anche per Mademoiselle Anne, altresì detta Una ragazza alla Moda.
Sono rimasta molto sorpresa da questo manga. In uno stile assolutamente non convenzionale ci viene raccontata una vicenda non semplice: una storia d’amore tra una ragazza giapponese e uno straniero. Già la fanciulla è piuttosto bizzarra di suo: Shino ha vissuto tutta la sua esistenza come uomo. Il padre le ha infatti imposto questo stile di vita poichè era l’unica erede della famiglia. Recentemente, però, essendo nato un maschietto, Shino può tornare ad essere donna ed andare in moglie ad uno dei ragazzotti del vicinato: Masamune Saburo, giovane onorevole e figlio di un samurai.
Peccato che la ragazza non voglia saperne di questo matrimonio, anzi, vada ad infilarsi in una situazione totalmente sconsigliabile.

Makimura Satoru, certo a voi nota per Real Clothes, confeziona Oishii Kankei, una deliziosa relazione, di semplice lettura e a tema culinario. Partiamo da qualche dato tecnico: il manga è stato iniziato nel lontano 1993, in 16 volumi, pubblicato dalla Shueisha sulla rivista Young You.
Fujiwara Momoe è la protagonista, una ragazza che vive in totale agiatezza grazie al padre, appassionato di cibo. Naturalmente la figlia studia tutte le arti che possono essere utili ad una donna giapponese in attesa di trovare un marito ricco da sposare: ikebana, danza tradizionale giapponese, cerimonia del tè, pianoforte.
Nel momento in cui il padre di Momoe muore, la ragazza si trova in grandissima difficoltà: è pur vero che sa molte arti ma che queste di fatto non le solo in senso pratico affatto utili nella vita. C’è di più: la ragazza è sempre stata abituata a mangiare divinamente presso i ristoranti più famosi, mentre adesso non ne avrà più la possibilità. Che fare?

In questo periodo ho notato una tendenza piuttosto netta nel mondo di manga e anime: si favorisce moltissimo la vita quotidiana trattata come regno della calma. Mi spiego: in Sangatsu no Lion non succede nulla di particolarmente avvincente da tenerci incollati alle pagine, semplicemente viene descritta la vita quotidiana di un ragazzo.
Così in altre opere recenti: partiamo dall’anime Lucky Star, di grandissimo successo, in cui non accade quasi nulla, o in Hidamari Sketch, in ben tre serie, dove viene semplicemente descritta la vita di alcune studentesse della scuola di arte. C’è una vaga tendenza a buttarsi dalla parte del quotidiano per avere una piccola consolazione nei confronti delle vite troppo impegnate dei giapponesi, sia lavorativamente che scolasticamente? Cosa ne pensate?
Partiamo da qualche dato tecnico di Sangatsu no Lion: il manga è di Chica Umino, pubblicato sulla rivista Young Animal, è al terzo volume e in corso. Come detto la vicenda si svolge tutta attorno alla vita di Rei Kiriyama, un giovinetto senza famiglia e con pochissimi interessi. Passa le proprie giornate tra scuola, i vicini di casa, ma soprattutto il gioco dello shōgi.

Senza dubbio c’è sempre molta fantasia nel bulleggiare qualcuno: in Boyfriend immancabilmente la protagonista viene pesantemente infastidita dai compagni di scuola e deve essere salvata dal protagonista super cool. Il manga è ad opera di Yamada Daisy in 11 capitoli completo, molto recente del 2009. Miss Yamada continua a non convincermi affatto!
Hijiki è una ragazzina normalissima, timida e indifesa viene presa di mira dai compagni di classe. Essendo una transfer student è nuova nella scuola. I compagni la bulleggiano proprio per questo motivo, inoltre sentono voci riguardo alle troppe assenze che lei aveva fatto precedentemente nella vecchia scuola e la considerano addirittura una aggravante.
Ora io mi domando e dico: ma se una persona è stata malata o ha qualche disturbo, quindi fa assenze, è di regola che venga bulleggiata? E’ colpa sua se si ammala? Ma passando sopra questo dettaglio non troppo insignificante, veniamo alla trama vera a propria. Hijiki si innamora a prima vista del classico ragazzino popolare e con atteggiamento da duro, in brevissimo i due si mettono insieme: lei si dichiara assolutamente all’improvviso e lui stranamente le dà la mano, simbolo della nascita della nuova coppia.
Dengeki Daisy è un manga di Motomi Kyousuke, ancora in corso e al diciottesimo capitolo. Di genere shojo, parla di vita scolastica. Protagonista è Teru, che mi è piaciuta fin dalle primissime pagine: il fratello muore e lascia alla ragazza un cellulare dicendole che Daisy si prenderà sempre cura di lei. Teru scrive a Daisy che sta benissimo, che si diverte e va tutto bene: invece a scuola la ragazza viene bulleggiata, tra gli altri motivi perchè è povera. Insomma: un classico. Lei però si difende sempre, mostra carattere e non si fa abbattere da nessuno.
Un giorno viene per caso avvicinata da un certo Kurosaki Tasuku, un bel ragazzo che lavora nella scuola e che si è accorto che un vetro dell’edificio è stato rotto: la responsabile è proprio Teru ed è giusto che paghi. I due iniziano a lavorare insieme: o meglio, lei lavora e lui gioca a mahjong.
E’ annunciata da subito la storia d’amore tra i due: sarà senza dubbio inevitabile che lei si invaghisca di lui. La faccenda inizia poi a farsi interessante: dei dati nel pc della scuola che i due frequentano vengono bloccati di proposito da un insegnante. Si scopre che Daisy, oltre a proteggere Teru è anche un ottimo hacker e, in breve, riesce a sbugiardare davanti a tutti l’insegnante truffatore entrando nel pc della scuola e mandando addirittura in stampa i dati in cui dimostra che il professore si è intascato dei soldi. Daisy dunque è buono o cattivo? Come lavoro fa…l’hacker?
Se volete fare una lettura piacevole e scorrevole scegliete Akaku Saku Koe, manga di Midorikawa Yuki in 14 capitoli o tre volumi, più due piccoli extra. Il manga è senza dubbio di genere shojo nonostante mantenga molti elementi di mistero/soprannaturale.
Karashima è un ragazzo strano: non parla con nessuno e va via presto da scuola non facendo mai amicizie. Kokubu, una compagna di scuola, si innamora di lui e un pomeriggio, vedendolo per caso, decide di seguirlo. La ragazza scopre molto presto il motivo per cui Karashima non parla mai: ha una voce talmtne bella e incantevole che riesce a stregare chiunque con essa, facendogli fare ciò che desidera. Il ragazzo lavora con le forze di polizia: con un dono del genere è chiaro che gli riesca molto semplice fermare i malviventi col solo suono della sua voce.
Il mistero di infittisce quando un compagno di scuola si presenta a Karashima chiedendogli protezione, il pomeriggio stesso quest’ultimo viene attaccato da un delinquente che tenta di stangolarlo. Cosa è mai successo? Chi è questo ragazzo misterioso?
Yamada Nanpei scrive questo manga molto raffinato e adeguato ai veri conoscitori della cultura giapponese. Iniziato nel 2008 e purtroppo con uscite molto irregolari sul Bessatsu Hana to Yume, è arrivato solo al secondo volume.
I protagonisti sono Chiiro e Ritsu: la prima è una normalissima ragazza, piuttosto carina e vivace. Himeno Ritsu è un ragazzo di ottima famiglia, il padre è a capo della famosa scuola Namegaya che trasmette la tradizione di uno stile di danza giapponese. I due sono vicini di casa, sono cresciuti insieme e giocavano fin da piccini in un tempio nei pressi delle loro abitazioni. Le parole che spesso si dicevano erano di voler scambiare i propri corpi e le proprie vite.
Questo un giorno accade, peccato sia uno dei momenti meno indicati…