Secondo Voi - Primo (Edizioni Bd)

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Terminata la lettura del volume Primo, scritto da Marco Rizzo e disegnato da Lelio Bonaccorso, sarà difficile non lasciarsi condizionare da quella sensazione di fame crescente.

Il lettore maturo non si accontenta di uno spuntino, soprattutto quando degusta il sapore nuovo di ciò che gli viene posato sotto il naso da una casa editrice paziente e selettiva come Edizioni Bd. Il lettore percepisce le potenzialità di un prodotto e si convince che sussistono tutte le possibilità per la realizzazione di un eventuale seguito. Primo merita il suo sequel, poiché, per come è stato strutturato, il volume non sembra contenere un arco narrativo vero e proprio. La storia funziona come preludio alle avventure moderne di un supereroe che pur conservando nel dna l'ideologia fascista, sembra essersi ben adattato al sistema odierno. La favola di Primo prende il via durante il secondo conflitto mondiale ed è narrata con la stessa concentrazione e spettacolarità riscontrata in opere come Wolverine Origini (scritto da Bill Jemas, Joe Quesada e Paul Jenkins, illustrato da Andy Kubert e Richard Isanove)o Wolverine Weapon X (by Barry Windsor-Smith).

Non mancano i riferimenti a numerosi personaggi del panorama supereroistico internazionale. Troppo scontato appare il paragone con la massima celebrità del Marvel Universe Capitan America; nel protagonista italiano si fanno notare atteggiamenti caratteriali che non permettono alcun confronto con l'americano Steve Rogers. Il prodotto finale prende spunto a piene mani dall'abusato modus operandi di noti e storici artisti, per poi intraprendere una strada diversa, vincente e originale. Marco Rizzo ringrazia a modo suo quella cultura fumettistica acquisita nel tempo e tratta il suo soggetto, con personalità e classe, curando ed incastrando eventi reali e fantasiosi.

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Aldo Achille Certozzi è il fumettista che ha dato vita alla versione originale di Primo Cossi, un personaggio nato con la supervisione dello stesso Benito Mussolini (fu proprio il Duce che chiese di "ringiovanire" Primo per creare più sintonia con un pubblico giovanile) e, soprattutto, dell'Epra (Ente per il perfezionamento della razza). Il fumetto iniziò ad uscire alla fine degli anni '30 sulla rivista Il Glorioso, per poi proseguire nella versione a strisce grazie a Gianmatteo Editore. Rizzo ha impastato le mani in quella produzione, estrapolando un fumetto in perfetta sintonia con i canoni più moderni. Primo è un combattente vigoroso, orgoglioso e tenace e la sua forza la si percepisce persino nel lungo iter di trasformazione, sceneggiato attraverso una pila di immagini statiche sulle quali vengono incisi i pensieri vivi di una marionetta abbandonata al proprio destino.

In definitiva l'albo è rivolto ad un pubblico vasto e non si limita ad appagare le esigenze culturali di chi è alla ricerca di un unico genere letterario. Primo è un insieme di elementi variegati, pronti a soddisfare i più: violenza fisica e verbale, accenni di storia remota e prossima, eroismo, fantascienza, ideologie, attualità, intrighi. Il tutto è tenuto ben saldo da una struttura narrativa agile e scorrevole, dove non si intravedono buchi di sceneggiatura e non esistono momenti morti per allungare il brodo. L'essenzialità è una qualità acquisita dall'autore che tiene alta l'attenzione del lettore in ogni circostanza e non tralascia di dare anche il minimo spessore a personaggi di secondo piano. La caratterizzazione dei protagonisti è fortissima ed allo stesso Primo, soprattutto nel primo periodo, è concesso uno spazio anche eccessivo per esprimere i propri pensieri in forti momenti di tensione. L'indagine psicologica del personaggio inizia a sfumare con la scelta finale di creare un alone di mistero intorno alla sua figura, lasciando sempre più spazio alle vicende in generale ed allontanandolo dai riflettori.
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Rimane costante il fattore ironia: rilassano e fanno sorridere certi scambi di battute (pesanti ed attinenti a ciò che viene rappresentato) e la sequenza inserita nelle ultime tavole è al limite del satirico. Senza troppe riflessioni, si possono cogliere le vere intenzioni di Rizzo. Primo non viene parcheggiato nella villa di un noto uomo di potere in attesa di riproporsi al mondo come vero eroe. L'unica tesi ammessa è quella di una auto-umiliazione definitiva dello stesso protagonista, che suggerisce un decadimento totale dei valori della destra italiana. Dalla rigidità e potenza caratteriale del Duce, Primo si trascina nella gioiosa e poco nobile manifestazione di vitalità di un personaggio oggi tanto amato e tanto odiato. Solo alla fine appare chiaro il piano dello sceneggiatore che con sole poche tavole crea un paragone pulito tra due epoche che ha diviso l'Italia e gli italiani. Primo, dunque, non è più il fumetto supereroistico, lo era solo in apparenza. Il volume è un'abile strumento di denuncia di una sofferenza storica, ben inserita tra le righe con grande maestria. Questo non esclude la voglia del pubblico di non abbandonare il personaggio e di poterlo apprezzare nuovamente in un progetto futuro. Come già detto, le potenzialità ci sono per intraprendere un percorso narrativo più complesso ed intenso, meno rivolto al lato maturo e critico e più aperto all'azione ed allo spettacolo. Non si può tralasciare il tricolore stampato in copertina, che richiama un senso di amore di patria che tutti dovrebbero custodire gelosamente. Primo rappresenta l'estrema caratterizzazione dell'italiano medio, talvolta troppo vigliacco nell'ascoltare il ribollire del proprio sangue, talvolta troppo esagerato nell'affrontare i malesseri quotidiani con strumenti inconcludenti.

Per un progetto come quello preso qui in esame c'è bisogno di un disegnatore specializzato, con la capacità di non oscurare il taglio supereroistico, anzi di amplificarlo. Bonaccorso rappresenta tutto quello che si pretende da un fumetto di questo genere. Il suo stile non è grossolano o nervoso, ma moderno e spontaneo. Le matite accarezzano la pagina e con leggerezza la riempiono domandole i contenuti essenziali. I disegni, così facendo, danno respiro alla sceneggiatura e l'aiutano ad esprimersi nel modo più spedito. L'eleganza del disegno viene conservata anche in sequenze più agitate e violente, come il combattimento tra il nostro anti-eroe e la copia ruggente di Iron Man (personaggio Marvel). Il loro scontrarsi da la sensazione di assistere ad una danza tribale e Bonaccorso aggiunge quella sensazione di leggerezza che sembra essere assistere alla visione di uno spettacolo circense interpretato da coraggiosi acrobati. Evocativa la tavola dove ci viene mostrato, con inquadratura dall'alto, un Primo Cossi steso nella sua prigione, mentre viene a tratti illuminato dalla scacchiera di luce che penetra le sbarre che lo separano dal mondo. Le ambientazioni sono trascurate, spesso lo sfondo è anonimo o abbozzato; questo trattamento è solo un'espressione della sinteticità dello stile del disegnatore che offre più spazi ai protagonisti in campo e non ostacola la loro visione appesantendo la tavola con elementi superflui.
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Infine un breve giudizio sulla confezione di Edizioni Bd. Sono stati inseriti, subito dopo il racconto a fumetti, due inserti piacevoli. Il primo è un'intervista ad Aldo Achille Certozzi, a cura dello stesso Marco Pizzo. Seguono i tributi al fumetto fatti dallo stessi Bonaccorso e da altri autori come Davide Gianfelice, Rob di Salvo, Claudio Stassi, Massimo Asaro e Gianluca Gugliotta. La carta delle pagine del volume non è di prima scelta, ma permette di tenere il prezzo finale contenuto ed alla portata di tutti. A proposito di interviste, non perdete quella in esclusiva a Marco Rizzo che Comicsblog ha pubblicato recentemente e che potete leggere cliccando qui.

Gli autori: Marco Rizzo si barcamena tra gatti e fumetti a Trapani, dove traduce e sceneggia vicino a una finestra con una romantica vista mare. Ha scritto per Beccogiallo i fumetti Ilaria Alpi, il prezzo della verità (2007, disegni di F. Ripoli) Peppino Impastato, un giullare contro la mafia (2009, disegni di Lelio), e Mauro Rostagno, prove tecniche per un mondo migliore, (con N. Blunda, disegni di G. Lo Bocchiaro. Nel 2011 è uscito per Rizzoli il suo adattamento a fumetti de Gli ultimi giorni di Marco Pantani, sempre con i disegni di Lelio. Per l'Unità cura il blog Mumble Mumble.

Lelio Bonaccorso disegna e ha il sogno, mica tanto nascosto, di realizzare un episodio di Batman. Ha illustrato storie brevi per i volumi Resistenze e Zero Tolleranza editi da Beccogiallo, e disegnato La Tonnara di Mondello (prodotto dal Comune di Palermo) prima di realizzare Peppino Impastato un giullare contro la mafia e Gli ultimi giorni di Marco Pantani, entrambi insieme a Marco Rizzo.

Presentazione Ufficiale: Roma, 1938. Gli uomini dell’EPRA lavorano solerti affinché l’italica gioventù possa abbeverarsi dei sacri ideali littori. In realtà, il loro ufficio ha una funzione ancora più importante: è una facciata dietro a cui si cela un laboratorio segreto. Sta prendendo forma un progetto che ha la benedizione del Duce in persona. Il valoroso Primo Cossi si sottopone a un esperimento destinato a trasformarlo nel perfetto esemplare di supersoldato fascista. Ma qualcosa va storto. Primo si risveglia nel 1969, in tempo per diventare protagonista occulto di una delle stagioni più nere della storia italiana. Un’ombra che si allunga fino ai giorni nostri.

COLLANA: Edizioni BD
AUTORI: Marco Rizzo, Lelio Bonaccorso
GENERE:
FORMATO: 17x cm
PAGINE: 88
PREZZO:€ 9.00
ISBN: 978-88-6123-860-2

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