Il 68% dei giapponesi dice no alle censure negli anime del dopo terremoto

Tokyo Magnitude 8.0

Il 68,2% degli intervistati ad aprile nella regione di Tokyo ritene che programmi di intrattenimento come gli anime non dovrebbero auto-censurarsi dopo il grande terremoto e lo tsunami che lo scorso 11 marzo ha devastato il nord-est del Giappone.

Dopo la catastrofe, molti anime sono stati rieditati e censurati per eliminare le scene distruttive di particolare impatto emotivo per gli spettatori. I giapponesi chiamano questo tipo di “autoregolamentazione” jishuku. Il sondaggio online di Marsh Research è stato condotto tra il 5 e l'8 di aprile su di un campione di 500 persone di età compresa tra i 20 e il 69 anni residenti a Tokyo e nella regione di Kanagawa, Chiba e nella prefettura di Saitama.

Gli intervistati hanno invece dato grande prova di concretezza e senso civico indicando ai primi tre posti della classifica di ciò in cui le persone dovrebbero auto-regolarsi: lo spreco di energia elettrica, l'acquisto superfluo di prodotti e cibo e l’utilizzo di gasolio; curiosamente (per un popolo abituato all'hi-tech), al quarto posto segue l'utilizzo per fini non lavorativi dei cellulari. Che ne pensate? Credete che in seguito a un disastro di proporzioni simili a quello che ha colpito il Giappone le trasmissioni d'intrattenimento, i cartoni animati e i fumetti dovrebbero essere censurati e/o auto-censurarsi? Vi proponiamo un piccolo sondaggio:

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