Spoiler capitolo 625 di One Piece

Spoiler capitolo 625 di One Piece

È giovedì e, come ogni settimana, ci ritroviamo a parlare degli spoiler sull'ultimo capitolo di One Piece! Eiichiro Oda sta continuando a narrare il passato di alcuni personaggi e, come in ogni suo flashback, la storia e la qualità del manga non viene assolutamente intaccata ed anzi, grazie alla maestria narrativa dell'autore, si riescono ad apprezzare anche queste piccole "divagazioni" sul tema! Ricordiamo a tutti i lettori dell’edizione italiana di One Piece di non proseguire nella lettura mentre, se seguite la serializzazione giapponese del manga, potete tranquillamente usufruire dei nostri spoiler.

Dopo il salto troverete il riassunto breve del capitolo 624 e gli spoiler (con immagini) del capitolo 625.

Cosa è successo nel capitolo precedente:

Morto Fisher Tiger, Arlong è andato dalla Marina in cerca di vendetta, ma l'allora giovanissimo vice-ammiraglio Kizaru l'ha sconfitto facilmente e portato con se in gattabuia. Una volta in prigione, Arlong ha dichiarato alla Marina che Fisher Tiger è morto perché non voleva che il sangue di un umano circolasse nelle sue vene, omettendo però tutti i particolari della dipartita del compagno (comprese le ultime parole "di comprensione" che Tiger ha avuto per quanto stava succedendo tra umani e uomini-pesce). Le suddette dichiarazioni vengono subito pubblicate sul giornale e Jinbei, che nel frattempo è diventato capitano dei Pirati del Sole, legge con incredulità tutte le "mezze verità" dette da Arlong...

La notizia arriva anche a Palazzo Ryuuguu dove, con una missiva, Jinbei svela a Re Nettuno e alla Regina Otohime tutta la verità sulla morte di Tiger. I regnanti leggono con attenzione il messaggio e Otohime, che aveva compreso quanto dolore Tiger ha provato durante la sua esistenza, si convince ancor di più che partecipare al meeting sarà di vitale importanza per tutti gli uomini-pesce. E così, acquistato "vigore", Otohime si prodiga nella raccolta di firme che, fino a quel momento, è stata un "fiasco totale". Ma Otohime non perde la fiducia e, giorno dopo giorno, la regina da il suo contributo alla causa raccontando ai bambini quel che c'è in superficie, tenendo comizi alla popolazione per convincerla a firmare il trattato e girando in lungo e in largo per l'isola convincendo, con un sorriso, gli abitanti a partecipare. Purtroppo le cose non vanno come la regina vorrebbe: la reputazione di Tiger precede le gesta di Otohime che, un giorno, subisce addirittura lo "smacco" di vedersi cancellate cinquanta delle cento firme raccolte. Questo fa stare malissimo Otohime che, rientrata a palazzo sorridente come sempre, appena rimane da sola nei suoi alloggi inizia a piangere disperata...

Ma un giorno, ubriacatasi per colpa della delusione, Otohime "agguanta" il microfono che serve per le comunicazioni ai sudditi e, piangendo, dice a tutti gli abitanti dell'isola degli uomini-pesce che è "da sciocchi" privare ai loro figli la bellezza del mondo in superficie...un mondo che, per colpa della loro "cocciutaggine", i loro bambini non vedranno mai. E, mentre Otohime "combatte" con i suoi sudditi, Jinbei torna a palazzo con una grande novità: è stato contattato dal Governo Mondiale per far parte degli Shichibukai! Re Nettuno, convinto come Jinbei che la cosa può aiutare a "cementificare" i rapporti con gli umani, concede al pirata sia il permesso di farvi parte che l'amnistia per tutti i Pirati del Sole che, diversamente da lui, non vogliono diventare "cani del Governo Mondiale"...

E uno di questi è proprio Arlong che, uscito di prigione, ha un fortissimo litigio con Jinbei e, dopo esserne uscito "perdente", questo dice al "Cavaliere del Mare" che lui riformerà i "Pirati di Arlong" e tornerà a compiere le sue malefatte...senza che "il fratellone" possa dirgli niente. Jinbei, suo malgrado, sa che Arlong è "irrecuperabile" e così lo lascia andare. E, mentre Jinbei è alle prese con questo tipo di "problemi", a Palazzo Ryuuguu sta per succedere qualcosa di veramente pericoloso: una nave dei Tenryuubito chiede di attraccare al porto dell'isola degli uomini-pesce e Otohime, allarmata, corre subito al molo per vedere come stanno le cose...

Spoiler capitolo 625:

La nave con il Tenryuubito a bordo è stata attaccata dai mostri marini che, oltre ad aver ridotto l'imbarcazione ad un colabrodo, hanno ucciso tutti i membri dell'equipaggio. L'unico sopravvissuto è, appunto, il Tenryuubito di nome St. Miosgard, che scopriamo esser sceso fino all'isola degli uomini-pesce per riprendersi tutta la "collezione di schiavi" che suo padre ha perduto quando Fisher Tiger li ha liberati dalla loro prigionia. Miosgard non ha perso assolutamente l'arroganza e l'altezzosità tipica dei Tenryuubito e, pur essendo gravemente ferito, il nobile punta la pistola verso la popolazione intimando ai "puzzolenti" uomini-pesce di portargli una maschera e di prestargli immediatamente le cure che merita...

Si avvicinano a Miosgard quattro uomini-pesce che il nobile, da una rapida occhiata, riconosce come i suoi ex-schiavi. Infuriato ed arrogante, il Tenryuubito intima loro di tornare immediatamente con lui perché "nessuno gli ha ordinato di essere liberi"...ma questi, puntando la pistola contro Miosgard, gli rispondono dicendo che qui non sono in superficie e i suoi ordini non valgono niente! Inoltre, se la gente li radunata terrà la bocca chiusa, potranno ammazzarlo dicendo agli investigatori che anche Miosgard è stato vittima dell'affondamento della nave e la gente, notata l'arroganza dell'uomo e sapendo bene che questo ha ridotto in schiavitù un sacco di loro simili, dice agli ex-schiavi che il Tenryuubito "la deve pagare" e che loro "non diranno una parola". Ormai il destino di Miosgard è stato deciso e, nonostante il Tenryuubito tema per la sua vita, questo continua a mantenere il tono arrogante ed altezzoso che contraddistingue i nobili della sua specie...

Gli ex-schiavi di Miosagard, finalmente, possono avere la loro vendetta personale nei confronti di Miosgard e, senza pensarci su due volte, gli uomini sparano al Tenryuubito. Ma interviene Otohime che, con un balzo, fa da "scudo" al Tenryuubito evitando che questo possa morire! La gente è sconvolta: perché la Regina Otohime ha deciso di intervenire personalmente per salvare il Tentryuubito? Otohime, che è stata colpita solo di striscio, dice agli ex-schiavi di Miosgard che li "ci sono dei bambini" e che, davanti a loro, non è bello mostrarsi con "le armi in pugno". Gli echi di questa "battaglia" arrivano anche a Jinbei e, mentre Fukaboshi spiega alla piccola Shiraoshi che i Tenryuubito sono degli umani con cui "non bisogna avere a che fare", lo Shichibukai ordina ad Aladdin di andare a vedere cosa sta succedendo al porto...

Otohime dice agli ex-schiavi di Miosgard di deporre le armi e di non lasciare che i bambini vengano "contagiati" dall'odio e dal risentimento che loro, comprensibilmente, nutrono nei confronti degli umani. La regina sa che nel cuore di questi suoi sudditi non vi è spazio per sentimenti come perdono e tolleranza, ma chiede loro di fare un "passo avanti" per preservare il futuro dei bambini dell'isola. Ma Miosgard non sembra delle stesse intenzioni della regina e, con uno scatto, si pone dietro di lei e la minaccia con la pistola! Shiraoshi, che sta vedendo tutto, lancia un urlo disperato che "richiama" sul campo di battaglia tre enormi Re del Mare (mostri marini giganteschi e poco amichevoli)! La gente è rimasta senza parole mentre Van Der Decken, che come gli altri stava assistendo alla scena, ricorda che il primo dei suoi avi era sceso sull'isola degli uomini-pesce proprio per cercare la principessa con l'abilità di richiamare i Re del Mare...e lui, dopo anni, è riuscito finalmente a trovarla! Van Der Decken è eccitato come non mai anche se, per il momento, non può sposarsi con la principessa perché questa ha solo quattro anni...

Aladdin arriva immediatamente sul posto e, su ordine di Jinbei, il medico cura sia la regina Otohime che Miosgard. Passano alcuni giorni e, dopo le cure di Aladdin, Miosgard è pronto a ripartire per la terraferma. L'uomo non ha perso niente della sua arroganza e, promettendo che "questo fatto non resterà impunito", provoca una reazione di sdegno da parte delle guardie li presenti che, ovviamente, giudicano la partenza del Tenryuubito come un fatto "grave" per l'incolumità degli abitanti dell'isola. Ma con una mossa a sorpresa, la regina Otohime chiede al Tenryuubito un "passaggio" in superficie! La gente, visibilmente preoccupata, chiede a gran voce alla regina il motivo di quel gesto e lei, sorridendo, risponde che sarà compito suo spiegare al resto degli umani quanto successo precedentemente sull'isola cercando, se possibile, una mediazione con i Tenryuubito! Jinbei e gli altri sono in profondo disaccordo con la regina e Re Nettuno, preoccupato, chiede a sua moglie di lasciar andare lui al suo posto. Ma Otohime risponde dicendo che, se una sirena minuta e di cagionevole salute come lei non può andare sulla terraferma temendo per la sua incolumità, allora nessuno dei suoi sudditi sarà costretto ad andare in superficie! La regina è convinta di quel che sta facendo e, ottenendo il permesso di Re Nettuno, Otohime parte insieme al Tenryuubito per la terraferma...

Passano i giorni e la gente, sapendo che la regina è lontana ed in probabile pericolo, aspetta con ansia il ritorno di Otohime. Anche Re Nettuno e i suoi figli aspettano il ritorno di Otohime e Jinbei, severo e risoluto come sempre, dice agli abitanti che bisogna fidarsi di quanto detto dalla regina. Passa una settimana esatta ed Otohime, come promesso, torna sana e salva sull'isola degli uomini pesce. La gente piange di gioia nel rivederla e la sirena, con un sorriso, mostra a tutti un trattato che verrà ricordato da tutti come la "Luce della Speranza" per l'isola degli uomini-pesce!

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via | Mangahelpers

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