Italia - Rizzoli Lizard presenta X'ed Out, la nuova opera di Charles Burns

Charlex Burns Xed Out Rizzoli Lizard

È difficile parlare di un artista come Charles Burns senza cadere nella retorica: già dai tempi di Black Hole (lavoro che consta di ben dodici volumi), l'autore di Washington ha "piantato i piedi" su un terreno molto difficile come il fumetto d'autore/underground americano che, e penso di non dire un'eresia, è in assoluto il comparto più "affollato" dell'intera produzione fumettistica statunitense.

Ma Burns ha avuto la fortuna (o, nel suo caso, la bravura) di avere alle spalle un bagaglio di idee e "soluzioni fumettistiche" che difficilmente molti altri autori suoi contemporanei (e conterranei) hanno. Non sorprende, quindi, che la Rizzoli Lizard abbia deciso di portare in Italia X'ed Out, ultimo lavoro di Burns che, a ben sei anni di distanza dal fortunatissimo Black Hole, ritorna nella libreria "di varia" con un fumetto particolarissimo e molto ricercato. Un fumetto che, presumo, Burns abbia partorito nei sei lunghi anni di "inattività" e che, ad una prima occhiata, sembra molto più intimistico e profondo dei suoi precedenti lavori. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di riassumere, a grandi linee, quello che il lettore troverà in X'ed Out.

La prima cosa che si nota in X'ed Out è sicuramente il disegno: il tratto di Burns è riconoscibilissimo e pulito (molti di voi ci troveranno "qualcosa" di Hergé) e le linee, grosse e ben marcate, riescono a contornare alla perfezione le figure dei personaggi. I colori sono vivi, quasi dei pastelli, ma quando Burns decide di catapultarci in mondi oscuri e sconosciuti, questi diventano subito cupi e marcatamente "dark" pur rimanendo, comunque, sempre molto in linea con lo stile tipico dell'autore. Molto belli sia i paesaggi che l'ambientazione generale e, diversamente dalle figure dei personaggi, le linee dei vari ambienti diventano a tratti più marcate e a tratti più sottili, rendendo quindi la percezione dello spazio molto più "claustrofobica".

Un appunto va fatto anche sulla gabbia usata da Burns che, suddividendo "ipoteticamente" in nove le vignette per pagina, si mantiene perfettamente in linea con gli "standard" del fumetto underground americano divagando, di tanto in tanto, su scelte stilistiche che spaziano dalla suddivisione francese a quella tipicamente "comics". Non mancano nemmeno le gabbie "a sei" usate in Italia e in Sud-America, che l'artista usa per enfatizzare alcuni dialoghi su cui vuole concentrare maggiormente l'attenzione del lettore.

La storia, come ci si sarebbe aspettato da Burns, parte subito in maniera confusionaria e "caotica", ma pian pianino la tensione si dipana e i contorni della trama ci vengono mostrati "nudi e crudi": il protagonista, Doug, vive un conflitto interiore che si riflette anche sul piano fisico del personaggio che, dalla prima vignetta in cui appare, ci viene mostrato come gracile e "ferito". Solo le pillole riescono a farlo dormire anche se, per Doug, queste sembrano più un "palliativo" che una cura vera e propria. E, visto che il mondo dei sogni e quello reale per Doug sono ormai la stessa cosa, ricordi ed emozioni si mischiano rendendo la vita del ragazzo un vero e proprio "labirinto". Ma siamo sicuri che quelli vissuti da Doug siano "sogni"? O c'è qualcosa di più?

Insomma, X'ed Out è un fumetto davvero interessante, ma essendo tipicamente "underground" la lettura può essere un po' pesante a chi si avvicina per la prima volta a questo genere di produzioni. Di certo non mi sento di consigliarlo a chi è abituato a leggere manga o comics, ma se anche questi ultimi vogliono addentrarsi nel "labirinto oscuro" di Burns...beh, con X'ed Out troveranno pane per i loro denti!

via | Rizzoli Lizard

  • shares
  • Mail

I commenti sono momentaneamente disabilitati. Saranno nuovamente abilitati nei prossimi giorni.
Ci scusiamo con i nostri lettori.