Akira live action, abbandona anche il regista Albert Hughes

AkiraAkira: il rifiuto di Keanu Reeves di interpretare il ruolo del protagonista nell'adattamento live action del cult della fantascienza cinematografica giapponese animata pare aver dato il colpo di grazia al progetto della Warner Bros, che proprio non riusciva a decollare.

Dopo la sospensione della pre-produzione, seguita quasi immediatamente alla rinuncia dell'attore, l'unico punto fermo sembrava essere la costante presenza del regista Albert Hughes (Codice: Genesi, La vera storia di Jack lo squartatore), impegnato a plasmare una "impronta visiva" per il film tra limitazioni di budget, copioni stralciati, imposizioni di rating e fantomatici casting stellari.

L'abbandono "amichevole" del regista per comprensibili "incompatibilità creative" con la produzione (praticamente, "Ca...! se volete qualcosa di guardabile sganciate la grana") potrebbe mettere definitivamente una pietra (tombale) sul film. Warner Bros rimane convinta di sostituire velocemente il regista e dare comunque una certa priorità al progetto, tornando alla strategia iniziale: attori giovani e poco costosi e una riscrittura più "economica" della storia. In Akira, del regista e mangaka Katsuhiro Otomo, Neo Tokyo è un caotico groviglio metropolitano rinato dalle ceneri della vecchia capitale.

Anno 2019. Senza un governo stabile e duraturo dalla fine della terza guerra mondiale il paese è in preda a una rovinosa situazione politica, economica e sociale, teatro di scontro tra bande di motociclisti e polizia. Il giovane Shotaro Kaneda, leader di un gruppo di centauri, resta invischiato nel pericoloso progetto Akira dopo che il suo amico d’infanzia Tetsuo è vittima di un incidente mortale collegato all’esercito. Intanto, una setta di fanatici religiosi fomenta le masse annunciando la rinascita di Akira, lo stesso misterioso essere a cui attribuisce la distruzione della città decenni prima…

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