Addio a Toyoo Ashida, regista di Ken il guerriero e presidente dell'Associazione degli Animatori Giapponesi

Toyoo AshidaUn altro grande protagonista dell'animazione giapponese ci ha lasciato il 23 luglio scorso. Toyoo Ashida, regista della serie animata di Ken il guerriero, character designer per numerosi classici degli anni 70 e 80 e presidente dell'Associazione degli Animatori Giapponesi, aveva 67 anni.

Ashida nasce a Chiba nei primi giorni del dopoguerra. Dopo la scuola superiore e il breve impiego come PR per la Yamazaki Bread Company decide di seguire il suo sogno entrando nello studio d'animazione TCJ (Television Corporation of Japan), dal 1969 noto come Eiken (UFO Diapolon, Il grande sogno di Maya, Sazae-san). Nei primi anni 60 l'entusiasmo iniziale per l'animazione in bianco e nero e successivamente a colori cominciava a scemare, ma i doga eiga, come furono chiamati fino agli anni 70 gli anime, cominciarono a rimodernizzarsi già dal 1963. Dal 1967 l'etere giapponese era già pregno di canali e programmi che si contendevano spazi e sponsor. Il debutto nell'animazione di Ashida avvenne con il poco conosciuto Boken Gabotenjima (Adventure on the Gaboten Island), serie su una scolaresca dispersa nei mari del sud. I tardi anni 60 esplosero in una serie di studi d'animazione che trovarono Ashida al lavoro sul pilot di una serie animata ispirata ai libri di Heidi di Johanna Spyri.

La serie venne in seguito realizzata, ma da uno studio diverso, derivato dalla TCJ, che tentava di proteggere i suoi affiliati da ulteriori perdite finanziarie. In questa instabile situazione del settore, le compagnie forzarono gli animatori ad accettare contratti da collaboratori esterni e Ashida finì alla Mushi Production di Osamu Tezuka, benché i rapporti tra lo stesso “dio dei manga” e lo studio fossero già incrinati e la supervisione della produzione già passata a Yoshinobu Nishizaki. Dopo la bancarotta della Mushi nel 1973, Ashida e altri animatori seguirono Nishizaki nel suo progetto d’animazione di Uchu senkan Yamato, La corazzata spaziale Yamato (dove si occupò della direzione e della supervisione dell'animazione di diversi episodi). In cerca di maggiori garanzie per se stesso, Ashida fondò lo Studio Live nel 1976 con altri nove animatori, dimostrando le proprie abilità nel corso degli anni 70 e 80 come character designer per numerose serie tra cui UFO senshi Daiapolon (UFO Diapolon) e Mahou no Princess Minky Momo (Il magico mondo di Gigì). Sebbene molto coinvolto in produzioni per un pubblico femminile, Ashida è famoso per il ruolo di regista nella serie animata di Kokuto no Ken (Ken il guerriero).

Hokuto no Ken

Tratto dal manga omonimo di Buronson e Tetsuo Hara, l’anime andò avanti per 152 episodi complessivi suddivisi in due serie da 109 e 43 episodi, portando i suoi animatori a misurarsi con una grande sfida: sotto la guida di Ashida (che in realtà curò solo la regia dei primi 12 episodi, occupandosi comunque della direzione generale della serie), sicuri di realizzare qualcosa di mai visto prima, cominciarono a sperimentare nuovi modi per “eliminare” il nemico di turno ogni settimana. A proposito di sperimentazioni, viene ricordato un celebre incidente: a causa degli stretti tempi di lavoro, non potendo attendere che i colori sull’acetato si asciugassero, durante una sequenza di combattimento di Ken, gli animatori semplicemente iniziarono a spingere il rodovetro ancora fresco di alcuni millimetri alla volta per la macchina da presa, causando un particolare effetto annebbiato e spalmato del colore! Per dieci anni Ashida tenne una colonna mensile sul magazine d'animazione OUT fino alla chiusura della rivista nel 1995. Ciò lo rese agli occhi degli anime fan una figura scherzosa e amichevole, contrariamente ad altri suoi colleghi dal carattere più scontroso. Tuttavia fu anche protagonista di una notevole “scivolata” quando scrisse sul magazine Animec che il popolo degli anime fan si componeva solo da “brutte ragazze e ragazzi senza lavoro”, un commento infelice che fece precipitare la stima nei suoi confronti dei numerosi appassionati.

Il 13 ottobre del 2007, nel tentativo di migliorare le proprie condizioni di lavoro e tutelare la categoria, una delle più importanti dell’industria giapponese – nel 2005 l'esportazione di anime in tutto il mondo ammontava approssimativamente a 20 miliardi di yen – sebbene fino ad allora completamente senza garanzie (né permessi, ferie, straordinari, fondo pensionistico), assieme a un gruppo di animatori Ashida fonda la JAniCA, l'Associazione degli Animatori Giapponesi, di cui diventa presidente. Durante la conferenza d’apertura, alla quale presenziò anche il compianto Satoshi Kon, Ashida lamentò la lenta ma costante perdita di personale nell’industria dell’animazione giapponese, destinata a crollare su se stessa senza una imprescindibile inversione di tendenza. L'ultimo suo lavoro è stato nel 2009, quando ha firmato la regia generale di Beyond the Heavens, adattamento Madhouse del premiato manga storico di ambientazione cinese Souten kouro. Tra gli altri titoli a cui ha lavorato nella sua lunga carriera in diversi ruoli, Sasuke (Sasuke, il piccolo ninja), Ninja Kamui gaiden (L'invincibile ninja Kamui), Cyborg 009, Yattaman, Vampire Hunter D, Seikimatsu kyuseishu densetsu Hokuto no Ken (Ken il guerriero – Il film), Tyltyl Mytyl no boken ryoko (Tyltyl Mytyl e l'uccellino azzurro), Jetter Mars (Capitan Jet), Dr. Slump & Arale-chan hoyoyo! Yume no to Mecha Police (Dr. Slump & Arale-chan Ho-Yo-Yo! Dream Metropolitan Mecha Police) e numerosi altri.

Toyoo Ashida

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