Il talento di Mr. Pearson


Ecco un autore da tenere d'occhio e di cui si spera di vedere presto in Italia qualche valida traduzione dei suoi lavori. Del gruppo di fumettisti indipendenti che ruotano intorno a Nobrow Press, casa editrice britannica che si prodiga anche nella produzione di oggettistica e materiali da collezione, Luke Pearson appare senz'altro uno dei talenti che emerge con più forza. Pearson ha l'approccio totalizzante del graphic designer e attraversa generi e stili con estrema disinvoltura. Ha persino realizzato la grafica di un videogioco, infondendovi uno stile squisitamente fumettistico, molto raro da vedere nei prodotti del genere.

L'opera più complessa ed elaborata di Pearson, Everything we miss, racconta di uno strisciante e quasi invisibile processo di rottura di un amore. I protagonisti, un uomo e una donna, trascorrono le giornate in un'atmosfera in cui aleggia lo spettro di una fine, denunciata da piccoli gesti, situazioni di stallo, parole rivelatrici. Raramente il fumetto ha affrontato un tema così delicato con la forza espressiva e l'intensità che traspare da questo libro. Inoltre, Pearson alterna un registro realistico ad uno surreale, fino ad intrecciarli tra loro, in cui i fantasmi, i desideri e le angosce agiscono quasi da comprimari, da personaggi veri e propri all'interno del racconto. L'intero libro è illustrato in nero e diverse sfumature di arancione con uno stile affascinante, che ricorda Kevin Huizenga. Ha ragione Elena Orlandi a coniare il termine di graphic poetry per definire il lavoro di Pearson, laddove il tradizionale graphic novel appare improprio e limitativo.





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