Secondo Gay.it il fumetto italiano è omofobo per convenienza. Cosa ne pensate?

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L'omofobia è combattuta dalla società moderna con ogni forza.

Si tenta di azzerare tutte le differenze sessuali o razziali attraverso la cultura, le leggi e l'educazione. Non è facile, poiché in troppi ne approfittano per sfogare le proprie frustrazioni colpendo proprio coloro che ritengono "diversi". Alcuni giorni fa si è svolta la Giornata Internazionale contro l'Omofobia, un'occasione che ha tentato di sensibilizzare i più attraverso mille iniziative reali e virtuali. Il portale Gay.it ha pensato di "festeggiare" parlando di fumetti italiani. Il loro è sembrato un vero e proprio attacco alla cultura fumettistica, vista come lo specchio di un paese "dove per molti la mancanza di riconoscimenti equivale ad una forma velata di omofobia istituzionalizzata" e quindi "non stupisce che anche il mondo del fumetto rifletta una situazione non proprio esaltante e a tratti contraddittoria". In un certo senso hanno accostato la parola omofobo al fumetto italiano. Per giustificare tale affermazione si è ben pensato di analizzare il sistema fumettistico nostrano, dividendolo in due grandi sottogruppi: "quello con una grande distribuzione, che arriva nelle edicole, negli ipermercati e persino negli autogrill, e quello che viene distribuito nel circuito delle fumetterie, che in Italia sono circa 300 e si rivolgono ad un pubblico di fumettofili." Quel che preoccupa il portale Gay.it è che i fumetti che toccano il tema dell'omosessualità finiscono nelle fumetterie, dove le tirature possono essere basse. A loro detta, coloro che pubblicano tali prodotti sono editori minori che hanno altre attività per sostenersi e, quindi, "considerano l'attività editoriale come una passione o addirittura un hobby" e possono non preoccuparsi più di tanto del ritorno economico di un titolo a tema gay.

I grandi editori che pubblicano nelle edicole non avrebbero, dunque, il coraggio di rilasciare materiale gay, poiché "devono rispondere delle loro scelte ad un pubblico vasto e trasversale". Insomma, la loro affermazione è forte e decisa e mira a sottolineare che i grandi editori hanno come unico scopo mantenere i grandi numeri di vendita ed hanno paura di esporsi. Questo viene ribadito a chiare lettere, accompagnato da altre affermazioni del tipo: "non osano dare una rappresentazione troppo emancipata di gay e lesbiche, col rischio di contrariare i poteri forti del nostro paese, magari finendo per essere presi di mira da giornalisti e politici."

Sotto accusa ci finiscono serie celebri come Dylan Dog, Martin Mystere ed anche Diabolik! All'estero la situazione sembra ben diversa, ma cliccate qui per leggere l'articolo integrale e poi rispondete al nostro sondaggio!

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