Recensione - Red Dread #1: Delta Macchiato di Sangue di Alessandro Vitti e Matteo Strukul

Red Dread Big

Quando ho avuto tra le mani il primo volume di Red Dread, ho subito capito che in Italia c'è ancora qualcuno che vuole rinnovare il modo di concepire il fumetto partendo da quella che è la "base": dare tutto in mano agli autori/artisti. Ed è esattamente quello che Alessandro Vitti ha fatto (e sta facendo) con i suoi Lateral Studio dove, grazie all'impegno del disegnatore Marvel, artisti e autori convergono in una causa comune che, per certi versi, ricorda molto il magnifico esperimento (diventato poi una solida realtà) che i "pionieri" della Image Comics realizzarono vent'anni or sono...

Certo, i Lateral Studio sono ancora troppo piccoli per poter essere paragonati a quel fenomeno social/editoriale che fu la Image Comics dei primi anni novanta, ma è il concetto che sta alla base del progetto avviato da Vitti che deve farci riflettere: il fumetto deve tornare in mano a chi disegna e racconta, e Red Dread è il tipico esempio di come l'indipendenza editoriale degli artisti/autori può portare buoni frutti! Coadiuvato dallo scrittore Matteo Strukul (autore del romanzo La Ballata di Mila, da cui il personaggio di Mila Zago/Red Dread è stato tratto), il buon Alessandro ha confezionato un prodotto assolutamente innovativo e divertente, che andremo adesso ad analizzare "pezzo per pezzo" partendo, per la prima volta in una recensione (almeno per il sottoscritto)...dalla composizione delle tavole! Perché una delle innovazione principali introdotte dal buon Alessandro in Red Dread sta nel formato e nella composizione stessa del fumetto: pagine "cinematografiche" stile 300 di Frank Miller, con massimo tre vignette per pagina (come il sempiterno Diabolik) con un taglio a metà tra il fumetto americano e il classico italiano!

Alternativo, si, e meno incasinato di quanto sembri, perché il fumetto scorre via che è un piacere e, soprattutto, si fa leggere con estrema facilità. Il merito di questo va, però, diviso tra Vitti e Strukul che, dagli occhi della sua Mila, ci fa vedere un'Italia del nord intrisa di violenza, criminalità e malaffare. Una donna, questa Mila Zago, che lavora come Bounty Hunter presso la B.H.E.G. (acronimo di Bounty Hunter European Gilda) ,agenzia privata che offre i suoi "servigi" a potenti che possono permettersi di pagare fior di quattrini per la loro sicurezza personale.

Mila Zago Red Dread Alessandro Vitti Matteo Strukul

E, ne Il Delta Macchiato di Sangue, Mila dovrà vedersela con alcuni schiavisti del nuovo millennio che, dopo aver rapito degli immigrati irregolari dai centri d'accoglienza, li usano come manodopera per la coltivazione e produzione di oppio. Qui Mila dovrà vedersela con una serie di personaggi che avranno la sfortuna di incontrarla e che, purtroppo per loro, dovranno fare i conti con i metodi poco ortodossi della donna!

Un fumetto violentissimo e carico d'azione, che ricalca a grandi linee i classici del noir italiano anni sessanta/settanta risultando, però, meno monotono e più "in linea" con i tempi che corrono. Strukul è un ottimo narratore e le didascalie, davvero ben fatte, riescono a descrivere situazioni e luoghi in maniera molto romanzesca senza, però, annoiare. Una cosa che, sono sicuro, non è stata pensata in due giorni, ma elaborata e adattata affinché il prodotto risulti quanto più omogeneo e lineare possibile...

Mila Zago Red Dread Alessandro Vitti Matteo Strukul #2

Il disegno è, come potete vedere, la punta di diamante di Red Dread: Alessandro Vitti dimostra, qui, tutta la sua bravura con la figura umana, ma soprattutto è da notare come il disegnatore di Secret Warriors ha preferito utilizzare il bianco e nero rispetto al colore che, probabilmente, avrebbe appesantito troppo le tavole e reso il prodotto troppo simile a quel 300 da noi sopracitato. Personalissimo e mai banale, Vitti ci regala alcune "inquadrature" da urlo, dove il dinamismo dei personaggi viene reso alla perfezione grazie a un accurato e mai banale studio dell'anatomia umana. E non esagero quando dico che Red Dread sarebbe d'aiuto in un sacco di scuole di comics dove, per fortuna, molti degli insegnanti/artisti italiani cercano di far capire alle giovani leve del fumetto che l'anatomia e la prospettiva sono di fondamentale importanza per la costruzione di un ottimo fumetto...

Concludendo: Red Dread è un fumetto da avere a tutti i costi. Perché? Perché è innovativo e "classico" allo stesso tempo, perché non annoia e diverte, perché è violentissimo e carico d'azione, perché è scritto bene e disegnato alla grande...cosa volete di più? Inoltre, se volete la vostra copia personalizzata di Red Dread - Mila: Delta Macchiato di Sangue #1, potete mandare una mail a info@lateral-studio.com dove, oltre ad avere una White Cover disegnata da Alessandro Vitti in persona, riceverete tutte le informazioni per ordinare, senza costi di spedizione aggiuntivi, il primo numero di questa "new sensation" del fumetto italiano!

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