Ilaria Alpi, il prezzo della verità. La recensione

Ilaria AlpiTorno a parlarvi del volume Ilaria Alpi, il prezzo della verità scritto da Marco Rizzo e disegnato da Francesco Ripoli.

Vi avevo già parlato del fumetto, edito da Becco Giallo, quando ho intervistato Marco Rizzo. Oggi finalmente sono riuscito a leggerlo con doverosa calma e concentrazione e cercherò, nelle righe che seguiranno, di esprimere le sensazioni che mi ha trasmesso.

Il racconto si apre con la giornata del 20 Marzo 1994. La scena si svolge a Mogadiscio e riprende gli ultimi istanti di vita di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, trucidati da alcuni killer. I due giornalisti portavano avanti un'indagine in Somalia legata al traffico d'armi ed al trasporto di rifiuti tossici. Quella morte non fu certamente casuale, ma ancora oggi rimane un mistero irrisolto.

L'albo è strutturato in sei capitoli, non eccessivamente lunghi, e da un epilogo, ambientato nel lontano 1987, con cui Marco Rizzo cerca di dare una risposta alla sparatoria di Mogadiscio, che apre le danze al caso Ilaria Alpi. E' un racconto a ritroso dunque, dove sono stati selezionati alcuni episodi chiave di tutta quella faccenda attraverso un' indagine non solo storica, ma anche umana.

Il secondo capitolo, dedicato ad un momento di relax sulla spiaggia di Bosaso, è carico di dolcezza e voglia di spensieratezza. E' un passaggio certamente isolato nella vasta giungla soffocata da mistero,lavoro e dramma, ma sottolinea l'abilità dello sceneggiatore nello sfruttare la sintesi al meglio. Rizzo è completamente diretto nell'esprimere i suoi concetti e il dialogare dei suoi personaggi è coinvolgente e reale.

Ci dicono che Francesco Ripoli sia un debuttante, mi metto a ridere nel leggere questa affermazione. Non riesco a capire dove si sia nascosto tutto questo tempo un disegnatore così poetico, con un tratto talmente realista da fotografare gioie e preoccupazioni dei personaggi, sofferenze difficili da esprimere tra sogni e speranze soffocate dal marcio da cui è rivestito il cuore di molti uomini. Mi piacciono le pennellate di grigio, morbidi acquarelli capaci di alleggerire il peso di una tragedia.

La copertina è allo stesso tempo funzionale e geniale. Sopra il titolo del volume un estratto dalla prefazione di Giovanna Botteri (Hanno nascosto chi è stato, chi ha deciso e ordinato l'agguato. Continuano a farlo) rende immediatamente chiaro il messaggio. La genialità sta tutta legata al disegno che investe completamente la cover: Ilaria con un microfono in mano è sul suo campo di battaglia, a svolgere l'amato lavoro, ma non possiamo più osservarne il volto; questa immagine è un puzzle incompleto, mancante di un solo pezzo, cioè la testa della giornalista dove è nascosta tutta la verità.

Quando poi finisce il fumetto, inizia la realtà. Marco Rizzo ci guida nei fatti attraverso la sua cronistoria, poi ci rende partecipi del suo lavoro, commentando, capitolo per capitolo, il processo di trasmissione da un fatto di cronaca nera alla finzione letteraria. Chiudono l'albo una serie di documenti, pensieri ed interviste che si sposano con la tradizione dell'editore Becco Giallo di produrre non semplici fumetti, ma opere colte e mature.

  • shares
  • Mail

I commenti sono momentaneamente disabilitati. Saranno nuovamente abilitati nei prossimi giorni.
Ci scusiamo con i nostri lettori.

3 commenti Aggiorna
Ordina: