Yami Shibai, continua la serie di animazione di horror giapponesi

Il sito ufficiale per la serie di animazione Yami Shibai (Yamishibai: Japanese Ghost Stories) ha annunciato il futuro progetto per una seconda serie che andrà in onda la prossima estate. La prima serie, già trasmessa da settembre 2013 e composta da 13 puntate molto brevi (circa 5 minuti ognuna), andrà nuovamente in onda a partire dal mese di aprile.

Vi chiederete se questa serie fa paura: ovviamente come tutti gli horror nipponici c'è un'atmosfera assai cupa. Aggiungo che le storie sono raccontate in tipico stile tradizionale: compare infatti proprio un uomo in bicicletta con il Kamishibai, ossia la rappresentazione su carta del titolo.

La prima serie è stata prodotta dallo studio ILCA, diretta da Tomoya Takashima, testi curati da Hiromu Kumamoto e narrati dalla voce di Kanji Tsuda. L'intera serie è animata e narrata esattamente in stile tradizionale giapponese. Bizzarra la scelta della canzone finale, che possiamo sentire nel video, dal titolo Kaikai Emaki, per cui è usata la voce della vocaloid Hatsune Miku. La seconda serie vedrà come direttore Takashi Shimizu affiancato da Noboru Iguchi, mentre i testi saranno affidati a Sh?ichir? Masumoto.

Diamo un veloce accenno riguardo la trama di qualche storia della prima serie di animazione:

ogni singola vicenda parla di un mito o una leggenda nipponica ben noti. Partiamo banalmente da un uomo che va a vivere in una casa che trova infestata continuamente da talismani, per poi scoprire che, una volta rimossi i talismani stessi, l'abitazione pullula di spaventosi fantasmi. Oppure l'uomo che si sveglia senza memoria nell'ospedale di un villaggio di campagna e che nel momento in cui può tornare a casa sua "subisce" una danza di cattivo augurio e poi, di fatto, va incontro ad un crudele destino.

Il brivido lungo la schiena sinceramente mi è venuto ad ogni episodio: credo sia un buon sinonimo del fatto che l'animazione sia ben fatta.

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