La vita dei mangaka: in diretta dal Giappone...Davide Sarti!

Il titolo del post può essere fuorviante, ma come potete vedere dal video che ho pubblicato, questo parla appunto della vita dei mangaka in Giappone...ma vista con gli occhi di un ragazzo italiano: Davide Sarti!

Emigrato in Giappone per inseguire il suo sogno di diventare mangaka, l'italianissimo Davide Sarti (aspirante disegnatore e studente di giapponese) sta postando una serie di video che parlano appunto di questo mestiere e di come sia difficile lavorare in un ambiente molto particolare come è quello del fumetto giapponese. Un ambiente in cui Davide è entrato in punta di piedi e con molta umiltà, cosa che ha sicuramente colpito i giapponesi che, a quanto pare, avevano bisogno di un ragazzo che si offrisse come assistente per un autore. E così, avendo risposto ad uno degli annunci che i giapponesi pubblicano sovente, Davide si è ritrovato con in mano un biglietto per il Giappone e un sogno che finalmente iniziava a realizzarsi. Ma come tutti i sogni che stanno per diventare realtà, per raggiungere lo scopo finale bisogna fare molta gavetta...ed è qui che Davide, che è un tipo tosto (e si vede), ci spiega cosa succede in Giappone e com'è la vita di un mangaka!

Differenze tra mangaka famosi e mangaka meno famosi...

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Davide, che sta lavorando per conto di un mangaka minore, ha avuto la possibilità di poter lavorare per una settimana con il sensei dell'autore con cui collabora e, in questo video, ci spiega la differenza tra il metodo di lavoro di un mangaka famoso e quello di un mangaka meno famoso. Mentre il mangaka meno famoso cerca di trovare una casa a Tokyo per poter stare a stretto contatto con le case editrici, il mangaka famoso può permettersi di lavorare anche fuori dalla città e, soprattutto, può permettersi di poter avere alle sue dipendenze tutta una serie di assistenti che lo aiutano nella serializzazione del suo prodotto. Come abbiamo visto in Bakuman (opera di Tsugumi Ohba e Takeshi Obata, autori del famosissimo Death Note), il lavoro di un assistente è davvero molto importante e, se questi sono bravi e presentano agli editor delle storie accattivanti, c'è la possibilità che questi possano essere pubblicati su una delle tante riviste a fumetti che circolano in Giappone. Ma c'è un problema...

Mentre il mangaka famoso può permettersi una vita meno stressante (ma comunque impegnativa), i mangaka meno famosi devono fare parecchia gavetta per poter arrivare ad avere uno stuolo di assistenti che li aiutino nella realizzazione delle opere. E fare l'assistente di un mangaka famoso non è una cosa facile...anzi!

La dura vita dell'assistente...

Ho avuto modo di contattare personalmente Davide e, oltre ad essere un ragazzo molto gentile e simpatico, questo mi ha svelato che sta lavorando insieme a Hiroki Kashiwaba per una rivista sul Pachinko (gioco d'azzardo molto famoso nel Sol Levante)...un lavoretto tutto sommato buono, che Davide sta svolgendo con diligenza e professionalità. Ma quando il nostro è andato per una settimana a lavorare con Soichi Moto (autore del manga "L'uomo con le mani di dio", di cui potete ammirare una delle cover in alto), ha avuto modo di toccare con mano quello che è il duro lavoro dell'assistente personale di un mangaka famoso: turni di lavoro massacranti (in media, gli assistenti dormono circa quattro/cinque ore al giorno), nessun contatto con il mondo esterno (Davide dice che questi vedono solo la luce dello studio in cui lavorano), poco tempo per mangiare (dieci minuti a pasto) e nessuna chiacchiera o contatto sociale mentre si lavora! Come se tutto ciò non fosse abbastanza, gli assistenti hanno un solo giorno di ferie al mese e, tra le altre cose, sembra che tra i collaboratori dei mangaka ci sia una specie di gerarchia che Davide ci descrive molto bene...

In pratica, essendo il penultimo arrivato, Davide ha dovuto fare lavori assurdi: lavare i piatti per tutta la famiglia del mangaka e per gli assistenti, fare la lavatrice, buttare la spazzatura, provare le penne, temperare le matite...insomma, mille lavori inutili che nulla c'entravano con quello che Davide avrebbe dovuto fare! Per fortuna, dal secondo giorno in poi, Davide è riuscito anche a disegnare e ad inchiostrare anche se, a quanto pare, il nostro si fatto anche delle giornate dove ha lavorato per ben dieci ore di fila! Davide ricorda che queste pratiche sono considerate illegali in Giappone, ma è anche vero che se vuoi entrare in quel mondo devi comunque fare la gavetta e, conoscendo bene i giapponesi, sapevo perfettamente che le cose andavano esattamente così.

Io auguro a Davide tutto il bene di questo mondo e, con lui, ho organizzato una piccola intervista per parlare meglio del mondo del fumetto giapponese e dei mangaka. Nel frattempo, sentite cosa ha da dire il nostro Davide in merito alla sua esperienza come assistente di mangaka...sono sicuro che rimarrete a bocca aperta!

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