Shitsuren Chocolatier, considerazioni sul finale del live action

Mi complimento vivamente con gli autori di questo live action, oltre che, naturalmente, con il mangaka originale, Mizushiro Setona: sono riusciti a creare due protagonisti che chiunque prenderebbe a calci per quanto si comportano in maniera assurda e superficiale. Non fraintendetemi, Shitsuren Chocolatier mi è piaciuto moltissimo, tuttavia devo ammettere che il desiderio di smuovere i protagonisti a strattoni e non alterarsi di fronte alle folli decisioni che prendono è assai forte.

Procediamo per gradi, e vediamo un po' di cosa parla questa vicenda: Souta è un giovinetto normalissimo, si innamora alla follia di una compagna di scuola di un anno più grande di lui. Saeko è bella, popolare, la tipica giovinetta nipponica tutta moine, ovviamente falsa dentro e anche fuori. In pratica Souta le fa da zerbino per lungo tempo. Acquista per lei ( e il fidanzato) il pranzo, la segue e accompagna ovunque, senza mai avere il coraggio di dichiararsi apertamente.

Il giorno prima di San Valentino,

il giovane regala alla ragazza una bella scatola di cioccolatini da lui prodotta: eccoci al momento decisivo, in cui Saeko rifiuta finalmente il povero ragazzo. Souta, non contento, comprende comunque che Saeko adora il cioccolato, dunque prende la decisione di recarsi a Parigi a studiare presso un famoso negozio che produce dolci per renderla felice un ipotetico domani. Torna preparatissimo e ormai professionista chocolatier, ovviamente per l'immensa gioia di Saeko, che continua a sfruttarlo: appena Souta apre il negozio in città, con relativi problemi organizzativi, gli chiede di produrre per lei la sua torta di matrimonio ( con un altro).

Attenzione, Souta ancora non si rassegna e continua a fare la corte a Saeko, astraendosi completamente dalla realtà: il fatto che lei sia sposata, potenzialmente felice con un altro, ancora non lo ferisce abbastanza, ancora non si sente letteralmente scaricato da lei, ma pensa di poterla in qualche modo conquistare.

Come ben capirete siamo al paradosso: Souta trae ogni sua ispirazione per creare cioccolato sempre e solo da Saeko, non riflettendo sul fatto che nel frattempo ferisce e trascura tutti gli altri, che desiderano aiutarlo o essergli amici.

Complimenti vivissimi a Matsumoto Jun,

idol e attore noto, che interpreta magistralmente il tontolone zerbinotto di Saeko san. Odiosa fino alle midolla Ishihara Satomi, nella parte di Saeko, che provoca in colui che guarda la serie un odio talmente profondo da fare invidia a chiunque: falsa, bugiarda, approfittatrice, sfruttatrice, la perfetta donna da odiare, invece amatissima dal protagonista. La parte migliore sono i personaggi di contorno: Mizukawa Asami è Inoue Kaoruko, assistente pasticcera da sempre innamorata di Souta. La sua dolcezza, il fatto che sia una più che trentenne svampita e scoraggiata dal mondo maschile fa sempre sorridere. Sato Ryuta è Rokudo Seinosuke, il rivale di Souta nel campo delle creazioni in cioccolato, tuttavia tra i due c'è stima reciproca e complicità. Ovviamente se cioccolato e cioccolatini vi piacciono, nel live ammirerete le produzioni più appetitose ed esteticamente apprezzabili.

Ho visto con piacere questa serie fino alla fine, che ha smosso sentimenti non sempre positivi( per lo meno nei confronti dei protagonisti), ma mi ha comunque tenuta avvinta dall'inizio alla fine, senza annoiare mai. Non riguarderei da capo le puntate, ma in generale, se qualcuno volesse passare il tempo in relax con uno show leggero, è una serie che raccomanderei.

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