Dylan Dog sotto zero, l'Indagatore dell'Incubo in trasferta in Antartide

Cosa ci fa Dylan Dog sotto zero in Antartide? Semplice, la Sergio Bonelli Editore ha deciso di rifornire la Base Concordia in Antartide su richiesta del ricercatore francese Yann Reinert che ha voluto portare con sé in mezzo ai ghiacci del Polo Sud l'Indagatore dell'Incubo. Nel video intanto diamo uno sguardo in stile revival al primo mitico albo, L'alba dei morti viventi.

Girullando sul sito della Sergio Bonelli Editore, capita di veder un articolo intitolato Dylan sotto zero. Ci si precipita a vedere, magari si tratta di una nuova avventura dell'Indagatore dell'Incubo in trasferta e invece si scopre una storia ancora più interessante. In pratica quello che è successo è che il ricercatore francese Yann Reinert ha voluto a tutti i costi portare con sé in mezzo all'Antartide gli albi di Dylan Dog, complice anche l'ausilio fornito dalla stessa Sergio Bonelli Editore che ha acconsentito subito alla singolare richiesta di Reinert. Ma andiamo a vedere le origini di questa singolare vicenda.

Come Dylan Dog arrivò in Antartide


Il pallone aerostatico di Dylan Dog

Dylan Dog sotto zero, le foto della base antartica

Tutto nasce con il ricercatore francese Yann Reinert, astronomo e grande appassionato di fumetti. Reinert è di stanza in una base antartica nella regione nota come Dome C, perennemente a 75 gradi sotto lo zero. La Base Concordia è una stazione italo-francese permanente, sita a 3220 metri di altitudine, costruita grazie alla collaborazione fra Enea e Ipev. Qui si svolgono ricerche di diverso tipo, fra cui geofisica, climatologia, glaciologia, geofisica, sociologia e astronomia. Ma come ha fatto Dylan Dog a finire quaggiù?

Ebbene, tutto è stato frutto del caso. La prima volta che Reinert fece tappa a Concordia nel 2008 si rese conto ben presto di una certa difficoltà di comunicazione fra i ricercatori. Dopo circa tre mesetti di convivenza forzata, però, ormai i residenti avevano imparato qualche parola delle rispettive lingue. E sono nate diverse amicizie: alla fine di quel primo periodo di permanenza Reinert strinse amicizia con alcuni ricercatori italiani, tanto da venire poi successivamente in visita qui in Italia. Proprio uno di loro consigliò a Reinert di leggere Dylan Dog: a Reinert piacciono i fumetti e sarebbe stato un ottimo sistema per imparare la lingua.

Da qui fu amore a prima vista. E visto che da cosa nasce cosa, ecco che a Reynert viene in mente una cosa: nella base c'è una biblioteca, ci sono anche dei fumetti, ma sono tutti in francese. Perché dunque non ampliarla con qualche fumetto italiano? Magari proprio Dylan Dog? Ecco che allora Reinert manda una mail alla Sergio Bonelli Editore, contatta Ornella Castellini (Segretaria di Direzione) e le chiede cortesemente se fosse possibile spedire qualche albo dell'Indagatore dell'Incubo in Antartide, in modo da tener compagnia ai ricercatori.

La Sergio Bonelli Editore si è subito dichiarata entusiasta della proposta ed ecco che gli albi di Dylan Dog fanno adesso bella mostra di sé nella biblioteca della Base Concordia. E i ricercatori erano così felici di poter stringere fra le mani in Antartide i volumi di Dylan Dog che hanno disegnato Dylan anche su un pallone aerostatico, quello utilizzato nel programma di rilevamento internazionale di temperatura, umidità, pressione atmosferica.

Il progetto di Reinart in Antartide dovrebbe terminare quest'anno, ma ormai il ricercatore si è affezionato così tanto al Dylan Dog che ha deciso di portarlo sempre con sé. E nel frattempo ha apprezzato e scoperto altri titoli della Bonelli, per ora pare gli siano piaciuti molto anche Stria e Orfani.

E intanto sogniamo ad occhi aperti un Dylan Dog debitamente imbacuccato, in piedi sullo sfondo del paesaggio artico, magari mentre ammira un tramonto spettacolare o mentre guarda il ghiaccio ammantato del colore della luna... o mentre cerca di contrastare La Cosa di Carpenter, ok, adesso siamo nel genere delle commistioni ai confini della realtà. Meglio tornare con i piedi per terra e andare a vedere ancora una volta il trailer del film autoprodotto Dylan Dog Vittima degli Eventi.

Via e Foto | Sergio Bonelli

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