Intervista ad Alessandro Bilotta: si parla del Dylan Dog del futuro, Friedrichstasse e di...Valter Buio!

Siamo riusciti ad avere un'intervista in esclusiva con Alessandro Bilotta, uno degli autori più importanti della Sergio Bonelli Editore che, tra le altre cose, è nel mezzo del famoso progetto di rilancio di Dylan Dog!

Ma chi è Alessandro Bilotta? Facciamo una piccola biografia per i lettori meno attenti: nato a Roma nell'agosto del 1977, Bilotta ha esordito nella Sergio Bonelli Editore grazie ad alcuni soggetti per Martin Mystère, che lo porteranno a pubblicare il suo primo albo per la casa editrice meneghina nel 2004. Fondatore di una casa editrice (la Montego) e collaboratore di Carmine di Giandomenico (con cui pubblicherà La Dottrina, fumetto italiano tra i più apprezzati del decennio scorso), Bilotta ha lavorato anche per il mercato fumettistico francese, collaborando con case editrici quali Les Humanoïdes Associés, Editions Delcourt e Vents d'Ouest. Ma Bilotta è conosciuto dai più grazie a Valter Buio, serie scritta e ideata dall'autore per la Star Comics nel 2010 e che gli valse, tra le altre cose, anche un Premio Romics/Repubblica XL come “Personaggio italiano dell'anno. Esordì sulle pagine dell'indagatore dell'incubo bonelliano nel 2007 con una storia sul Gigante #16 e qualche mese fa, sempre per la casa editrice italiana, ha pubblicato anche un bellissimo numero de Le Storie intitolato Friedrichstasse.

Bilotta è, insieme ad altri autori ed artisti scelti da Roberto Recchioni, uno degli architetti del futuro di Dylan Dog e, proprio grazie a lui e alla Sergio Bonelli Editore, abbiamo ricevuto delle tavole in anteprima di una storia (disegnata da Giampiero Casertano) che vedremo presto pubblicata sia sulle pagine dei mensili della casa editrice meneghina e sia su un bel volumone della Bao Publishing (di cui abbiamo anche la cover con il making-of), che raccoglierà tutte le storie del Dylan Dog del futuro. Ma vi consiglio anche (e soprattutto) di leggere l'intervista a Bilotta, perché l'autore si è aperto completamente a noi rivelandoci alcune cose molto interessanti sul suo lavoro, suoi progetti, su Dylan Dog e...su Valter Buio!

Intervista ad Alessandro Bilotta

Nella storia Il Principe d'inverno, proposta nell'Almanacco della Paura 2014, hai rispolverato il fascino della cultura Inca, contrapponendola a quella dell'Antico Egitto. Ci puoi svelare la genesi di questo episodio? L'esigenza di ricercare l'orrore in questa civiltà precolombiana nasce da una passione particolare o sei stato ispirato da qualcosa?

In realtà non c’è un vero approfondimento della cultura Inca, avevo paura potesse sembrare didascalico perché non era strettamente attinente agli eventi e perché una serie come Dylan Dog si svolge nel presente. In generale mi interessano le civiltà precolombiane, soprattutto i Maya, ma lo spunto di questa storia nasce dal semplice desiderio di raccontare un amore che si rincorre per secoli. Ho pensato alle Ande, alla neve, al gelo reale e a quello metaforico della lontananza, e questo mi ha portato sulla strada degli Inca e della mummia andina.

Caratterialmente, quanto è cambiato il Dylan Dog del futuro rispetto a quello "standard"? Le tragiche esperienze passate stravolgeranno il suo modo di agire e pensare?

Nella mia idea Dylan Dog è un personaggio sensibile e romantico. Le esperienze, gli orrori, le persone con cui viene a contatto lo coinvolgono profondamente, quasi sempre in modo negativo, ma nonostante una vena di romantico pessimismo, riesce sempre ad andare oltre. L’elemento fondante delle storie del futuro è che a Dylan è successo qualcosa di così grave che ha fatto traboccare il vaso, che ha spezzato per sempre qualcosa che non potrà essere riparato. Dylan non ha avuto il coraggio di sparare a Groucho che è diventato uno zombi e inoltre ha sviluppato un ceppo più resistente del morbo appestando Londra, l’Inghilterra, forse il mondo. Una somma di sventure che sembra una maledizione. Questo Dylan Dog del futuro non può più andare avanti con la leggerezza di un tempo, non ha più la stessa forza, né le stesse motivazioni.

Alessandro Bilotta e il Dylan Dog del futuro

Nel tuo racconto futuristico ci sarà spazio per personaggi ed eventi che hanno caratterizzato la storia dell'Indagatore dell'Incubo o cercherai di delineare situazioni fresche ed indipendenti?

L’obiettivo è quello di creare una nuova serie a tutti gli effetti, con nuovi scenari e comprimari, vorrei evitare di fare la sfilata dei personaggi storici invecchiati, un gioco di sicuro fascino, come è stato per Bloch, ma anche un po’ facile e alla lunga poco interessante, soprattutto per i lettori.

La Sergio Bonelli Editore, all'interno del Dylan Dog Color Fest (che trovate ancora in edicola), ha proposto alcuni cross-over tra Dylan e vari personaggi celebri della suo casting di eroi. Se il tuo "Old Boy del futuro" dovesse incontrare il personaggio originale, quale grande consiglio gli darebbe per migliorargli l'esistenza?

Come dicevo, l’old boy del futuro non è più nella condizione esistenziale di dare consigli. Se il Dylan originale gli chiedesse qualcosa sul tempo che li separa, penso potrebbe ripetere una bella riflessione già letta nell’episodio Il signore del silenzio: “Sono gli anni, i mostri...gli anni che passano”.

Alessandro Bilotta e il Dylan Dog del futuro

Parliamo di Friedrichstasse, storia che hai pubblicato nella collana "Le Storie" della Sergio Bonelli Editore: cosa ti ha colpito a tal punto da raccontare una storia d'amore così cupa e profonda? E perché hai scelto di ambientarla proprio durante la Guerra Fredda?

Come per Il principe d’inverno, più che l’ambientazione in sé, mi affascinava il tipo di realtà che potevo descrivere in un mondo del genere. Anche La Dottrina, un mio fumetto di qualche tempo fa, raccontava una storia d’amore impossibile in una realtà distopica in cui erano proibite le emozioni. Ma se in quel caso il mondo era una mia invenzione, so anche che non c’è bisogno di avere fantasia quando si vogliono raccontare le peggiori aberrazioni di cui è capace l’essere umano. Perché più affronto cose belle come una storia d’amore, tanto più queste annegano nel nero catrame del pessimismo, penso sia una domanda che trovi risposta nei più nascosti meandri di me stesso. Ma volendo dare un’interpretazione positiva di questo mio modo di comporre le storie, potrei dire che inconsciamente prendendo dimestichezza con il mare mosso si apprezza il valore della calma piatta.

Alessandro Bilotta e il Dylan Dog del futuro

So che stai lavorando a un graphic novel insieme a Paolo Martinello. Se non sbaglio, la storia sarà ambientata a Roma, la città che ami. Vuoi dirci qualcosa di più?

Con Paolo Martinello abbiamo lavorato diversi anni a un graphic novel dipinto, ambientato a Roma e in cui Roma è centrale. È uno dei miei progetti più ambiziosi, ma adesso è in pausa perché stiamo cominciando a realizzare le prime pagine di qualcosa per noi altrettanto importante, dai temi e dalle atmosfere simili. Si tratta di una nuova storia di Valter Buio, anche questa dipinta, che nelle nostre ambizioni attraverserà temi e metodi di racconto inediti per un fumetto.

Se la Marvel o la DC Comics ti chiedessero di scrivere un fumetto per loro, quale supereroe vorresti che ti assegnassero?

Della DC Comics vorrei Plastic Man di Jack Cole, della Marvel Namor the Sub-Mariner di Bill Everett. A parte la venerazione che ho per Cole ed Everett, che per me sono due geni del fumetto americano, penso che entrambi i personaggi riposino da tempo inutilizzati. Di Plastic Man realizzerei delle storie psichedeliche, magari ambientandole negli anni Sessanta, inserendolo in piena Pop Art, considerando che secondo me Cole e il suo uomo di gomma ne sono stati dei precursori. Di Namor mi piacerebbe scrivere storie che raccontino il regno dei Sette Mari e come lui lo governa, gli intrighi di palazzo, il conflitto razzista con la razza umana, il suo conflitto esistenziale da mezzo atlantideo e mezzo uomo. Ce n’è di che fare un’opera shakespeariana. Va bene, hai stimolato la mia fantasia...

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.
  • shares
  • Mail

I commenti sono momentaneamente disabilitati. Saranno nuovamente abilitati nei prossimi giorni.
Ci scusiamo con i nostri lettori.