Ultimate FF, la Marvel chiude la testata con il numero #6

Non tutti i rilanci dell'iniziativa degli All-New Marvel NOW! sono andati abbastanza bene da meritarsi una pubblicazione più lunga: dopo neanche tre mesi di agonia, la Marvel ha deciso di cancellare Ultimate FF!

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Pensata per essere la testata del rilancio dei Fantastici Quattro nell'universo Ultimate della Marvel, Ultimate FF era partita con tutte le buone intenzioni: assoldati Sue Storm, Tony Stark, Sam Wilson e Machine Man come membri ufficiali di questa nuova versione della Fondazione Futuro, l'autore Joshua Hale Fialkov e il disegnatore Mario Guevara pensavano che al grande pubblico sarebbe piaciuta l'idea di avere un supergruppo assortito in maniera così "particolare" (se così vogliamo dire). Ma il pubblico a cui si è rivolta la testata non sembra aver gradito molto l'idea e, dopo neanche tre mesi di pubblicazione e dopo aver raccolto dei risultati abbastanza scadenti anche per un prodotto marveliano, i vertici della casa editrice hanno ben pensato di tagliar fuori Ultimate FF dalle uscite mensili. Un brutto colpo per Fialkov che, per colpa di una non meglio specificata malattia, non è riuscito neanche a scrivere il finale della storia che aveva iniziato. Ma perché la Marvel si ostina a pubblicare testate che andranno poi a finire nel dimenticatoio?

Rilanciare, rilanciare e ancora rilanciare...

Come ho già spiegato un paio di volte su queste pagine, rilanciare una testata X o lanciare una nuova testata assemblando vari superteam con componenti presi a casaccio dal Marvel Universe è diventata ormai una prassi. Ma se prima di Avengers Vs X-Men le cose erano fatte con un po' più di criterio, è con l'uscita dell'iniziativa Marvel NOW! che la casa editrice americana ha iniziato ad inondare le fumetterie americane di nuovi fumetti che, spesso e volentieri, non riuscivano proprio a trovare una loro collazione all'interno del vastissimo Marvel Universe. Ma perché sprecare soldi, lavoro e carta con la speranza (spesso vana) di conquistare nuovi lettori? Beh, è semplice: un lettore, vedendo il numero #1 di una qualsiasi testata, prova ad acquistare la stessa sia per curiosità che per collezionismo e, se la storia è ben architettata e le speranze sono buone, l'acquirente continuerà sicuramente a seguire le uscite regolari dell'albo. La Marvel cerca quindi di sfruttare l'effetto novità, e la cosa sembrava andare bene...fino a quando le testate non hanno iniziato a moltiplicarsi in maniera esponenziale!

Il difetto delle varie iniziative è stato appunto quello di lanciare qualcosa come almeno una trentina di nuove testate nell'arco di 5/6 mesi, a fronte di una pubblicazione generale di uscite mensili che variano dai 107 ai 115 albi/graphic novel/trade paperback. Un ammontare di materiale enorme, che la Marvel non ha assolutamente problemi a pubblicare ma che, a conti fatti, spesso rimane sugli scaffali delle fumetterie americane. Non sapendo con esattezza la tiratura mensile dei prodotti marveliani, azzardo quindi che il reso di alcune testate sarà sicuramente superiore al venduto generale delle opere pubblicate. Ma come ho detto, stiamo pur sempre parlando di una casa editrice enorme qual è la Marvel che, non avendo problemi di sorta, può benissimo tagliar via i "rami secchi (testate che vendono poco)" per rimpiazzarli con nuove gemme da cui potrebbero nascere frutti interessanti...

Per loro fortuna, gli autori possono pescare da un parco personaggi che comprende qualcosa come oltre 5.000 tra eroi, supereroi, cattivi e comprimari, quindi trovare nuove idee da presentare agli editor non è poi così difficile. Ma questo metodo quasi "industriale" di sfruttamento del brand applicato al fumetto è decisamente duro da digerire perché, diversamente dalla Image Comics, nessuno degli autori che lavora in Marvel detiene i diritti dei personaggi creati per la casa editrice. E terminata la serializzazione di una testata, gli autori sono costretti a trovarsi una nuova storia su cui lavorare quando, se le cose fossero gestite in maniera diversa, il lancio o il rilancio di una nuova testata può essere pensato per durare più a lungo di neanche tre mesi di pubblicazione!

via | Comic Book Resources

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