Spider-Woman #1, la variant cover di Milo Manara crea un polverone sul web

Non avrei mai pensato che una cover del maestro Milo Manara riuscisse a creare così tanto scalpore tra le fila degli addetti ai lavori e degli appassionati di fumetto ed invece, come al solito, mi son dovuto ricredere!

I fatti sono questi: la variant cover di Spider-Woman #1 (che vi ho presentato in questo articolo) che Milo Manara ha realizzato per celebrare il primo numero della nuova testata dedicata a Jessica Drew non è piaciuta a un bel po' di persone che, a quanto pare, reputano il lavoro del maestro offensivo e poco attinente al contesto generale dell'albo e del personaggio in questione. La notizia è stata diramata da Comic Book Resources che, dopo aver monitorato con attenzione le varie critiche espresse sull'illustrazione di Manara, ha rilasciato un post dove sono state raccolte le opinioni di alcuni dei più grandi siti d'informazione fumettistica americana. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di analizzare, insieme a voi, quelle che sono state le critiche che il fumettomondo americano ha riservato a Manara e alla cover del numero #1 di Spider-Woman.

Spider-Woman e Milo Manara: una questione spinosa

Milo-Manara-Spider-Woman-Cover-Detail

I primi ad aprire la polemica circa l'illustrazione di Spider-Woman realizzata da Milo Manara sono stati i ragazzi di Bleeding Cool che, lanciando una provocazione abbastanza pesante all'indirizzo della Marvel, hanno evidenziato che la cover "disturbante" di Jessica Drew altro non è che una riproposizione in chiave moderna di una delle tante copertine de Il Gioco, uno dei fumetti più famosi del maestro. Dichiarando che una cover del genere non è assolutamente in linea con gli intenti del Women Of Marvel Panel presentato durante il San Diego Comic-con 2014, gli editor di Bleeding Cool si sono scagliati a testa bassa contro il disegnatore italiano e contro la casa editrice americana, rea d'aver intenzione di pubblicare una cover del genere. Altrettanto pesanti sono stati i giudizi espressi da Jill Pantozzi sul blog di cultura pop The Mary Sue dove, nel post Marvel, This Is When You Send An Artist Back To The Drawing Board, l'autrice dichiara che la cover non ispira confidenza nel lettore che, disgustato dalla posa di Jessica Drew, sicuramente non acquisterà l'albo in questione. Hanno deciso di dire la loro anche siti come io9 (che critica la scelta della Marvel di affidare a Manara la cover di un albo dedicato al grande pubblico), Vox (che punta il dito contro l'ipocrisia della casa editrice in merito alle posizioni prese sul ruolo delle donne nei fumetti), Slate (che paragona la posa di Jessica Drew a quella di una persona che sta per fare una colonscopia), Elle (che chiede ai lettori di immaginare Spider-man nella stessa posa di Spider-woman) e Bustle (che giudica irresponsabile la scelta della Marvel).

A questo punto, e visto che sono riuscito a descrivere più o meno le polemiche messe in atto dalla stampa americana, mi sento in dovere di dire la mia in merito a questa vicenda che, per il sottoscritto, è la cosa più grottesca e assurda che mi sia capitata di leggere da tempo immemore! Dico questo perché, oltre a non trovare niente di offensivo nella cover di Manara, reputo l'atteggiamento dei media americani abbastanza ipocrita: quante volte le cover degli albi americani mostrano donne in posizioni ed in abiti ben più provocanti? E non sto parlando di albi underground, ma di fumetti di primissimo piano come, ad esempio, i Fantastici Quattro degli anni novanta (dove il costume di Sue Storm era diventato una cosa ai limiti della decenza) o Power Girl, senza contare le svariate cover che vedono come protagonista la maga Zatanna. Il maestro, che qui si è limitato a ritrarre Spider-woman (vestita di tutto punto) in maniera si provocante ma comunque non eccessivamente esagerata, ha solo messo del suo per rappresentare al meglio il "lato B" della protagonista...una cosa nel suo stile, insomma, ma niente di così esageratamente provocante!

Non per difendere a spada tratta il maestro Manara solo perché italiano o solo perché è una delle figure più importanti del fumetto internazionale, ma molti dei detrattori dovrebbero andare a riguardare quello che si produceva in America quando c'era ancora il Comics Code e quello che si produceva in Italia negli stessi anni. Perché si, in Italia non avevamo il Comics Code (e fumetti come Satanik di Magnus sono qui a dimostrarcelo), ma la qualità generale delle opere pubblicate era di gran lunga superiore al parecchie delle produzioni statunitensi dell'epoca. E criticare Manara per una semplice cover mi sembra qui una cosa da finto-perbenisti di prima categoria.

In alto trovate una bella intervista a Milo Manara che, come vedrete, è intervenuto in prima persona durante l'Etna Comics 2014.

via | Comic Book Resources

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