Dylan Dog, il rilancio parte dallo Spazio Profondo

Come avete visto dalla diretta dell'evento dedicato al nuovo corso editoriale di Dylan Dog, saranno Roberto Recchioni e Nicola Mari a traghettare l'Indagatore dell'Incubo nello "Spazio Profondo" della sua nuova stagione di avventure!

Parlare di Dylan Dog - Spazio Profondo (numero #337 della collana) anticipando quelli che sono i contenuti salienti della storia sarebbe un delitto, anche perché mancano poco meno di 24 ore all'uscita dell'albo. Ma ricollegandoci a quanto abbiamo sentito oggi durante la conferenza stampa dobbiamo, in questo breve post di analisi sulla nuova vita editoriale di Dylan Dog, partire proprio da Spazio Profondo e dai cambiamenti che quest'albo porterà nella continuity della testata bonelliana. A conti fatti, se ci ragionate un attimo, quello che la Sergio Bonelli Editore e Roberto Recchioni hanno creato per Dylan Dog è, né più e né meno, una specie di reboot miscelato ad una vecchia concezione del personaggio che era andata persa già da troppo tempo. Recchioni lo ha rimarcato più volte, sia sul palco della conferenza stampa che sui vari social network: questo non è un Dylan Dog 2.0, quanto piuttosto un ritorno alle origini in chiave moderna. E Spazio Profondo, giusto per fare un parallelismo che potrebbe aiutarvi a capire meglio il processo, altro non è che il numero "shock" che darà il via alla nuova stagione di avventure dell'eroe...un po' come lo è stato il numero #700 di Amazing Spider-man!

Spazio Profondo: tutto l'horror che volevamo

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Le vere storie sci-fi di Dylan Dog si possono contare sulla punta delle dita anche perché, se il lettore italiano "da edicola" cerca astronavi, alieni, tecnologia e armi futuristiche, la Sergio Bonelli Editore ha in serbo per lui il buon Nathan Never, che di ambientazioni spaziali ne ha in abbondanza. Ma questo è pur sempre Dylan Dog e l'orrore, che è la portata principale della testata bonelliana, può anche arrivare dallo spazio dove, come recitava una delle tagline di Alien, "nessuno può sentirti urlare". Ed è importante qui capire, ma questo lo scopriremo solo dai prossimi numeri, come mai Roberto Recchioni abbia voluto riportare l'orrore in Dylan Dog proprio usando quell'ambientazione futuristica che sembra tanto cara all'autore romano (Orfani vi dice niente?). Sicuramente c'è un collegamento tra Spazio Profondo e il Dylan Dog "in divenire", ma è un qualcosa che noi lettori potremo cogliere solo quando i pezzi del puzzle che Recchioni ha preparato per noi saranno tutti disposti secondo l'ordine prestabilito. Un ordine che, secondo il mio modesto parere, può essere qui abbozzato tramite l'analisi delle testate che andranno a comporre la nuova linea editoriale dell'Old Boy londinese.

Recchioni lo ha detto: la testata principale sarà sempre una ed una soltanto nonostante, come sapete, la rivoluzione della linea editoriale di Dylan Dog ha coinvolto tutte le produzioni che gravitano attorno al mondo dell'Indagatore dell'Incubo. Partiamo quindi dal Maxi Dylan Dog - Old Boy che, diventato quadrimestrale (tre uscite all'anno), rimarrà qui ancorato all'ambientazione classica di Dylan Dog: Bloch non va in pensione, Groucho non comprerà nessuno smartphone e le cose rimarranno esattamente come Tiziano Sclavi le aveva immaginate nel 1986. Di contro, e qui viene il bello, ecco che Lo Speciale di Dylan Dog viene qui ambientato in un futuro alternativo dove Dylan, stanco ed invecchiato, deve fronteggiare un'epidemia zombie cavalcando quella che è l'esperienza horror/thriller di grandi prodotti del fumetto quali, ad esempio, il famoso The Walking Dead di Robert Kirkman. Abbiamo quindi una testata sul presente (la serie regolare), una testata sul passato (il Maxi Dylan Dog - Old Boy) e una testata sul futuro (Lo Speciale)...cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che, oltre ad accontentare tutti i lettori (vecchi e nuovi che siano), Dylan diventa qui protagonista assoluto di tre distinti universi che, e l'ipotesi è davvero affascinante, potrebbero qui incontrarsi in modi e tempi che solo Recchioni e il suo staff conoscono!

A chiudere il tutto abbiamo il Color Fest (che ritornerà qui alla sua natura sperimentale, con il coinvolgimento di autori ed artisti assolutamente estranei alle logiche editoriali della Sergio Bonelli Editore) e l'Alamanacco della Paura che qui, e la cosa è davvero intrigante, sarà interamente dedicato alle avventure del pensionato Bloch che, insieme all'amico Dylan (che diventa qui la spalla dell'ispettore), sarà coinvolto in una serie di indagini tutte incentrate sull'orrore più puro!

A memoria di tutti quelli che, tra voi, non hanno potuto vedere in diretta il trailer di Dylan Dog che la Sergio Bonelli Editore ha tramesso durante la conferenza stampa di oggi, vi posto qui il contributo che la casa editrice ha caricato su Youtube qualche ora fa.

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