Petrucci racconta la sua infanzia

"Gli anni in tasca", La collana di Topipittori in cui i fumettisti raccontano la propria infanzia, si arricchisce di un nuovo prezioso titolo. Si tratta di A caccia di Rane, scritto e disegnato da Michele Petrucci. Terza uscita, dopo Bacio a cinque di Giulia Sagramola e Il magnifico lavativo di Tuono Pettinato, A caccia di rane ripercorre un'unica estate dell'infanzia dell'autore, situata in un cruciale passaggio d'età, nella classica 'linea d'ombra'. Il titolo di ogni capitolo richiama direttamente le fasi di maturazione che dall'uovo passando per il girino portano alla rana. In una bicromia cobalto, con uno stile semplice ed essenziale, ma molto espressivo, Petrucci rievoca con felice leggerezza il mondo magico e aperto a mille possibilità immaginative che il bambino sperimenta mentre si fa strada nella realtà del mondo che lo circonda.

Questa la sinossi di presentazione pubblicata dall'editore sul sito: "Michele vive nella campagna marchigiana. È il 1982. Ma certe volte, quando sei nei boschi, in riva al fiume o fra l’erba alta, chi lo sa davvero che anno è? Perché l’estate è un campo da gioco infinito in cui, di avventura in avventura, attraversi epoche lontane, viaggi in continenti fantastici, vai a caccia di coccodrilli, incontri uomini tigre e mostri leggendari, come il Por Montès, con un occhio solo, capace di mangiarsi anche 12 piatti pastasciutta in un colpo solo. Perché l’estate è il tempo di abbandonarsi e vivere alla deriva come naufraghi, costruendo capanne, andando a caccia di rane, esplorando, correndo, saltando, spiando. Perché una giornata d’estate è un terra di nessuno che può contenere tutto il tempo del mondo".

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