Ant-Man #1, la Marvel realizzerà una variant cover "restringente"

La Marvel ne sa davvero una più del diavolo e, con il film dedicato ad Ant-Man che farà il suo debutto nelle sale cinematografiche a luglio del 2015, la casa editrice americana è già procinto di pubblicare una nuova testata dedicata interamente a Scott Lang!

I più informati tra voi sanno sicuramente che l'Ant-Man del film sarà Hank Pym e non Scott Lang (che sarà invece l'Ant-Man del fumetto), ma non è di questo che voglio parlare nell'articolo di oggi...perché? Perché oggi, oltre a mostrarvi la variant cover che Ed McGuinness ha realizzato per il numero #1 di Ant-Man (che uscirà a gennaio del 2015), parleremo di una "nuova tecnologia" che la Marvel ha sviluppato per la pubblicazione di questa nuova avventura editoriale di Scott Lang: le shrinking variant! Per spiegarvi bene in cosa consiste questa nuova tecnologia, voglio che fissiate con attenzione l'immagine (che trovate qui sotto) relativa alla cover di Ant-Man, in modo che possiate avere bene a mente quello che sto per dirvi. Ora che avete ben impresso l'immagine nella vostra mente, provate a pensare se quell'Ant-Man avesse una dimensione diversa per ogni singola variant cover e che, al momento della stampa, nessuna delle immagini sia una uguale all'altra. Una cosa fantastica, direte voi...una cosa che la Marvel è riuscita a realizzare con estrema facilità! Non so come diavolo ci siano riusciti, eppure gli editor e i tecnici della Marvel hanno portato avanti un progetto che dire fantastico è poco anche se, come potete ben immaginare, ognuna di queste variant cover è numerata ed esclusiva, e sarà distribuita nelle fumetterie americane solo ed esclusivamente se il rivenditore avrà acquistato un tot numero di copie di Ant-Man #1. A questo punto la domanda è più che spontanea: come avranno fatto alla Marvel a produrre così tante variant cover con un Ant-Man di dimensioni variabili?

Il mistero delle (e nelle) rotative...

Ant-Man-1-McGuinness-Shrinking-Variant-Marvel-Comics

Diversamente da quanto avviene in Italia, gli albi americani sono (quasi) tutti realizzati senza una copertina di cartoncino. I motivi sono presto detti: realizzare cover e albo con lo stesso materiale abbatte di molto i costi di produzione dello stesso, permettendo allo stesso tempo di produrre il fumetto in tempi decisamente ridotti. Considerate che gli Stati Uniti d'America non sono l'Italia e che, senza una programmazione adeguata delle uscite, le case editrici si troverebbero in seria difficoltà, perché mandare un fumetto in giro per un continente formato da 50 stati non è come mandare nelle edicole/fumetterie un albo in 20 regioni di uno stato piccolo come quello italiano (pensate che solo la California è più grande di tutto il nostro "Bel Paese")! Supponendo quindi che Ant-Man #1 sia stato realizzato seguendo lo stesso schema degli altri albi, c'è qui da capire come hanno fatto gli addetti alla stampa degli albi a "miniaturizzare" Ant-Man in ogni singola variant-cover. Ma il segreto è presto svelato: il lavoro è stato fatto solo grazie alla digitalizzazione del comparto stampa!

Avendo una tipografia sotto casa, so perfettamente come funzionano i caratteri mobili e so come venivano realizzati giornali, libri e riviste, e non sto qui a spiegarvi cosa sono i caratteri mobili e tutta quella serie di piccole e grandi invenzioni che hanno permesso all'umanità di conoscere il piacere della lettura. Parliamo invece del caso della variant cover di Ant-Man che, secondo me, è stata realizzata tutta in una sola sessione: avendo ora a disposizione delle grandissimi stampanti che realizzano gran parte del materiale pubblicato sfruttando tecnologie ben più avanzate di quelle di una semplice tipografia, credo che il segreto della variant cover stia tutto nel momento in cui sono state inserite le immagini da stampare, perché è lì che si nasconde il principio base di questa "nuova tecnologia".

Inserendo un numero prestabilito di variant cover all'interno del ciclo di stampa, gli addetti potrebbero aver caricato tot immagini diverse della cover che la macchina, una volta riconosciute, ha realizzato proprio come richiesto dall'operatore "a monte". Questa è sicuramente l'ipotesi più semplice e realistica, perché non credo proprio che una qualsiasi delle macchine di ultima generazione possa ridurre "in real time" una porzione di una stampa partendo da una singola immagine. Quindi, a tot immagini, sono corrisposte tot stampe diverse. Un nuovo metodo per spillare soldi ai lettori? Probabilmente si, ma è sempre bello/romantico pensare che le case editrici pensino a nuovi metodi di stampa dei loro lavori...

A monte, troverete qui un piccolo estratto della storia di Ant-Man pubblicato dai ragazzi di WatchMojo.com.

via | Newsarama

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