Auguri Hayao Miyazaki, il regista compie oggi i suoi primi settantaquattro anni!

Potevo dimenticarmi del compleanno del maestro Hayao Miyazaki? Certo che no, ed infatti corro subito ad omaggiare il regista ed autore giapponese con un articolo interamente dedicato a lui!

Parlare del maestro Hayao Miyazaki sembra cosa facile, ma in realtà è molto, molto difficile riuscire a esprimere la grandezza dell'animatore, autore e regista giapponese in poche e semplici parole. Nato a Tokyo il 5 gennaio del 1941, Miyazaki è sicuramente una mosca bianca all'interno del rigidissimo e protocollato mondo dell'animazione giapponese che, solo grazie alle sue opere, è riuscita a sbarcare in un ambiente molto difficile ed elitario come quello dell'Academy Americana, che nel 2003 dovette riconoscere la supremazia de La Città Incantata assegnandogli l'Oscar come Miglior Film d'Animazione. Quello stesso Oscar che Miyazaki non è andato a ritirare perché in polemica con il Governo degli Stati Uniti d'America che, proprio nel periodo in cui si premiavano i vincitori dei prestigiosi riconoscimenti, stava bombardando l'Iraq in una guerra al terrorismo che l'autore giapponese non ha digerito per niente. Le posizioni di Miyazaki circa la guerra sono sempre state nettissime: pacifista convinto, Miyazaki è uno dei pochi autori giapponesi che non le manda a dire ed anzi, più volte e con toni sempre molto netti e lapidari, il regista è andato in contrasto persino contro la governance nipponica (soprattutto riguardo l'ambiente, la conservazione del territorio e l'uso dell'energia nucleare, da sempre temi molto cari al maestro). Ma Miyazaki può permettersi questo ed altro perché, come ho detto prima, il mondo della cultura e dell'animazione giapponese ha un grosso debito di favore nei confronti del nostro Hayao!

Animazione Giapponese anno 2014: Miyazaki, salvaci tu!

Academy Of Motion Picture Arts And Sciences' 2014 Governors Awards - Arrivals

Sin da quando Hayao Miyazaki è entrato "di peso" nel mondo dell'industria dell'animazione giapponese, la differenza tra i prodotti del maestro con quelli pubblicati annualmente in Giappone si è ingigantita a tal punto che è diventato ormai difficile distogliere lo sguardo dalla realtà. Lo Studio Ghibli, nel bene e nel male (perché neanche il maestro ha il tocco di Re Mida di Ovidio, sia ben chiaro), è stato in grado di riportare l'animazione giapponese in una dimensione molto più riflessiva ed armoniosa, discostandosi in maniera netta e precisa dalle produzioni più "mainstream", ricavate spesso da opere a fumetti e da light-novel/romanzi. Perché questo, purtroppo per noi, è il pregio/difetto delle produzioni animate giapponesi: avendo un parco pressoché sconfinato di pubblicazioni, gli studi d'animazione fanno presto ad accaparrarsi i diritti per la realizzazione di serie basate su prodotti già conosciuti ed apprezzati da una determinata fetta di utenti/lettori giapponesi, quindi viene molto facile produrre serie animate di cui storia e personaggi sono già stati trattati in maniera approfondita dagli autori delle opere stesse. Ma Miyazaki è riuscito a riportare, nella mente e nel cuore dei tanti animatori giapponesi, l'idea che un prodotto di qualità non dev'essere per forza frutto di un'opera preesistente e che anzi, con un buon team e con voglia di fare, si possono produrre lavori che possono essere apprezzati senza che vi sia alcun supporto cartaceo.

Il mio ragionamento, che può sembrare un'accusa al mondo dell'animazione giapponese, non è affatto una critica spietata verso un'industria che ci ha donato tanti prodotti di altissima qualità, anzi. Ma è innegabile come, da almeno una ventina d'anni a questa parte, i giapponesi hanno applicato ad un'arte "lenta" qual è l'animazione un sistema di tipo "industrializzato" che sta rovinando un po' quella poesia che avevano alcune produzioni del passato. Rallentare un po' l'uscita di certi prodotti e diversificare il mercato farebbe sicuramente bene all'animazione nipponica che, ritornando a puntare su sceneggiatori e animatori, ritroverebbe sicuramente la via tracciata da Miyazaki con i suoi film. Ma se la crisi economica continuerà a mordere le caviglie degli studi d'animazione, difficilmente i professionisti del settore potranno aspettare dai tre ai cinque anni per produrre serie animate che non sono tratte da opere a fumetti/romanzi...

Con la speranza che il "Miyazaki-pensiero" possa re-infondersi nelle matite e nei fogli d'acetato dei produttori giapponesi, pubblico il bellissimo video in cui si vede il maestro animare quella che sarà la sequenza finale di Si alza il vento, ultimo film realizzato dal regista giapponese prima dell'annunciato ritiro.

Ah, quasi dimenticavo: tanjoubi omedetou gozaimasu, Miyazaki sensei (buon compleanno, maestro Miyazaki)!

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