Attacco al Charlie Hebdo, le vignette di commemorazione dai fumettisti internazionali

Sia nel mondo del fumetto italiano che in quello del fumetto francese, si è deciso di rispondere alla violenza dell'estremismo religioso con l'unica arma che i ragazzi conoscono bene: la satira.

Aggiornamento a cura di Francesco Fusillo

Uderzo-Asterix-Charlie-Hebdo

Anche il grande Alberto Aleandro Uderzo, fumettista francese di origini italiane e storico disegnatore di Asterix, ha deciso di omaggiare a modo suo le vittime dell'attentato al Charlie Hebdo, riprendendo la matita in mano a distanza di quattro anni dall'annunciato ritiro. Il maestro non ha perso nulla del suo tocco e, con un disegno semplice ma di grande impatto, Uderzo fa togliere gli elmetti ad Asterix (che ha in mano una rosa da donare alle vittime dell'attacco) ed Obelix che, in segno di rispetto, porgono il capo davanti alla tragedia accaduta ieri a Parigi. Bellissima la raffigurazione del cagnolino Idefix che, con il muso triste e le orecchie abbassate, porge le spalle in segno di lutto.

Aggiornamento a cura di VastaMaria - 8/01/2015

Non si placa l’indignazione per la tragedia avvenuta ieri presso la redazione del Charlie Hebdo, dove hanno perso la vita Cabu, Charb, Wolinski, Tignous, Philippe Honoré e molte altre persone, vittime di un attentato che ha lasciato l’amaro in bocca al mondo intero. A distanza di un giorno da un evento che lascerà senza dubbio un segno nella storia dell’Europa, si fanno sentire le voci di fumettisti e illustratori italiani e stranieri, che dicono no alla violenza, specialmente quando questa viene usata per rispondere a delle semplici vignette disegnate su un foglio di carta.

Per onorare la memoria di quanti ieri hanno perso la vita, su Twitter, Facebook, Instagram e su tutti i social network, sono state pubblicate moltissime vignette, vignette che si raccontano da sole, che non necessitano di ulteriori spiegazioni, come quella di Steve Bell, che di fronte a quanto accaduto, avrebbe invitato tutti ad alzarsi e dire “no” a chi cerca di spaventarci usando la morte.

Qui sotto potete trovare le immagini realizzate dai vignettisti, fumettisti ed artisti di tutto il mondo, per rispondere al feroce attacco alla libertà di espressione a cui abbiamo assistito nelle scorse ore.

Break one, thousand will rise #CharlieHebdo #JeSuisCharlie #raiseyourpencil

Ein von Lucille Clerc (@lucille_clerc) gepostetes Foto am Jan 1, 2015 um 2:12 PST

Una delle vignette senza dubbio più toccanti (e più condivise sui social network in questi giorni) fra quelle realizzate in risposta all’attentato francese è quella ad opera dell’illustratrice Lucille Clerc (erroneamente attribuita però all’artista inglese Banksy, che l'ha rilasciata sul web). L’immagine - accompagnata dalla frase "Spezzane una, mille ne nasceranno" - è semplice, ma di grande effetto, e sottolinea come, anche spezzando mille matite, la violenza non potrà mai mettere a tacere la verità.

Foto | TheGuardian

Attacco terroristico al Charlie Hebdo, le vittime commemorate dai fumettisti francesi

Aggiornamento del 7/01/15 di Francesco Fusillo

Ne hanno parlato i nostri vignettisti e fumettisti prima di tutti (qui il post sulle prime dichiarazioni degli autori ed artisti italiani) ed i francesi, che mentre state leggendo l'articolo sono in piazza a Parigi a sventolare delle matite in ricordo di Cabu, Charb, Wolinski, Tignous e di tutte le vittime dell'attentato di oggi alla redazione del Charlie Hebdo, stanno dimostrando d'aver recepito perfettamente la lezione di libertà che i ragazzi del settimanale satirico hanno pagato al costo della loro stessa vita. Armati solo di carta, matite, inchiostro e colori, i vignettisti francesi hanno dato sfoggio della loro creatività anche in questa occasione di lutto per tutto il mondo del fumetto. Non vedevo omaggi così splendidi e toccanti dai tanto tempo e forse, consapevoli del fatto che è ingiusto morire per un disegnino su un pezzo di carta, i fumettisti francesi hanno imparato che è giunto il momento di alzare la testa e di dire basta ad ogni tipo di censura, imposizione o fatwa. Ad incaricarsi di raccogliere le vignette più belle ci ha pensato Libération, quotidiano della sinistra francese che si sta occupando di reperire tutti gli omaggi che i vari autori francesi stanno postando in queste ore su Twitter, Facebook e sui vari social network/blog.

Strage al Charlie Hebdo: la reazione dei fumettisti francesi

Fumettisti per Charlie Hebdo

Iniziamo subito con l'omaggio scritto di Johann Sfar che, dimenticato per un attimo di essere un disegnatore tra i più apprezzati anche fuori dai confini francofoni, scrive con l'inchiostro una frase potente e carica di significato: "Pensavano di prendersela con i disegnatori, ma oggi è sull'Islam che hanno fatto fuoco". Parole pesantissime quelle di Sfar, che non ha usato mezze parole per dimostrare a questi estremisti che azioni del genere si ritorcono soprattutto su persone che con loro non hanno niente a che fare.

Di difficile interpretazione per noi italiani è la vignetta del bravissimo Boulet quindi, per una traduzione più approfondita, mi sono fatto aiutare dall'amico madrelingua francese Massimiliano Fusillo: dopo aver lasciato una bella "deiezione" sulla testa di un terrorista, una copia del Charlie Hebdo vola libera in aria come se fosse un "canard" (anatra), termine che i francesi usano per identificare una testata giornalistica/rivista. La frase scritta sulla vignetta si traduce quindi come "Un'anatra/giornale volerà sempre più in alto dei fucili".

Di forte impatto la vignetta di Plantu che, su di un cartello disegnato con una matita che rilascia sangue, ha scritto la frase "Con tutto il cuore, Charlie Hebdo".

Fumettisti per Charlie Hebdo

Durissima la vignetta di Rémi Malingrëy, collaboratore del quotidiano Libération: sul corpo di una delle vittime viene stampato un sorriso con dei proiettili, con il sangue che cola copioso dalla bocca. Ma è la scritta "La mia arma: la risata" è quella che da il senso a questa truce quanto toccante vignetta.

Fumettisti per Charlie Hebdo

Ci sono poi un paio di vignette "non-francesi" che vorrei segnalarvi. La prima è sicuramente quella dell'autore australiano Richard Pope che, ritratto un terrorista che ha appena ucciso un fumettista, fa esclamare all'assassino la frase "È lui che ha disegnato per primo!".

La seconda è una bella foto composta dall'illustratore cileno Francisco Javier Olea che, ricreato un fucile con gli attrezzi tipici di un fumettista (squadretta, matite, pennarello, gomme, temperamatite e tutto il resto), scrive convinto "Andiamo a prendere le armi, compagni", a dimostrazione di come un fumettista non abbia nulla da che difendersi se non la sua libertà di parola.

Cercherò altre vignette anche degli autori italiani, che sicuramente avranno molto da dire in merito alle vicende accadute oggi a Parigi.

via | Libération

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