Zerocalcare, Internazionale ristampa Kobane Calling

Kobane Calling, ottimo intervento di graphic journalism pubblicato da Michele "Zerocalcare" Rech, sarà ristampato sul prossimo numero di Internazionale!

La redazione della rivista ha fatto sapere, tramite un post sul blog ufficiale di Internazionale, che il numero di venerdì 23 gennaio 2015 conterrà anche Kobane Calling, storia a fumetti di quaranta pagine che Michele "Zerocalcare" Rech ha realizzato nel periodo in cui è andato a far visita al confine turco-siriano. Un reportage bellissimo, che ho avuto modo di leggere con piacere e che meritava sicuramente di essere ristampato in tempi brevi, visto che il numero del 16 gennaio è stato praticamente un "sold-out" annunciato. Bene hanno fatto il direttore Giovanni De Mauro e i ragazzi della redazione di Internazionale a ripubblicare subito la storia di Zerocalcare, anche perché i soliti "avvoltoi" hanno già iniziato a diffondere alcune copie del numero con la storia di Michele a prezzi che arrivano anche a 350 euro a copia! Un fenomeno assurdo, quello delle copie esaurite messe all'asta a prezzi da capogiro, che sicuramente non fa bene né al mondo del fumetto e né tantomeno ai siti che propongo aste online, anche perché "sciacallare" sulla passione dei lettori è qualcosa di così meschino che difficilmente si riesce a trovare una parola per esprimere tutto il disgusto che proviamo quando vediamo speculazioni del genere. Ma purtroppo il mondo va così, e i soldi "facili" fanno comodo a tutti...

Kobane Calling: Zerocalcare al massimo potenziale narrativo

Internazionale-Zerocalcare

Una cosa è certa: Kobane Calling è una storia di Zerocalcare al 100%, con tutte le gag tipiche del fumettista romano (discorso con l'Armadillo incluso). Ma in Kobane Calling c'è qualcosa che Michele ha già infuso in abbondanza nelle pagine di Dimentica il mio nome, ed è qualcosa che i lettori più attenti avranno subito individuato sin dalle prime battute del fumetto. Di cosa sto parlando? Ma ovviamente della carica emozionale che Michele ha riversato nelle immagini (ma soprattutto nelle parole) di Kobane Calling: portando come filo conduttore quella "piccola macchia di pixel" che l'autore non riusciva ad identificare tra le motivazioni del viaggio a Kobane, Zerocalcare ha giocato a fare il giornalista alla sua maniera, inframezzando la storia con momenti leggeri che aiutano il lettore a capire bene come si vive al confine turco-siriano. Dai piccoli drammi alimentari di Michele fino alla storia di Salì, ogni singola vignetta trasuda una carica emozionale fortissima anche perché, leggendo le conclusioni finali di Kobane Calling, si capisce benissimo che Zerocalcare ha vissuto questo viaggio in maniera molto intensa e partecipata.

La stessa partecipazione emotiva che Zerocalcare ha infuso in Dimentica il mio nome dove, nel raccontare in maniera romanzata la storia della sua famiglia, Michele ha usato alcune "metafore fumettistiche" che permettono al lettore di capire, in maniera "filtrata", lo stato d'animo dell'autore. Di diverso c'è che, in Kobane Calling, Zerocalcare ha dovuto raccontare i fatti in maniera nuda e cruda, ed il "filtro" che questo ha applicato in alcuni passaggi di Dimentica il mio nome non si è reso necessario, anche perché sarebbe stato difficilissimo cercare un animale che possa rappresentare degnamente gli uomini e le donne di Kobane.

Con la speranza che Internazionale possa raccogliere Kobane Calling in un formato più consono a noi amanti del fumetto (magari con una bella raccolta di tutte le vignette pubblicate dall'autore sulla rivista), ripubblichiamo con piacere il booktrailer della storia.

via | Internazionale

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