Je Suis Charlie, il libro firmato da Rizzoli Lizard/Corriere della Sera è stato ritirato dalle librerie

Le polemiche seguite alla pubblicazione del volume Je Suis Charlie da parte di Rizzoli Lizard/Corriere della Sera hanno avuto effetti nefasti sull'affidabilità della casa editrice...

Come alcuni di voi ricorderanno, i fumettisti italiani che s'erano resi protagonisti di omaggi a titolo gratuito alle vittime dell'attentato terroristico alla redazione del Charlie Hebdo s'erano rivoltati in massa contro Rizzoli Lizard/Corriere della Sera che, con un'operazione decisamente discutibile e poco trasparente, ha praticamente "preso in prestito" tutte le vignette pubblicate sui social per realizzare il volume (successivamente distribuito in edicola e libreria) dal titolo Je Suis Charlie. Nonostante l'intento di Rizzoli Lizard/Corriere della Sera era quello di devolvere l'intero ricavato delle vendite in favore delle famiglie a cui i fondamentalisti religiosi hanno strappato via gli affetti più cari, i fumettisti italiani (tra cui figurano nomi di primissimo piano quali Roberto Recchioni, Leo Ortolani e Giacomo "Keison" Bevilacqua, solo per citarne alcuni) hanno chiesto a Ferruccio de Bortoli (direttore del Corsera) di scusarsi pubblicamente per il furto di vignette, cosa che questo ha fatto in maniera abbastanza pasticciata. Anche Recchioni ha provato a parlare con De Bortoli e, dopo aver incontrato il direttore del Corriere della Sera, il fumettista romano s'era dimostrato ben disposto verso una timidissima apertura nei confronti della direzione del quotidiano italiano. Ma allora perché, con una nota arrivata nelle fumetterie di tutta Italia, Rizzoli Lizard ha deciso di ritirare tutte le copie di Je Suis Charlie dagli scaffali?

Je Suis Charlie: il volume della discordia

Je-Suis-Charlie-Corriere-Della-Sera

Prima che il blog della fumetteria Antani Comics riportasse la nota in cui si chiedeva il ritiro di Je Suis Charlie, Rizzoli Lizard e Corriere della Sera avevano già provveduto a riprendersi tutte le copie del volume dal canale edicola, cosa che ha subito lasciato intendere una parziale vittoria dei fumettisti coinvolti nelle vicende. La nota, che riporto dal blog Come se fosse Antani..., recita questo:


    Gentile Libraio/Libraia

    nei giorni scorsi Vi è stato consegnato il seguente titolo:

    1708210 Je suis Charlie - AA.VV.- euro 4,90 (ean 9788817082105)
    Il titolo in questione VA RITIRATO dalla vendita

    Vi chiediamo quindi di inserire le copie ricevute e invendute alla prima resa utile.

    Ci scusiamo per il disagio procurato e Vi ringraziamo fin d’ora per la collaborazione

    RCS Commerciale Libri Trade

Come potete leggere, la RCS Commerciale Libri Trade richiede il ritiro forzato dalla vendita per un volume che è in libreria da poco più di due settimane, cosa assurda per un prodotto che è ancora "vendibile". La paura di un'azione congiunta tra fumettisti e la mediazione offerta da Roberto Recchioni devono aver riportato Ferruccio de Bortoli e i suoi a più miti consigli anche se, ad oggi, non abbiamo notizia di nessuna azione legale intrapresa contro l'editore italiano. I motivi sono semplicissimi: difficilmente un fumettista italiano si "brucerebbe" un canale importate come quello della Rizzoli Lizard e, ben sapendo che il lavoro del disegnatore/autore di fumetti è un continuo "navigare a vista", capisco perfettamente come ci si sente ad avere il coltello dalla parte del manico senza poterlo usare. Pare però che qualche fumettista sia davvero intenzionato ad arrivare alla fine di questa vicenda brandendo come armi denunce e carte bollate e, se mai avremo notizie circa i pochi coraggiosi che avranno avuto il fegato di denunciare RCS e la Rizzoli Lizard, ve ne daremo subito conto.

La vicenda è stata tutta un "pasticciaccio brutto" che nessuno di noi avrebbe mai pensato di dover commentare, ma da un'errore grossolano e banale come questo tutti possono imparare qualcosa, soprattutto quelle case editrici che si sentono abbastanza superiori da arrogarsi il diritto di scavalcare la regola base del buon editore: chiedere sempre all'autore di un contenuto se è disposto a pubblicare o meno il suo lavoro, anche se si tratta di un prodotto da realizzare a scopo benefico.

Tra qualche giorno riparleremo sicuramente del Charlie Hebdo e delle vittime di questa follia omicida senza senso e, per ricordarci il significato della campagna virale Je Suis Charlie, pubblico qui il bellissimo omaggio realizzato da Canal+ in onore di Charb e dei suoi fedeli compagni di viaggio.

via | Come se fosse Antani...

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