Lucca Comics & Games 2015: l'intervista a Milo Manara

Al Lucca Comics & Games 2015 Marcello Durante ha intervistato per Comicsblog Milo Manara.

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Lucca Comics & Games 2015 - Continuano le interviste in esclusiva di Comicsblog al Lucca Comics & Games 2015: dopo James O'Barr, Roberto Recchioni, Emiliano Mammucari e Leo Ortolani, ecco che il nostro Marcello Durante ha intervistato Milo Manara. Registrato all'anagrafe come Maurilio Manara, è uno dei più celebri fumettisti italiani, dal tratto inconfondibile ed estremamente sensuale. Impossibile elencare qui tutte le opere del maestro dell'erotismo italiano a fumetti, opere sia autonome che realizzate su soggetto e sceneggiatura di altri autori, fra i quali ricordiamo Hugo Pratt, Neil Gaiman, Federico Fellini, Alfredo Castelli e Chris Claremont. A proposito, Milo Manara ha colto l'occasione del Lucca Comics & Games 2015 per riproporre la ristampa del suo Viaggio a Tulum e Altre Storie di Federico Fellini, una sceneggiatura mai diventata film a causa della carenza di fondi, ma magistralmente trasformata in fumetto da Milo Manara.

Manara e l'arte: ha disegnato Caravaggio, ma ha anche omaggiato altri grandi pittori. Celeberrimo è il suo omaggio a Klimt. Ci sono altri artisti nel suo futuro?

MM: Ma sì, quello che mi interessa, diciamo, è una certa forma di divulgazione che ha come scopo quello di far sentire anche ai lettori di fumetti come questi grandi artisti siano proprio dei nostri parenti, insomma, dei nostri nonni. Non c'è una cesura così definitiva tra il Novecento e il passato, è una storia che si è evoluta e ognuno ha portato avanti il testimone di questa catena di cui ogni anello è fondamentale, perché mancando un anello si romperebbe proprio la catena. E noi siamo il frutto della nostra storia, siamo il frutto sostanzialmente della storia dell'arte: se noi consideriamo che tutto o il 99% di quello che sappiamo del nostro passato, lo sappiamo attraverso l'arte. Non solamente tramite l'arte figurativa, ma anche la letteratura, la musica, l'architettura eccetera... Praticamente dell'Antica Grecia, dell'Antica Roma, ma anche del Quattrocento, del Rinascimento italiano, del Rinascimento europeo quello che sappiamo lo sappiamo proprio dall'arte, dalla storia dell'arte, come dicevo, da tutte le discipline artistiche. Quindi la storia dell'arte è fondamentale per sapere chi siamo. Almeno, questa è una convinzione che sento. Per cui lavorare con la storia dell'arte per me è una cosa del tutto naturale, è come dire lavorare sulla nostra stessa entità, ecco. E io ho trovato una formula che mi pare abbastanza divertente soprattutto per me e spero anche per i lettori e cioè quella di raccontare la storia dell'arte attraverso la storia delle modelle. Quindi sì, ci saranno altri artisti a cui renderò omaggio, ma questo succede via via che trovo altri aneddoti, altre curiosità sulle varie modelle perché è fondamentale che io trovi qualcosa da raccontare sulle modelle per poi arrivare alla figura dell'artista a cui queste sono relazionate.

In Italia abbiamo pochi esempi di "fumetti sportivi" e pochi funzionano. Con 46 - Valentino Rossi ha dimostrato che non è mai troppo tardi per osare e sperimentare. C'è un altro sportivo che vorrebbe omaggiare in qualche modo?

MM: Come appassionato di sport, diciamo che io ho due passioni sostanzialmente: una è il ciclismo e l'altra è il motociclismo, si vede che le due ruote mi ispirano particolarmente. Quindi sì, tra i vari sport direi che sono questi gli sport in cui cercherei. Adesso, nel caso di Valentino Rossi è stato lui a propormi di raccontare questa storia, per cui sì, se no io non ci avrei mai pensato perché in fondo il fumetto nel caso del movimento forse non è il media più adatto a raccontare la storia di un motociclista, mancando anche della colonna sonora che è molto importante nel motociclismo perché io ero stato a vedere molte gare e il rumore, il rombo del motore come l'odore dell'olio bruciato è fondamentale proprio per vivere l'atmosfera delle corse. Però essendo che appunto Valentino mi ha proposto questa storia, insomma, perché lui è un grande lettore di fumetti e aveva questo desiderio di diventare un personaggio dei fumetti e quindi abbiamo chiacchierato un po' su come strutturare la storia. Io naturalmente gli ho fatto delle domande per sapere un po' quali erano le sue tendenze, le cose che gli piacevano sia nell'ambito dei fumetti sia nell'ambito del cinema. Lui mi ha detto che in questa storia fantastica, di fantasia gli sarebbe piaciuto incontrare quelli che sono da sempre i suoi miti e cioè Steve McQueen, Jim Morrison, Enzo Ferrari, di avere l'occasione attraverso il fumetto in cui tutto può succedere di vivere un sogno, un'avventura sognata. E poi se dovessi pensare a un altro sportivo, penso che lo cercherei forse, visto che ho già dato sul motociclismo, lo cercherei nel ciclismo. Ci sono dei veri eroi nel ciclismo perché credo che sia lo sport in assoluto più duro che esista: se uno pensa certe volte con le avversità atmosferiche e la pioggia, la neve eccetera, le cadute, questi si rialzano come se fossero fatti di gomma, arrivano al traguardo con la tibia rotta, con il gomito fuori che sporge, cioè fanno delle cose che le persone normali non farebbero mai. Quindi, non lo so, a parte i grandi classici del passato, Bartali, Coppi, cercherei anche nel periodo moderno: ci sono delle storie molto interessanti, quella di Nibali per esempio, questo corridore del Sud che lascia tutto e si impegna proprio a vincere il Tour de France dopo anni che nessun italiano, anzi, nessun francese riusciva a vincerlo. C'è stato il dominio di questo americano, di cui hanno fatto un film. Questo per dire che ci sono storie appassionanti, anche questa di Armstrong, è uscito in questi giorni il film: sono eroi, nel Bene o nel Male, in positivo o in negativo che si prestano ad essere raccontate in un'epopea che anche un fumetto può affrontare.

MD: Grazie.

Parliamo delle donne di Manara. Quale è la tua donna ispiratrice di ieri e di oggi? E intendiamo sia personaggi reali che di finzione.

MM: La vera ispirazione per me è la strada. Cioè io vedo, non so se sono particolarmente fortunato, delle meraviglie in strada che mi restano proprio impresse, tante volte anche immagini molto fuggevoli, una figura vista in taxi oppure dietro una finestra che poi si chiude, che fanno galoppare la fantasia insomma. Sono apparizioni proprio meravigliose oppure proprio donne vere che si incrociano. Quindi personalmente sono queste le figure che io cerco.

MD: Va bene.

Tra i tuoi progetti perduti ci sono Itaca e Barbarella. Vedranno mai la luce o rimarranno perduti per sempre?

MM: Progetti cinematografici in questo caso?

MD:

MM: Ma, purtroppo Barbarella era legato molto alla figura di Dino De Laurentiis, perché è con lui che abbiamo lavorato su questo progetto, era lui che lo voleva fare essendo il produttore anche del primo Barbarella e non essendoci più Forest [NdT: Jean-Claude Forest, autore della serie originale di Barbarella] era venuto a casa mia proprio per propormi di dare il mio contributo, non essendoci più Forest sia a livello di sceneggiatura sia anche, soprattutto, come immaginario, diciamo, come iconografia. Avevamo cominciato a lavorarci, a un certo punto Dino De Laurentiis ci ha abbandonati e quindi il nipote mi ha detto che comunque il progetto resterà in piedi. Vedremo un po', ma non credo: senza la forza trainante di Dino questi progetti facilmente saranno lasciati cadere. Insomma, credo. Allora, l'altro era...

MD: Itaca.

MM: Ah, Itaca. Beh, no, Itaca invece non è un progetto tramontato definitivamente, c'è ancora una possibilità.

Hai qualcosa di grosso in cantiere o puoi anticiparci un progetto che sta per prendere forma?

MM: Beh, a parte che il lavoro più grosso che sicuramente devo affrontare in questi giorni è il numero due di Caravaggio, il secondo volume del Caravaggio. Questo è quello che mi terrà impegnato di più per l'anno prossimo, un anno a partire da oggi. E poi sì, ci sono vari altri progetti: adesso sto terminando una collaborazione con Brigitte Bardot per un'iniziativa che lei ha intrapreso in favore della sua fondazione a favore degli animali e che prevede appunto un libro con una serie di immagini. Naturalmente adesso lei non si fa più fotografare e volendo ancora restare con l'immagine che aveva ai tempi belli, diciamo, mi ha chiesto di sostituire le illustrazioni alla mancanza di fotografie. Quindi questo è un progetto, però, che non fa più parte del futuro perché lo devo finire ormai per la metà di novembre per cui direi che...

MD: E' arrivato.

MM: ... è quasi finito.

Manara e i social media: può il fumetto rivivere grazie ai social? Cosa ne pensa dei giovani fumettisti italiani?

MM: I giovani fumettisti italiani mi sembrano molto interessanti e citerei per primo, naturalmente, Zerocalcare che, dopo che era già successo a Gipi l'anno scorso, è arrivato a livello di finale per il Premio Strega. Quindi, insomma, hanno sfondato il muro della letteratura paludata e finalmente sembra che sia ormai regolare che un fumetto concorra a un grande premio letterario. Questa è una cosa che va benissimo, questo è merito proprio del fumetto italiano più recente, più nuovo: quindi io penso tutto il bene possibile. Per quanto riguarda i social, beh vedo sempre che c'è tanto Zerocalcare e comunque hanno un loro effetto questi blog. Comunque credo che internet sia uno spazio nuovo, negli ultimi anni diciamo, che farà molto bene ai giovani autori che hanno la possibilità di presentarsi,di instaurare un dialogo con i loro lettori, cosa che ai nostri tempi non c'era. E' vero che ai nostri tempi l'editoria era molto più intraprendente, c'erano spazi molto più larghi per l'editoria, ecco. Adesso con questi chiari di luna i lettori ormai vogliono trovare un autore già fatto e finito, ecco, perché anche gli editori stessi non investono nella formazione dei giovani. Purtroppo le riviste sono tutte chiuse, non ci sono più riviste che erano quelle che davano la possibilità ai giovani di cominciare. Si mantenevano forse su quattro, cinque autori già collaudati, ma avevano molti spazi per i nuovi autori. Adesso, invece, non ci sono più le riviste e quindi i giovani autori hanno internet. Si tratterà di vedere anche un po' l'aspetto retributivo, insomma, mi pare la parte zoppicante. Però lo spazio c'è.

MD: Grazie.

Manara e la cultura pop: c'è una serie tv o un film che vorrebbe omaggiare? E' attratto da Game of Thrones, uno show che punta spesso sull'erotismo?

MM: Dunque, no, questo non lo conosco.

MD: Il Trono di Spade.

MM: Ah, sì. No, io seguo molto assiduamente Sky Atlantic, oltretutto anche per motivi di interessi personali. Ci sono delle serie bellissime, io direi che le cose più belle che si possono vedere in questi ultimi tempi si vedono proprio su Sky Atlantic, cioè. la televisione che guardo io insomma. Ci sono davvero delle storie molto interessanti e molto belle. Il Trono di Spade certamente è un fantasy, ma ci sono anche I Tudors per esempio, serie storiche, anche rigorose dal punto di vista storico. E poi c'è quello del West, della Battaglia di Alamo e del dopo Alamo. Poi ce n'è una, a parte Knick, quella della clinica con Clive Owen, è molto appassionante, ma ce n'è una in particolare che è True Detective che la seconda serie, che forse però non è all'altezza della prima, forse, magari per altri sì...

MD: Io l'ho adorata lo stesso.

MM: Sì, sì, infatti, no, la prima era veramente sensazionale. Ma, lì mi hanno chiesto il permesso di usare anche dei miei disegni. Ci sono nella casa, diciamo, dei quadri di cui un paio erano anche miei. Comunque a parte questo, io le seguo indipendentemente...

MD: E quale potrebbe diventare un suo fumetto?

MM: Beh, qua c'è l'imbarazzo della scelta direi. Certamente non quello della clinica perché è fuori completamente dalle mie corde. Ah, beh, adesso ce n'è uno che forse potrebbe essere interessante che è la storia di Charles Manson. Ecco, adesso non mi ricordo i titoli delle serie, però questo famoso serial killer, diciamo questo guru un po' pazzo... poi io ho avuto anche la fortuna di conoscere e cominciare una collaborazione con Roman Polanski per cui [Charles Manson] è quello che ha ucciso Sharon Tate, la moglie di Polanski. Questo potrebbe essere interessante da essere raccontato anche a fumetti per le ambientazioni e per una serie di personaggi che visivamente rendono molto, ecco. Sì, questo direi che potrebbe essere.

MD: Grazie mille.

Intervista e foto di Marcello Durante

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