Luca Tiraboschi a Blogo: "Vi presento il mio nuovo fumetto Winter"

Blogo ha intervistato Luca Tiraboschi. Il creatore di Goccianera ha parlato di Winter, la nuova miniserie a fumetti.

Blogo ha incontrato Luca Tiraboschi nel suo ufficio coloratissimo, situato all'interno del Centro di produzione Mediaset di Cologno Monzese. Con lui abbiamo parlato di Winter, la sua nuova miniserie a fumetti, pubblicata da UFO (Un Fumetto Originale). Tiraboschi, noto principalmente per la sua carriera nel mondo della televisione (è stato direttore di Italia 1 fino al 2014), ama la Nona Arte, è un collezionista e lettore vorace. Lo abbiamo visto alle prese con diversi progetti fumettistici - Goccianera e Albert - ed ha collaborato con importanti realtà editoriali italiane come la Star Comics.

Cosa vuol dire per Luca Tiraboschi, notoriamente impegnato su più fronti, lavorare anche come fumettista? Da cosa nasce questa passione verso la Nona Arte?

LT: La passione è il motore che mi spinge ad occuparmi della letteratura disegnata. La mia attività principale è la televisione, che mi occupa buona parte della giornata, poi ho una famiglia (moglie, figli piccoli). Perciò al fumetto devo dedicare buona parte del mio spazio privato. Può sembrare un sacrificio, invece viene compensato dalla soddisfazione di aver realizzato qualcosa di mio. Quando arriva anche il gradimento del pubblico, dimentico del tutto la fatica fatta. Ad esempio, la miniserie Winter l’ho iniziata oltre quattro anni fa. La considero l’operazione più libera che ho compiuto, visto che i miei precedenti fumetti erano legati a criteri del tipo “Bonelli”, quindi molto più rigidi. Al momento è stato pubblicato in fumetteria il sesto numero di Winter e siamo pronti a stampare l’edizione da edicola e da libreria. Insomma, sono stati tempi biblici, ma è un lavoro che mi piace, diverte e lo rifarei tranquillamente domani.

Quando penso all'artista Tiraboschi mi viene in mente la serie mistica e d'azione Goccianera. La consideri il tuo progetto più riuscito? Hai in mente di riprenderla in mano, rivederla, o addirittura estenderla, per proporla alle nuove generazioni di lettori?

LT:Non so se Goccianera è il mio fumetto più riuscito. E’ nato con un accordo tra me e la Star Comics che cercava di lanciare progetti italiani per far concorrenza ai prodotti Bonelli. Insieme a me c’era Ade Capone, mio grande amico e che considero il migliore sceneggiatore italiano. Mi ha aiutato a comprendere la chiave d’accesso al mondo del fumetto. Considero l’opera più riuscita Winter. Goccianera era un progetto “troppo americano” per quei tempi e da sempre ho in mente di riprenderlo in mano. Infatti, alcune trame furono lasciate volutamente aperte per poter creare nuove storie. Il protagonista era un teenager e all’epoca era un’idea nuova poiché tutti gli eroi in giro erano tutti adulti e ben strutturati. Il protagonista di Goccianera era solo un ragazzino! Per questo oggi, vista l’ondata di eroi giovani, potrebbe essere accolto meglio dal pubblico. Ci sarà certamente una ristampa integrale, modello Omnibus a colori che comprenderà il numero zero, la miniserie di quattro albi ed il numero gigante conclusivo. Un cattivo di quel fumetto, un personaggio marginale, che si chiamava Dead Demon, ha fatto anche una capatina dentro Winter…

Quale progetto arriverà dopo Winter? Ti abbiamo visto alle prese con il fantasy, con lo steampunk, con tematiche mistiche e con fumetti d'azione. C'è un genere narrativo che non hai ancora affrontato e ti piacerebbe sperimentare?

LT: Dopo Winter arriverà Faccia di Cuore, un graphic novel che pubblicherò in volume unico, deluxe e cartonato. Spero di presentarlo durante la prossima edizione di Lucca Comics & Games. Per questo racconto ho scelto una disegnatrice bresciana, Elisa Zanoni. Sarà una storia d’amore molto dura, pesante, livida, molto forte e volevo una donna ai disegni, che partecipasse emotivamente al progetto. Mi piacerebbe realizzare un fumetto supereroistico classico, parlare di un supereroe con il costume, con i superpoteri. Inoltre, mi piace da impazzire il mondo teen. Ho un’idea legata ad Albert, uno dei miei personaggi pubblicati con Star Comics.

Quali sono i fumettisti che ti hanno lasciato un segno? Chi consideri il tuo modello di riferimento tra gli sceneggiatori? C'è un giovane autore italiano che segui volentieri?

LT: Il mio riferimento principale sono i supereroi americani. Il mio modello di riferimento ed idolo totale è Jack Kirby. E’ un autore demoralizzante, perché è talmente bravo, forte, completo e “totale”, che quando lo leggo e lo rileggo mi deprimo, rendendomi conto che nessuno potrà mai arrivare alla sua grandezza. E’ un motore di spinta, ma anche un limite. Oggi, l’unico autore che mi ricorda il vigore di Kirby è Erik Larsen. Infatti, il suo Savage Dragon è il mio personaggio preferito! Tra gli italiani, ho già citato Capone che era un artista in grado di mescolare il classico e il moderno, un grande appassionato di serie tv americane. Nelle sue serie riusciva ad inserire il dinamismo di queste serie televisive e grazie alla casa editrice Cosmo oggi è possibile recuperare le sue vecchie storie, che appaiono comunque fresche e moderne.

In Winter la figura principale è quella del lupo. Perché hai scelto questo nobile animale per raccontare una storia che appare come una forte critica ad un sistema sociale che sottomette il singolo individuo, limitando le libertà?

LT: Homo homini lupus! Questo è il filo conduttore. Ho scelto il lupo, ma ribaltandone i canoni letterari. Noi siamo abituati a vedere l’uomo-lupo, invece in Winter ci troviamo di fronte alla figura del lupo-uomo. E’ un lupo che diventa uomo, tornando alla sua debolezza. Il lupo forte, cattivo, coriaceo diventa uomo, debole con tutte le sue insicurezze e fragilità. Questa sua debolezza lo rende agli occhi degli altri lupi un elemento da eliminare. Il consiglio dei Lupi non potrà mai accettare qualcuno che si trasforma in ciò che odiano di più: l’uomo. Winter - questo il nome del protagonista – deve essere eliminato e per questo gli scaraventano contro un lupo vero. Si troverà a scappare dai lupi perché è un uomo, ma scapperà anche dagli uomini perché continueranno a vederlo come lupo. C’è una critica feroce della società, del costume, dell’arrivismo. Il CDL (consiglio dei lupi) è una parodia del CDA, cioè del consiglio di amministrazione delle grandi aziende, o delle multinazionali dove non guardano in faccia nessuno e dove gli interessi prevalgono sull'umanità...

Il titolo Winter richiama il nome del lupo-uomo protagonista. Perché legare il tuo eroe ribelle e solare all'immagine del gelo invernale?

LT: Ho scelto il nome Winter per una ragione “musicale”, ma anche per l’ambientazione scelta. Siamo in Sud Dakota, una zona fredda dell’America. Winter si muove nella notte, scappa nei boschi, attraverso il fiume. La sua stessa storia richiama il gelo invernale. Inizialmente, mio figlio mi aveva suggerito di realizzare una storia di supereroi, prendendo come esempio un gruppo di mutaforma della Dc Comics chiamato Metal Men, i cui nomi richiamavano le loro caratteristiche fisiche e caratteriali (erano Oro, Ferro, Piombo ecc...). Ho poi deciso di parlare di tutt’altro, pur conservando uno dei protagonisti di quell’idea iniziale, che aveva un determinato legame proprio con l’Inverno.

Winter sarà una miniserie. Da quanti numeri sarà composta?

LT: Winter è una miniserie da sei numeri. E’ uscito adesso il sesto in fumetteria. La serie completa è presente nelle fumetterie grazie a Star Shop. Presto arriverà nelle edicole del nord Italia la ristampa del primo numero, mentre in libreria arriverà l’opera integrale racchiusa in un cofanetto rigido. Dunque, a luglio Winter sarà disponibile nel circuito nazionale delle librerie.

Da chi è composto il team artistico? Nel passaggio sceneggiatura-disegni, lasci molta libertà ai tuoi collaboratori o preferisci essere pignolo?

LT: Io sono l’ideatore della serie. Il disegnatore è Massimo Noè. Daniele Orizio, professore di colorazione della Scuola Internazionale di Brescia, ha messo insieme un team di quattro ragazze formato da Paola Besacchi, Beatrice Pelagatti, Silvia Signorini e Laura Tonolini. Il gruppo è ridotto, ma dinamico. Gli albi sono tutti spillati da 80 pagine circa, formato comic books, tutto full color. Le copertine sono state realizzate dallo stesso Noè. La casa editrice è UFO (Un Fumetto Originale)! Le mie sceneggiature sono molto dettagliate, anche se lascio abbastanza libertà ai miei collaboratori. Noè, ad esempio, è un bravo artista, molto disciplinato e modesto. Per questo ama seguire fedelmente quel che legge nelle sceneggiature.

Negli ultimi anni sta andando di moda il genere young, soprattutto in ambito cinematografico e televisivo. Winter cerca di richiamare esclusivamente un target di pubblico giovanile o è indirizzato anche ad pubblico adulto?

LT: Il target di Winter è tra i 15 ed i 35 anni. Il protagonista è un adulto, ma il suo aiutante Billy è solo un ragazzino, per giunta mutilato (gli manca un braccio a causa di una malattia congenita). Billy era stato rapito dai lupi appena nato, per essere sfruttato come worker, ma è stato presto scartato per la sua malformazione. Uno dei membri del consiglio, salvandogli la vita, ha preferito prenderlo con sé come “cane”, trattandolo come un animale domestico. Ho strizzato l’occhio al mondo young proprio con l’aggiunta di un personaggio del genere, che è il comprimario di Winter!

Cinema, serie tv. Tutto oggi è legato al mondo dei fumetti. Winter ha il potenziale per evadere dalla carta stampata e raggiungere altri media?

LT: Winter non è solo un fumetto, poiché abbiamo realizzato un cortometraggio che stiamo trasmettendo sul web a puntate. Ogni martedì esce una puntata nuova, recitata da attori in carne ed ossa. In tutto sono quattro episodi che formano un corto unico e rappresenta la prima commistione tra fumetto e musica rap! Per osservarlo basta visitare la pagina Facebook Ufo Presenta Winter. Ogni fumettista sogna una trasposizione cinematografica! Winter l’ha già ottenuta grazie ad un gruppo di giovani rapper fan del fumetto!

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