Mostri volume 4, la recensione della rivista horror di Bugs Comics

La recensione di Blogo del quarto volume di Mostri, rivista horror targata Bugs Comics.

E' in vendita Mostri 4, la rivista horror targata Bugs Comics e noi di Blogo vogliamo fornirvi questa piccola recensione, esattamente come fatto per i primi tre numeri. Anche in questo numero troveremo vecchie e nuove conoscenze, tutte pronte a farci tuffare nel mondo dell'horror quotidiano. Ritorna ai disegni Antonio De Luca dopo aver esordito sul numero uno, mentre un punto fermo di Mostri rimane Alessio Maruccia. Oltre ad Andrea Guglielmino, Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro e Adriana Farina faremo qui la conoscenza di David Ferracci, Quirino Calderone e Samuele Coletti che entrano a far parte di questa meravigliosa e mostruosa famiglia insieme a Sergio Badino, proveniente dalla Sergio Bonelli Editore. Inoltre ci faranno compagnia anche Simone Di Matteo e Luca Franceschini che per un attimo lascia le Cronache di Topolinia per cimentarsi col genere horror.

Come sottolineano gli autori, questo è un numero di conferma e di cambiamento. Conferma perché se un'opera come questa non piace di sicuro non arriva al numero quattro. E di cambiamento perché la crescita della serie continua e quindi non può rimanere sempre uguale a se stessa. Ricordatevi che potete poi seguire gli autori anche sul gruppo Facebook Quelli della Bugs. Inoltre c'è una piccola novità: vi rammentate della striscia finale di MoFtri? Quella che ci ha fatto così tanto divertire? Ecco, da adesso in fumetteria e online trovate in vendita anche l'albo spillato di MoFtri: è disponibile con tre variant cover differenti, i disegni sono di Adriana Farina e al suo interno trovate parecchie strisce inedite.

Mostri 4: trama e sceneggiatura

Mostri

La struttura del volume rimane la medesima delle precedenti: prima si parte con le storie inedite e gli inserti realizzati sia autori già visti sulla rivista che da new entry, per terminare poi con due storie restaurate di Mostri della ACME. Quello che cambia è che non c'è più la striscia finale di MoFtri: la trovate invece al centro dell'albo a pagina 36. Anche in questo caso ci troviamo in situazioni con le quali ci confrontiamo tutti i giorni (la medicina, la fede nell'amore materno, la fede nella religione...), ma dalle quali emerge tutto l'orrore del vivere al giorno d'oggi. E spesso si capisce come il vero mostro in realtà sia la facciata con la quale nascondiamo questo orrore quotidiano con cui conviviamo senza quasi rendercene conto.

Si parte subito con Amore materno di G. Fumasoli e D. Ferracci, non sempre l'amore materno ha tutte le risposte giuste e a volte può prendere delle cantonate anche fatali. Successivamente abbiamo la rubrica Introduzione al fumetto con Terribilis est locus iste di Andrea Guglielmino (nell'indice è Religione macabra) dove si parla di crocifissione, martirio, reliquie da adorare e di credenze popolari, con riferimenti alla cultura cinematografica. La rubrica fa da apripista al racconto I figli di San Grimorio di M. Filadoro e A. De Luca: un piccolo paesino, la sua reliquia, un Santo che nasconde un oscuro segreto... ecco cosa succede quando la religione e il fanatismo si mescolano alla superstizione popolare.

Si continua con la rubrica I mostri di... a cura di L. Ruocco, questa volta si parla conosciamo meglio Luca Ralli. Abbiamo poi la pagina singola della striscia umoristica MoFtri, qui il tema è l'estate. Si prosegue poi con la storia Il cuore del faraone di S. Di Matteo e A. Maruccia, dove le sfide accademiche fra docenti universitari avranno un esito imprevedibile: non importa quanto uno pensi di essere arrivato in alto, c'è sempre qualcuno di imprevedibile pronto a schiacciarti. In tutti i sensi.

La rubrica Come sopravvivere a... di L. Ruocco questa volta ci parla de Il pessimismo crepuscolare di Nosferatu. In fin dei conti avere per amico un vampiro non è per niente facile. Segue poi il racconto La cantina di Max di L. Franceschini e S. Coletti ovvero una geniale idea di marketing per giovani vampiri che desiderano aprire una vineria per succhiasangue. E' l'ora poi del racconto della serie Il racconto illustrato, questa volta abbiamo Ma cos'era? di Fitz-James O'Brien (1859) con la traduzione di Marco R. Capelli (2016) e i disegni di Giancarlo Caracuzzo. Con tutta la sottile inquietudine e i dubbi lasciatici dalla storia precedente, ecco che arriva l'ultima storia inedita, Denti da latte di A. Guglielmino, S. Badino e Q. Calderone: una storia delicata e piena di tenerezza.

Parte poi la sezione "old" di Mostri, quella che ci ripropone le vecchie storie restaurate di Mostri della Acme. Si comincia con La testa del drago di M. Burattini e S. Andreucci, proposta in origine su Mostri 10 del dicembre 1990. Una trama classica, un re che offre la mano della figlia a chiunque gli porti la testa del drago, un cavaliere che pieno dei suoi ideali si cimenta nell'impresa... salvo poi dimenticarsi dei suoi stessi ammonimenti. Infine abbiamo Fear di G. Morini e G. Caracuzzo, pubblicata la prima volta su Mostri 6 dell'agosto 1990, così piena di eventi da sembrare la sceneggiatura di un film.

Disegni e stile grafico di Mostri 4

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Devo dire che ho apprezzato particolarmente i disegni e lo stile grafico di questo albo. Già i precedenti mi erano piaciuti, ma in questo caso si respira una maggior aria di realismo che contribuisce a generare una crescente tensione emotiva nel lettore. Il che testimonia la bravura degli autori, capaci di generare terrore con qualsiasi forma fumettistica. Nel precedente volume particolarmente interessante era stato l'accostamento di uno stile più cartoonesco con tematiche comunque horror: il netto contrasto fra questi due aspetti riusciva a comunicarci tutta la mostruosità della storia. La medesima cosa gli autori riescono a farla anche quando abbandonano l'aspetto cartoonesco a favore di un maggiore realismo.

Anche la varietà e la disposizione delle tavole, mai fine a se stessa, ma sempre legata alla trama, aiuta il lettore ad entrare meglio nello spirito del climax della storie. Rispetto al volume precedente non c'è un uso notevole del nero, ma curiosamente la cosa genera ancora più angoscia in quanto ci fa riflette sul fatto che anche ciò che è bianco e che quindi sembra innocente, in realtà possa nascondere mostruosità insospettate.

Anche in questo caso l'album di cui abbiamo fatto la recensione vanta la copertina regular di Valerio Giangiordano. Tuttavia esiste anche la versione variant con cover di Mauro Laurenti. Entrambe generano un sottile senso di ansia, nella prima predominano i toni del rosso, nella seconda quelli del bianco.

Giudizio e considerazioni finali

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Giudizio più che positivo anche in questa occasione. Mostri si rivela una rivista capace di rimanere fedele ai propri obiettivi, ma anche di sapersi rinnovare e cambiare, senza mai annoiare il lettore. I cliché della narrativa horror vengono usati e manipolati in modo sapiente, in modo che il lettore quasi non si renda conto del fatto di star leggendo un tema classico, ma rivisitato in chiave originale. E' un po' il concetto che esprimeva Marion Zimmer Bradley nella prefazione ad una sua raccolta di racconti: se sto leggendo un racconto dove si parla della solita vecchia guerriera che a fine carriera va a combattere il suo solito ultimo drago, ma fino alla fine del racconto non mi rendo conto che è la solita storia della vecchia guerriera, allora vuol dire che l'autore ha ottenuto il suo scopo. Quello che mette maggiormente a disagio delle storie di Mostri (disagio inteso in senso positivo, capiamoci) è la sua capacità di farci vedere l'orrore che si nasconde dietro la vita di tutti i giorni, la continua testimonianza di come la realtà sappia fare più paura della fantasia.

Anche questa volta il costo è sempre di 9.90 euro (di questo ringraziamo sentitamente la Bugs Comics), sia per la versione con copertina regular di Valerio Giangiordano sia per la versione con copertina variant di Mauro Laurenti. Lungo 98 pagine, le dimensioni sono sempre le medesime, 25.6 x 16.8 x 0.8 cm.

Soggetto
7.5

Sceneggiatura
7.5

Disegni
7.5

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