Claudio Castellini incontra Blogo: "Ecco perché ho scelto la strada del collezionismo"

Blogo (Comicsblog) ha partecipato al Lecce Cosplay & Comics 2016, dove ha avuto l'onore di conoscere da vicino l'artista Claudio Castellini.

Abbiamo incontrato il noto fumettista Claudio Castellini in occasione del Lecce Cosplay & Comics 2016 e siamo riusciti a scambiare due chiacchiere con lui. In questo articolo troverete sia una sua dichiarazione rilasciata in esclusiva a Blogo, sia le risposte date agli organizzatori dell'evento durante l'incontro con il pubblico.

Claudio è un monumento della Nona Arte italiana. I suo fans lo considerano "il primo uomo sbarcato sulla luna": è stato il primo italiano ad approdare nel mondo dei comics statunitensi, ingaggiato dalla Marvel Comics negli anni Novanta. I lettori di Nathan Never (Sergio Bonelli Editore) ancora oggi invocano il suo ritorno, avendo amato la sua interpretazione di Nathan Never (è il suo creatore grafico, ha disegnato il primo numero e le prime 59 copertine della serie).

Cosa fa oggi? Quali sono i suoi ricordi di una carriera così importante? Cosa ne pensa del mondo dei comics attuale? Seguono le risposte a queste e ad altre domande!

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Comicsblog: Esiste un erede artistico di Castellini?

Claudio Castellini: Non saprei, forse no. Non si tratta di meriti o di capacità, ma di stili che cambiano col tempo. Mi spiego meglio... Per esempio, Simone Bianchi all'inizio mi prese come modello, come anche io feci con il maestro e amico John Buscema. Simone però, nel corso della sua crescita artistica, ha preso una strada del tutto differente e personale, che apprezzo tantissimo e che lo ha reso un artista unico, ma non si può quindi considerare un erede. Ci sono stati degli "imitatori" negli anni Novanta ma credo di poter dire che non vedo tra i giovani disegnatori di oggi qualcuno che stia portando avanti il mio discorso grafico; questo forse perché sono cambiate le mode, adesso il fumetto tende verso altre influenze stilistiche. Penso di essere ormai tra i pochi che conservano uno stile puramente americano, uno stile ormai abbandonato dalla stessa Marvel! Mi piacerebbe vedere qualcuno continuare la mia tradizione, dare all'anatomia un ruolo da protagonista, poiché il vero stile americano rimane per me quello più adatto per disegnare supereroi.

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Castellini racconta l'esperienza in Marvel: Non è facile descrivere le sensazioni di allora, ero molto giovane ed è stato tutto davvero emozionante. Per le nuove generazioni lavorare con la Marvel o la DC Comics può sembrare una cosa ormai scontata. All'epoca però era qualcosa di impossibile, il sogno di tutti quelli che amavano il genere supereroistico. E' stato un grande onore per me conoscere John Buscema, il quale dopo aver visionato le mie tavole mi disse: "tu devi lavorare per la Marvel". Così mostrò i miei disegni a Tom De Falco, l'editor in chief, che mi diede l'opportunità di collaborare con la grande major americana e scegliere anche il mio personaggio preferito: Silver Surfer. Prima si respirava tutta un altra aria all'interno della Casa delle Idee, c'era un rapporto più umano e lo spirito era diverso: quando andai lì la prima volta ebbi l'impressione di trovarmi in una redazione giornalistica, dove alcuni disegnatori ed i redattori interni lavoravano insieme, si condividevano suggestioni e tanta voglia di fare qualcosa di grande, senza pensare solo ai "numeri" e al business.

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I consigli di Claudio Castellini ai giovani illustratori: Il talento, l'inclinazione artistica è certamente un dono, ci si nasce. Ma non basta, occorre dedicarsi e fare tanti sforzi. Inoltre, è importante avere un punto di riferimento, non esiste un artista "puro", che non abbia in qualche modo attinto al suo bagaglio visivo o non abbia avuto un modello ispiratore. Il mio è stato il grande John Buscema, dal quale ho assimilato tanto. Non posso nascondere che la mia arte è stata inizialmente un omaggio alla sua; la stessa scelta di illustrare un graphic novel di Silver Surfer, la cui saga disegnata da John mi ha avvicinato da giovane al mondo del fumetto, ne è la prova. Ovviamente copiare in modo passivo è sbagliato, avere un modello ed emularlo si deve considerare solo un punto di partenza per il proprio percorso artistico personale. Per questo, nonostante avessi già un mio stile consolidato dopo l'esperienza di Nathan Never, quando cominciai la mia collaborazione con la Marvel pensai che fosse quello il momento giusto per progredire ed approfondire maggiormente la mia padronanza dell'anatomia. Studiai quindi più a fondo i muscoli su libri accademici per acquisire una conoscenza oggettiva della materia. Il mio modo di rappresentare il corpo umano fece un passo avanti verso una visione più personale grazie alle nuove cognizioni ed arrivai al mio stile definitivo, anche se in realtà non si finisce mai di apprendere.

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Il mondo del fumetto attuale secondo Castellini: Si parla spesso di crisi nel mondo del fumetto. Circa sette-otto anni fa capì che qualcosa stava cambiando. I tempi di esecuzione, le famigerate deadlines o scadenze, diventavano sempre più veloci a discapito di un lavoro artistico ben curato. Il tempo è da sempre nemico della qualità. Questo è uno dei motivi che mi hanno spinto lentamente ad allontanarmi dal mondo dell'editoria per dedicarmi a quello del collezionismo. Non riesco a scendere a compromessi: il fumetto rappresenta ovviamente la mia fonte di guadagno, ma l'aspetto qualitativo è importante.

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Il parere di Castellini sul digitale e sul mercato del collezionismo: Inoltre, oggi il fumetto vende meno rispetto ai tempi d'oro e le nuove generazioni preferiscono il digitale. Dal mio punto di vista è un po' triste questo andamento, non perché abbia qualcosa contro il digitale, io stesso ne sono un fruitore in senso videoludico, ma perché il contatto con il cartaceo ed il gusto per la lettura non dovrebbe perdersi. Il Cinema sta dando una grossa mano alla Nona Arte sotto il profilo commerciale, indubbiamente i film tratti da personaggi fumettistici danno un grosso sprone anche alle vendite dei fumetti, ma sta iniziando anche a dettare legge: i giovanissimi conoscono i supereroi grazie ai film e non più leggendo i fumetti. Capisco che sia una svolta inevitabile ma purtroppo viene a mancare quella retrocultura sul passato dei vari personaggi, le loro vere origini. Per il lato contrario, con l'avanzare del digitale si da una considerazione maggiore all'opera manuale e artigianale, più il fumetto diventa "digitalizzato", più aumenta il valore delle tavole originali di carta. Il mercato dei collezionisti è in crescita, viene considerato come una forma di investimento, oltre che la maniera migliore per farsi realizzare dal proprio autore preferito una opera personalizzata.

Si ringrazia il Lecce Cosplay & Comics per aver organizzato l'incontro.

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