Usif - Le scuole di fumetto hanno finalmente un codice etico

scuola fumetto
Le scuole del fumetto avranno un codice etico!

Per migliorare i servizi di coloro che vogliono diffondere l'arte di fare fumetti è stato creato un vero e proprio codice etico dell'Usif (Unione Scuole Italiane Fumetto). L'obiettivo è quello di avere docenti super preparati, ma anche corsi e programmi condivisi, campus, seminari. Solo uniti si può offrire grande professionalità. La Usif, prima di tutto, mette ben in chiaro alcuni concetti: «Non ti diremo "sarai una stella". Non ti illuderemo di diventare famoso. E non ti obbligheremo a firmare contratti che ti impongono di pagare 5 anni di corsi». Dimenticate false illusioni e mettetevi alla prova dando il massimo e sfruttando il vostro talento: non tutti possono diventare grandi disegnatori o protagonisti del mondo dei Comics. Le scuole associate a questo gruppo vi offriranno serietà e affidabilità. Il tutto è stato partorito grazie alla collaborazione dei componenti della Scuola Romana dei fumetti che sta festeggiando il suo ventennale (recentemente ha vinto anche il Premio Kineo-Diamanti Cartoons on The Bay al Festival del Cinema di Venezia con il cartoon Ulisse - Il mio nome è nessuno).

Massimo Vincenti, tra i fondatori della Scuola Romana dei fumetti ed oggi responsabile della stessa, in un'intervista ha sottolineato che vogliamo aiutare i giovani a scegliere: a scoprire, anzitutto, se quella dei fumetti è davvero la loro strada. Perciò le sei scuole nazionali saranno unite in una federazione e offriranno programmi comuni, sessioni di studio che possono essere riconosciute anche a chi cambi città e scuola, stage fuori sede, professori ospiti. Ricapitoliamo i punti principali del programma dell'Usif: 1) i docenti saranno autori professionisti; 2) impegno a non pubblicare o diffondere messaggi ingannevoli sul futuro professionale; 3) fusione degli aspetti artigianali del mestiere con le più moderne tecnologie; 4) riconoscimento reciproco degli attestati di frequenza; 5) scambi programmati di docenti e allievi; 6) creazione di un campus estivo.


via | Corriere

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