La Banda Stern di Luca Enoch, un fumetto targato Rizzoli-Lizard

graphic novel

Luca Enoch siamo abituati a vederlo firmare fumetti Bonelli, ma ogni tanto ci delizia con produzioni "fuori sede".

Rizzoli-Lizard hanno annunciato La Banda Stern, opera proprio di Luca Enoch e Claudio Stassi (quest'ultimo ha già presentato con la stessa casa editrice il graphic novel Per questo mi chiamo Giovanni). Il fumetto La Banda Stern è un prodotto duro, scritto da un inedito Enoch che ha messo da parte il lato fantastico dei suoi racconti per portare su carta, aiutato dal tratto forte e preciso da Claudio Stassi, i perché di tanti secoli di lotta. Parla di un gruppo sionista che operò nel corso del regime mandatario britannico (1931-1948) con l’obiettivo di favorire la formazione di uno Stato ebraico.

Nella presentazione ufficiale leggiamo che nel 1940 Avraham Stern fondò l’IZL in Israele, un gruppo armato di matrice sionista che dopo la sua morte si trasformò nel Lehi, conosciuto anche con il nome di Banda Stern. I suoi seguaci si definivamo "militi ignoti senza uniforme”. Purtroppo il loro sogno si tramutò in fanatismo e diedero il via ad una serie di atti violenti contro gli stranieri oppressori – gli inglesi del regime mandatario – e avvolsero la Palestina in un cerchio di fuoco. Solo i leader, dopo lo scioglimento, ebbero salva la pelle, poiché al suo scioglimento la Banda venne integrata nelle Forze di difesa israeliane ed a questi fu garantita l’amnistia. Dopo il continua potrete leggere alcune tavole in anteprima!

Biografia Luca Enoch: nato a Milano nel 1962, esordisce nel 1991 sulla rivista “Fumo di China”. Nel 1992 entra a far parte dello staff dell’ “Intrepido” per il quale crea la graffitara “Sparyliz”, pubblicata poi dalla Star Comics. Approdato alla Sergio Bonelli Editore, lavora dapprima su “Legs Weaver” per creare poi i semestrali “Gea” e “Lilith”, interamente curati da lui, e l’albo monografico “Dragonero” (disegni di Giuseppe Matteoni). Per “Les Humanoides Associès” ha sceneggiato la serie “Morgana” (con Mario Alberti) e “Rangaku” (con Maurizio Di Vincenzo).

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