Asso - Il graphic novel di Roberto Recchioni, la recensione

recchioni

Asso è la prima carta di ogni seme; asso è sinonimo di eccellenza. Asso è da qualche giorno il braccio forte del fumetto. In quattro lettere è racchiusa una forza (a tratti oscura), un'energia necessaria per sfidare la gravità e restare in alto, ben in vista.

Roberto Recchioni è Asso, il protagonista del graphic novel da lui stesso partorito con la complicità di autori vari e della casa editrice Nicola Pesce Editore. Puoi illuderti di conoscere a menadito tutte le produzioni fumettistiche di Rrobe, ma finché non conoscerai “l'uomo” ed i suoi trascorsi, non potrai cogliere tutte le perverse-spietate-acculturate creazioni della sua mente. Con Asso ci viene illustrata la battaglia eterna tra l'autore e la sua stessa vita, ci vengono mostrate con lucidità le reazioni violente di un combattente mai intenzionato a rinunciare al trono.

La tragedia è sempre dietro l'angolo e le soluzioni proposte sono due: ironia e sesso. Asso fa ridere, non sempre, ma in certi passaggi strappa sorrisi sinceri, come se dietro la maschera da duro di Rrobe si nascondesse quel talento alla “Ortolani” che ha voluto sempre oscurare al suo pubblico. I suoi personaggi avevano il senso dell'ironia, ma mai si sono impegnati a provocare emozioni del genere nel lettore. Asso, al contrario, prende la sua vita, il dramma della malattia, i turbamenti quotidiani e crea una “pappa” micidiale, che provoca in chi legge quella risatina spontanea, un po' timida, ma sincera.

Tre quarti del graphic novel si reggono su una satira intelligente, dove le esagerazioni aiutano Recchioni ad esprimere con chiarezza il suo punto di vista e la sua criticità verso le tappe di un'esistenza impregnata di sangue e paura. L'impatto con la storia è gradevolmente violento e fa passare in secondo piano l'ossessione per le citazioni a cui siamo stati abituati in tutte le letture precedenti e che sono fonte di goduria per chi scrive e per chi le ricerca.

In una sola pagina Rrobe santifica Bruce Willis, Kermit la rana, T-800, Nietzsche, Marco Aurelio, Yamamoto Tsunetomo; nella pagina successiva si crea un messia personale disegnato alla “Patrick Nagel”. Roba da scomodare la Santa Sede. In Asso assistiamo alla nascita di una nuova figura, da accostare a quella ormai abusata dell'antieroe: l'antiautore. Quanto tempo può sopravvivere l'antiautore in un racconto che pesca a piene mani dalla vita reale, con tutti i suoi risvolti tragi-comici imprevedibili, dove non esistono poi così tante ancore di salvataggi o espedienti narrativi? Ad un certo punto della storia il lato oscuro prende il sopravvento nell'animo di Asso/Recchioni, ogni genere di salita si appiattisce e l'uomo inizia a “fottersi” la dea bendata.

Tutto va a gonfie vele: lavoro, amore, amici e soprattutto sesso, tanto sesso! Nasce così l'illusione, il passaggio più duro della vita di un fumettista che ha presto dimenticato i suoi santi, i suoi precetti. L'incantesimo si sfalda presto, spezzato da una malattia fisica che è solo la proiezione di tutti quei limiti che caratterizzano l'essere umano, mettendo a rischio i suoi sogni e le sue imprese.

Lo scrittore si sofferma su svariati personaggi, analizza con sagacia i lati bastardi di ogni relazione. Prende in considerazione il rapporto freddo con un padre lontano, fino ad arrivare agli amori professionali con padawan pronte ad ingoiare ogni sua lezione. E' Luisa la creatura più riuscita - sembra quasi ripescata da altri soggetti costruiti per John Doe – un essere di puro male, “la madre di ogni malanno” che lo nutre di sofferenza per il proprio piacere. In questo passaggio, nella consapevolezza della propria decadenza, Asso risorge per l'ennesima volta, aggrappato ai propri precetti, mostrandosi pronto a morire da quando è nato! La sua condizione non intenerisce il lettore, ma lo sprona a tirare fuori gli artigli e difendere la propria felicità (fino a che durerà). L'unica persona che può disegnare la vita di Roberto Recchioni è Asso o forse è il contrario. Da un punto di vista grafico la storia è un miscuglio ragionato di stili, i quali si adattano in modo opportuno per dare il massimo dell'espressività ad ogni singolo particolare. Recchioni non è il re dei disegnatori, ma si arrangia per esprimere la sua tragicommedia senza filtri o intromissioni artistiche. Per questo Asso è uno specchio di carta, la cui superficie è tempestata dai colori di una confessione sincera, non tanto intima, ordinata e necessaria.

Chi vuole bene a Roberto Recchioni? In tanti a quanto pare, visto l'intervento finale di Mauro Uzzeo, Federico Rossi Edrighi, Werther Dell'Edera, Walter Venturi, Lorenzo Ceccotti (in arte LRNZ), Elisabetta Melaranci, Luca Bertelè, Leomacs. Un gruppo di "noti" che ha voluto omaggiare un amico, un collega, un artista a tuttotondo alle prese con la sua sfida più matura. A questa lista c'è da aggiungere il contributo fondamentale del colorista Stefano Simeone e quello "d'appeal" di Gabriele Dell'Otto.

Forse Asso - Il braccio forte del fumetto non è un graphic novel, forse non è il racconto di una vita o lo script per un film d'autore. Asso è una guida per giovani disorientati, abbattuti, senza speranza, ma che possono risollevarsi guidati da un Guy Fawkes senza barba, ma con tanti capelli fuori posto.

Scheda:

ASSO
di Roberto Recchioni
Cartonato,170X240
Euro 15,00
pp. 128, colore
Collana Nuvole in Tempesta
Nicola Pesce Editore 2012

Chi è Asso?
Un fumettista, una autoproclamatasi rockstar, un sessuomane, un malato, un samurai, un figlio, un fidanzato, un cowboy, un idiota, un duro, uno fasullo, uno sincero.

Edizioni NPE svela la sua prima carta per Lucca Comics con un nuovo titolo della collana Nuvole in Tempesta, dedicata ai talenti più innovativi del fumetto italiano. In questo volume Roberto Recchioni, sceneggiatore di punta della Sergio Bonelli Editore, si racconta con ironia offrendo al lettore le avventure di Asso, alternando l'autobiografico e il trasgressivo in un volume interamente a colori in cui, oltre a lui, non mancano i contributi di alcune delle firme più interessanti della nuova generazione di fumettisti: Mauro Uzzeo, Federico Rossi Edrighi, Werther Dell'Edera, Walter Venturi, Lorenzo Ceccotti (in arte LRNZ), Elisabetta Melaranci, Luca Bertelè, Leomacs e il colorista Stefano Simeone, senza dimenticare la partecipazione di Gabriele Dell'Otto alla copertina.
In Asso l'autore di John Doe e Dylan Dog promette di far discutere con una scrittura senza filtri, riflettendo sulle capacità espressive del fumetto e sulle influenze di altri medium e generi popolari come il cinema di fantascienza, la pornografia e la musica rock.

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