Un infarto miocardico ha colpito l'autore romano Stefano Piccoli (smentita ufficialmente)

tunuè

Stefano Piccoli sta bene e non è stato colpito da alcun infarto miocardico!

Smentiamo dunque quanto è stato comunicato a tutti i principali portali fumettistici e non da qualcuno con una grande voglia di scherzare. L'autore stesso ha provveduto a smentire personalmente il tutto, con la dovuta ironia, ringraziando "la fonte" in questione per "avergli allungato la vita". Qui di seguito la news che aveva scosso tutti i fan dell'artista:

(SMENTITA) E' appena giunta in redazione una notizia tristissima che riguarda il giornalista e fumettista Stefano Piccoli (in arte S3Keno). L'autore è stato ricoverato d'urgenza alle 15:30 di oggi pomeriggio al Pronto Soccorso del Policlinico Tor Vergata, dopo esser stato colpito da un improvviso malore. Secondo alcune fonti molto vicine ai suoi familiari, la colpa di questo malore sarebbe da attribuire ad infarto miocardico acuto. Siamo in attesa di conoscere ulteriori informazioni sulle sue condizioni, poiché in questo istante Stefano è in
degenza presso il reparto di terapia intensiva dell'ospedale universitario.

La notizia è pervenuta in redazione tramite l'ufficio stampa dello stesso, che ci tiene a mandare gli auguri di pronta guarigione all'autore ed un forte sostegno a tutta la sua famiglia. Alcuni fans hanno già pensato di lasciare una traccia sulla pagina Facebook ufficiale dell'artista che è noto a tutti per i suoi contributi al settimanale Vanity Fair ed in particolare per la sua opera più famosa, quel Massacratore di cui vi abbiamo parlato spesso anche sul nostro blog.

Cliccate qui per accedere al suo blog ufficiale.

Il sito Tunué, casa editrice che ha pubblicato il suo L'album Stefano Piccoli e Roots 66, lo presenta così:

Stefano Piccoli è giornalista, illustratore, collabora per le grandi marche dell'abbigliamento e da poco è diventato papà. Così nel suo futuro vede le favole per i bimbi e un mondo da raccontare alla sua Giulia. Tutto grazie alla sua grande capacità di scrivere ed inventare.

«Le mie esperienze in campi differenti a quello del fumetto (campi in cui opero tuttora, sia chiaro) mi hanno fatto solo del gran bene, riportandomi con più equilibrio, più distacco – e anche più mestiere – a quello che, pur non mantenendomi, è il mio primo grande amore».

Piccoli usa il fumetto come mezzo per descrivere la società e i modelli comportamentali in modo esplicito. «L’indipendenza è stata il giusto compromesso tra ideali e necessità. Oggi, quasi quarantenne, sostengo questo concetto con molta serenità e molta onestà, perché se da una parte – a una certa età – l’appartenenza politica, la militanza e l’idealismo tipico dei vent’anni ti fanno credere fermamente nel senso di indipendenza come autore, in ciò che scrivi e disegni, senza interventi, mediazioni o censure da parte di chi ti pubblica».

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