Cosplay Tips & Tutorials: Marco ed Enrico Callioni, i gemelli del cosplay

Cosplay Tips & Tutorials
Mancano pochi giorni al Natale e, poichè pare che i Maya si sbagliassero ed il mondo sembra destinato ad andare avanti ancora un po', è quasi ora di augurarvi Buone Feste e darvi appuntamento al 2013. Gli eventi fieristici cosplay-related del nuovo anno sono tantissimi...e noi, come sempre, cercheremo di essere in prima fila. Intanto, però, c'è ancora spazio per il numero dicembrino della nostra rubrica, che questa volta si focalizzerà sulla realizzazione di armi da cosplay leggere e maneggevoli.


Cosplay Tips & Tutorials: Marco ed Enrico Callioni, i gemelli del cosplay


Tutti sappiamo che la maggior parte dei personaggi dell'universo fumettistico è dotata di spade, scettri, armi ed accessori solitamente fuori misura e/o con forme quantomeno improbabili. Forme e misure che ci costringono ad improvvisarci fabbri ed armaioli al fine di realizzare da soli ciò che ci serve, persino le semplici katane (visto che in nessuna fiera è permesso portarne di vere, nemmeno nel caso in cui non siano affilate). Lavorare il legno, però, non è certo alla portata di tutti...e dunque che fare? Comicsblog ospita questo mese Enrico e Marco Callioni, gemelli bergamaschi molto noti nell'ambiente del cosplay italiano e presenti anche su Facebook anche come Twins Cosplay. Con grande auto-ironia giocano a fare le "dive" sulle note di Lady Gaga ma, chi li conosce, sa quanto in realtà siano disponibili e alla mano. Di persona non è facile distinguerli, soprattutto sotto trucco e parrucco; al telefono è proprio impossibile!

Chi sono Marco ed Enrico Callioni, i gemelli del cosplay


Ciao Ragazzi e benvenuti su Comicsblog! Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Cominciamo raccontando qualcosa di voi...
Enrico:

Siamo di Bergamo e abbiamo - mmm...dobbiamo proprio dichiarare la nostra vera età? - ehm...28 anni (però Marco è più vecchio di 21 minuti, è nato prima!)
Marco: Io sono grafico e designer, ho anche fatto un master in marketing ed e-commerce, ma per ora non mi è servito a nulla. Enrico invece ha un diploma di perito elettrotecnico e lavora come elettricista e jolly tuttofare. Io sono il gemello buono, lui quello cattivo...ma solo all'occorrenza!

Come avete iniziato a fare cosplay?

Marco:

Le nostre passioni comuni sono sempre state manga, anime e travestimenti, perciò quando una ragazza di un forum che frequentavo, nel 2008, ha proposto di andare a Lucca Comics and Games in cosplay, ho accettato. Ho comprato l'abito su e-bay e ho realizzato da solo lo scettro con un manico di scopa e della cartapesta, così sono diventato per un giorno Fay D. Flourite di Tsubasa Reservoir Chronicle. Non avevo mai fatto niente del genere e mi sono divertito molto! E' stato un bagno di folla, mi è piaciuta la sensazione di libertà di espressione, il fatto che mi facessero un sacco di foto e che venisse ammirato il mio lavoro....Enrico, che era in borghese, ha rosicato!
Enrico: Quindi, visto che abbiamo sempre avuto tutti e due il vizietto di rubarci le cose a vicenda; e visto che non siamo mai stati capaci di fare le cose ognuno per conto suo, con il costume di Marco ho partecipato qualche mese dopo a Cartoomics ed ho anche vinto un premio per il Miglior Accessorio a Torino Comics. (Quando ho domandato quanti premi abbiano totalizzato negli anni, hanno preferito glissare rispondendo "Un po'. E un titolo di Mr.!" n.d.r.)

La realizzazione dei costumi e delle armi da cosplay


Realizzate da soli i vostri costumi?

Marco:

Tutt'ora ci appoggiamo ad alcune nostre amiche per il grosso della parte sartoriale, anche se negli anni ho imparato anche io un po' a cucire e cerco di fare da solo fin dove posso. Ma la nostra specialità sono sempre stati gli accessori e le armi. Le prime volte erano oggetti rudimentalissimi, fatti in cartapesta e cartoncino dipinto, poi abbiamo cominciato ad usare DAS, legno e foam, via via sperimentando nuovi materiali. All'inizio realizzavamo le armi più ingombranti assemblando vari pezzi creati separatamente, ma col tempo abbiamo imparato che è sempre meglio - se possibile - realizzarle in un pezzo unico, altrimenti c'è il rischio che la lama si storti o che il manico si stacchi. Usiamo un po' di tutto, forex, polionda, plexiglass, gomma EVA, rivestimento per pavimenti tipo linoleum per cinture e bracciali; fimo, DAS e pasta modellante da modellismo per le decorazioni (è come il fimo ma non va cotta in forno. Rispetto al DAS è molto più leggera e compatta). Cerchiamo di usare materiali semplici per semplificarci il lavoro: "Minimo Sforzo, Massimo Risultato"! Io di solito mi occupo dei dettagli, dei decori, dei disegni, dei lavori di rifinitura. Le cose più grosse, come tagliare il legno, le lascio fare ad Enrico o al papà della mia fidanzata, perchè sono un po' maldestro e rischio sempre di farmi male (mi hanno persino soprannominato Jack Quattrodita!)

Ci spiegate qualcosa sul procedimento con cui create le vostre armi?

Marco:

Di recente abbiamo cominciato ad usare il poliuretene estruso, lo vendono in lastre di vari spessori. E' una specie di polistirolo, ugualmente leggero ma, a differenza della schiuma di poliuretano espanso, che una volta secca resta molto porosa, è molto denso e resistente. Abbiamo realizzato in questo modo le armi di Bartz e Firion di Final Fantasy Dissidia, che abbiamo portato a Lucca lo scorso novembre. Si parte dal disegno dell'oggetto da realizzare, lo si riporta sulla lastra di poliuretene e la si taglia della giusta misura. Con un taglierino si comincia a "sgrossare", a smussare gli angoli e dare la giusta forma e rotondità all'oggetto. Poi si scartavetra con cura e si passano uno o due strati di colla vinilica per nascondere eventuali piccoli difetti o porosità del materiale, rendere tutto più liscio e proteggere il poliuretene. Attenzione a non usare collanti aggressivi come l'attack o il bostick, che potrebbero corroderne la superficie. Per la stessa ragione, per la colorazione è meglio usare colori ad acqua o acrilici che non contengano alcol o sostanze solventi (e se proprio non potete farne a meno, assicuratevi di aver isolato bene il poliuretene con lo strato di colla vinilica). Per finire: una passata di vernice trasparente lucida.


Le collaborazioni e i progetti futuri


So, tra le altre cose, che Enrico è fra i volti ufficiali della campagna promozionale di Playstation Battle Royale...

Enrico: Ho collaborato con Sony durante Luca Comics and Games di quest'anno. Mi hanno contattato loro dopo aver visto alcune foto di Demis Albertacci, che mi ritraevano nei panni di Nathan Drake, e mi hanno voluto come figurante ufficiale per il lancio di PlayStation All-Stars Battle Royale. Sono anche andato a Roma per la registrazione dello spot. Una sola giornata di riprese...eravamo in otto. E' stata una bellissima esperienza!

Le vostre compagne sostengono il vostro hobby?

Enrico: Marco si è fidanzato proprio grazie al cosplay. Ha conosciuto Cinzia al Festival del Fumetto di Novegro, è una cosplayer anche lei. In realtà si erano già incontrati precedentemente ad un concerto ma non si erano parlati... E' nata una bella amicizia e da cosa nasce cosa... Mia moglie, invece, non è per nulla interessata.

Progetti futuri?
Marco: Stiamo preparando un gruppo Clamp per il Festival del Fumetto di febbraio, mentre a Cartoomics porteremo un gruppo di Soul Calibur. Vestiremo entrambi i panni di Patroclos: io in versione classica ed Enrico in versione Omega.

Quali sono i costumi che vi hanno dato maggiore soddisfazione, i più complicati o quelli che non rifareste?

Marco:

I costumi di cui vado maggiormente orgoglioso sono quelli di Bartz e Firion, perchè li ho realizzati completamente io, al 100%. Ho realizzato interamente io anche Frollo e Filippo, sono i miei preferiti sul piano emotivo. Un personaggio che non rifarei è Andromeda, dei Cavalieri dello Zodiaco. Per quanto sia stato soddisfatto di com'è venuta l'armatura, non mi sono mai sentito a mio agio nei suoi panni, non è adatto alla mia fisicità.
Enrico: Io sono molto orgoglioso del mio Nathan Drake. Non tanto per la realizzazione, che è stata molta semplice, quanto per le soddisfazioni che mi ha dato indossandolo. Sentirmi apprezzato nei panni di un personaggio che amo così tanto mi fa davvero piacere. Il costume più complesso è stato quello di Phenix.

Pro e contro del cosplay


Cosa vi piace del mondo del cosplay e cosa, invece, non vi piace?
Enrico:

Ci piace per le sensazioni che ci dà il vestire i panni dei nostri personaggi preferiti, ci piace perchè ci ha fatto conoscere tante persone, tanti amici e tanti posti nuovi dove altrimenti magari non saremmo mai stati. Ci piace perchè ci ha fatto imparare a fare un sacco di cose, ci piace stare sul palco e ci piace anche quel pizzico di sana competizione delle gare. Non ci piacciono, invece, i flame, le polemiche sterili e a tutti i costi, l'invidia e l'agonismo malato. Il cosplay è un hobby, è un gioco, bisogna saperlo prendere con leggerezza.
Marco: Nel corso degli anni il microcosmo del cosplay si è espanso moltissimo ed altrettanto è cresciuto il dislivello qualitativo. Da una parte ci sono cosplayer che spendono soldi, tempo, impegno e passione per realizzare dei costumi e degli accessori sempre più belli e impegnativi, perchè ci tengono ad essere perfetti; e dall'altra parte dei ragazzi per i quali è sufficiente indossare una parrucca. Non credo che si possano dividere i cosplayer in serie A e serie B, penso però che ci siano modi differenti di intendere il cosplay. Personalmente cerco sempre di impegnarmi al massimo e di realizzare i miei costumi al meglio delle mie capacità...e se vedo che il mio lavoro piace agli altri e rende bene visivamente, per me è una soddisfazione enorme.

Grazie Enrico e Marco per il tempo che ci avete dedicato! Un grande in bocca al lupo per le prossime gare (anche se ci ritroveremo ad essere avversari. Ah!) e tantissimi auguri di Buon Natale e Felice 2013!

  • shares
  • Mail

I commenti sono momentaneamente disabilitati. Saranno nuovamente abilitati nei prossimi giorni.
Ci scusiamo con i nostri lettori.