Davvero, edizione Star Comics - Recensione

Nella notte tra notte tra il 28 e il 29 luglio 2011, Paola Barbato, valente sceneggiatrice di Dylan Dog, ebbe l'idea di "scrivere una serie intimista, romantica, di formazione, uno shojo-manga ma ambientato qui, nel bel paese con tutte le sue magagne" ma non solo. Visto che da un anno proponeva un soggetto del genere ai vari editori italiani ricevendo risposte negative, decise di realizzarlo da sé, pubblicandolo gratuitamente sul web e usando le capacità artistiche di disegnatori professionisti volontari o alle prime armi ma dotati di un certo talento.

Nacque così Davvero e fu una piacevole sorpresa, un appuntamento fisso settimanale quello del leggere le avventure di Martina, ragazza viziatissima che per sfida con i genitori va a vivere via di casa a Brescia in un appartamento per studenti fuori sede a Milano, iniziando ad avere finalmente contatti con il mondo reale.

Non voglio essere maligno, ma il successo della web-serie evidentemente fa smuovere qualcosa e così, a Cartoomics 2012, Star Comics annuncia la pubblicazione in edicola di Davvero, albo che è uscito in occasione di Lucca Comics and Games 2012 e che ho tra le mani per parlarvene.


Pur partendo dalla stessa idea Davvero edizione Star Comics, non è la copia del fumetto web ma è totalmente originale, riscritta adattando i ritmi a quelli di un fumetto seriale su carta. Le tavole giocano molto sugli effetti e sui primi piani dei personaggi. Simpatica l'idea di evidenziare i momenti topici simulando lo scatto di una foto polaroid (o di una foto con Istagram per essere moderni), quasi come se fosse un telefilm e il lettore riesce anche a immaginarsi perfettamente la scena.

Il riferimento ai telefilm non è voluto a caso, dato che anche il ritmo narrativo è molto simile a quello delle produzioni per il piccolo schermo. Inoltre il frontespizio di ogni albo sarà un omaggio a una serie tv diversa. Walter Trono dopo aver disegnato per la versione web torna in questa versione cartacea e si trova perfettamente a suo agio nel narrare la quotidianità, senza mostri o astronavi di alcun tipo. Da apprezzare la scelta di non ricorrere a ammiccamenti nello stile ai manga shojo (visto la tematica) ma di mantenere lo stile italiano. Anche la copertina con il suo stile minimalista con lo sfondo minimo e il logo disegnato su un post-it è una scelta di stile notevole.

Assieme a Metamorphosis, questo novembre il fumetto italiano ha avuto due ottime ventate di rinnovamento e mi auguro che questo sia solo l'inizio di un nuovo filone.

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