Supereroi – Le Grandi Saghe #8 - Devil: Diavolo custode

Puntuale in edicola anche questa settimana troviamo il nuovo volume dedicato alle grandi saghe dei supereroi Marvel. Questo ottavo numero raccoglie Devil: Il diavolo custode (208 pp., brossurato, a colori, € 9,99), opera di una decina di anni fa, che ha rilanciato il personaggio creato nel lontano 1964 da Stan "The Man" Lee e Bill Everett.

Diavolo custode è una lunga storia in 8 capitoli, originariamente pubblicata su Daredevil (vol.2) 1-8, che ha introdotto Devil nella linea editoriale Marvel Knights, caratterizzata da temi più maturi ed inizialmente indirizzata ad un pubblico più che adolescente, con un nuovo numero 1, che ha fatto gola ai collezionisti. Nella trama viene inserita tantissima carne al fuoco: si inizia con una ragazza sconosciuta che affida all'avvocato Matt Murdock il proprio bambino in fascie, con lo scopo di proteggerlo (la donna infatti sembra conoscere l'identità segreta dell'avvocato): secondo un sogno premonitore, infatti il piccolo sarebbe una sorta di salvatore dell'umanità. Vi è poi il ritorno in scena dei Karen Page, vecchia fiamma di Devil, che dopo averlo lasciato alcuni mesi prima, si rifà viva per comunicargli che è affetta da AIDS. Inoltre Foggy Nelson, socio di Matt, viene accusato dell'omicidio di una donna sua cliente con la quale vive un breve flirt. Il tutto infine è permeato da un forte accento religioso, caratterizzante la psicologia e la vita di Matt Murdock.


Già da diverso tempo, la serie soffriva di un abbassamento del livello qualitativo delle storie, con conseguenti scarsi risultati di vendite. Urgeva quindi una soluzione, che segnasse uno stacco netto con il passato. L'arduo compito del rilancio è perciò stato affidato ad una coppia di artisti, che si sono trovati per la prima volta a lavorare insieme su un fumetto seriale: Kevin Smith (testi) e Joe Quesada (disegni). Quest'ultimo era una vecchia conoscenza di casa Marvel (aveva lavorato sulle testate mutanti alcuni anni addietro) e dopo il clamoroso quanto inaspettato successo della casa editrice da lui stesso fondata (la Event Comics), è stato richiamato proprio con la speranza di portare tale innovazione anche sulla testata del diavoletto.

Kevin Smith invece ha avuto la fortuna di essere un pioniere: è stato uno dei primi autori presi a prestito da un mondo parallelo al fumetto, il cinema. E l'impronta cinematografica è nettamente presente nella costruzione della storia; questo si nota soprattutto alla fine ognuno dei capitoli che compongono la saga, dove un piccolo colpo di scena introduce gli avvenimenti delle pagine successive. Molto in stile da cinepresa sono inoltre le vignette, rese poi da Quesada con ottima maestria. Ha infine infuso la storia di una costante presenza della religione, elemento che accomuna il regista al diavoletto rosso.

La storia, ben costruita per 6 albi, perde la propria identità nei due capitoli finali, dove i nodi vengono al pettine, mancando però di quella tragicità e quello spessore narrativo che i lettori si sarebbero aspettati. I disegni sono invece su un costante ed alto livello qualitativo, portando alla convinzione che la Marvel ha azzeccato la scelta di richiamare nella propria scuderia il talento di Joe Quesada. Naturalmente un plaso va anche al suo inchiostratore di fiducia: Jimmy Palmiotti.
Il giudizio finale è una sorta di media tra il buon inizio della storia, gli ottimi disegni, ed il finale forse un po' sprecato. Giudizio: quasi buono.

  • shares
  • Mail

I commenti sono momentaneamente disabilitati. Saranno nuovamente abilitati nei prossimi giorni.
Ci scusiamo con i nostri lettori.

8 commenti Aggiorna
Ordina: