Dylan Dog 315 La legione degli Scheletri, la recensione

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Dylan Dog n.315 La legione degli Scheletri sarà ricordato dai lettori giusto per il ruolo assunto da Angelo Stano.

Siamo abituati a vedere l'artista nel ruolo di copertinista ufficiale e, a piccole dosi, di disegnatore della serie. Oggi ce lo ritroviamo anche come soggettista e sceneggiatore. Questa nuova uscita della serie pubblicata da Sergio Bonelli Editore è firmata in tutto e per tutto da Stano, il quale si è messo alla prova dimostrando di aver acquisito delle buone basi da narratore grazie alle tante sceneggiature lette nel tempo.

La costruzione della storia è lineare: è il massimo che si poteva chiedere all'illustratore. Il soggetto sfrutta i soliti ingredienti della serie: una mente instabile, incubi che diventano reali, morti inspiegabili, tragedie pescate dal passato.


Sembra di trovarsi di fronte ad una storia di decine di anni fa, ma che purtroppo oggi non ha più quel giusto appeal verso un pubblico sazio e desideroso di novità. La caratterizzazione di Moheena, la ragazza-mostro protagonista assoluta della storia, è ben studiata e mostra il personaggio vivo, reale per quella sua fragilità ed insicurezza che nascondono un potere malefico incontrollabile. Stano, che meglio di tanti conosce Dylan, ha voluto effettivamente riportarlo alle origini, costringendolo ad indagare su incubi che abbandonano la dimensione onirica e terrorizzano la gente trascinandola in una spirale di morte. La firma definitiva di Stano - cosa che sembra un po' forzata, pur se può risultare gradita - è l'apparizione a sorpresa di Morgana, personaggio femminile chiave della storia dell'Indagatore dell'Incubo.

Graficamente ritroviamo il disegnatore più maturo. La copertina è d'impatto e, nonostante sia spoglia e senza uno sfondo, compie il suo dovere "attrattivo". Non è facile approcciarsi al bianco e nero di un autore scelto il più delle volte per numeri commemorativi a colori. Bisogna ammettere che c'è un impegno notevole nella realizzazione delle tavole, le quali godono di uno stile più graffiato del solito e che ben si pone per dare manforte all'orrore. Voto globale. 6+.

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