Forse..., il fumetto realizzato durante Fumetto al Cioccolato

fumetto al cioccolato

E' stato intitolato "Forse..." quel Fumetto al cioccolato nato nel bar Lucio di Milano, grazie alla golosità artistica degli allievi del corso di fumetto della Scuola del Castello e dei ragazzi di cargo.

Il fumetto è stato realizzato dal vivo, domenica scorsa 16 dicembre, dopo un lavoro di circa cinque ore. Il risultato di questo lavoro di gruppo è stato un volumetto a fumetti che fra qualche giorno sarà disponibile anche su carta. Per altre informazioni sull'iniziativa vi rimandiamo all'articolo pubblicato il 15 dicembre 2012, mentre cliccate qui per leggere il fumetto integrale intitolato "Forse...".

Prima di passare alla nostra chiacchierata con Lorenzo Sartori, uno degli organizzatori ed insegnante della scuola, ricordiamo che "Forse..." è stato realizzato da veri professionisti in erba, giovani fumettari che hanno disegnato una o due tavole ciascuno della storia precedentemente scritta a loro insaputa.


Segue l'intervista a Lorenzo Sartori:

CB: Come è nata l'idea di sviluppare un'iniziativa così originale?

LSartori: "Un fumetto al cioccolato" è uno degli eventi organizzati dal corso di fumetto della scuola del Castello (nella fattispecie in collaborazione con l'autoproduzione Cargo) che si propongono di mostrare il lato più spettacolare del mestiere... E se proprio di spettacolo non possiamo parlare, iniziative di questo tipo ottengono l'effetto di creare un po' di festa attorno alla produzione dal vivo di un'opera a fumetti.
Nel passato recente abbiamo proposto un paio di "ecatombi squisite fumettistiche", lavoro corale di creazione di storie totalmente improvvisate, con produzione dal ritmo serratissimo (e stampa del volume in giornata o immediatamente dopo). Cliccando qui trovi un breve filmato stop motion che ne documenta una. Ma, al di là dell'aspetto festaiolo e di promozione, un risultato interessante di manifestazioni di questo tipo è che, comprimendo i tempi al massimo e lavorando gomito a gomito coi colleghi, fornisce stimoli alla creatività, dà ai giovani artisti qualche bottarella di fiducia nelle loro risorse e crea anche un sano spirito di gruppo, che personalmente trovo prezioso in un mestiere così radicalmente individuale/individualista come il nostro... e in un periodo storico che quanto mai mostra proprio l'opportunità di unire le forze, fare squadra e creare sinergie.

CB: Quale è il tuo ruolo in Un fumetto al cioccolato?

LSartori: Questo evento, per motivi logistici, non poteva occupare tutta la giornata, avevamo solo un pomeriggio a disposizione. Non ci siamo sentiti di improvvisare, col rischio che l'unica storia prodotta non fosse soddisfacente. Così la scelta è stata che un "esterno", cioè io stesso in qualità di insegnante della scuola, scrivesse la storia in anticipo. Per salvaguardare il senso di una performance "senza rete" i disegnatori hanno avuto in mano la sceneggiatura solo al momento dell'inizio dei lavori, con un minimo di documentazione preparata dal sottoscritto e l'accesso alle montagne di libri assortitissimi che arredano il bar che ci ospita... e senza internet per disegnare ancor più a mani nude, diciamo così.
Lo sciopero dei treni ha impedito l'arrivo di alcuni dei disegnatori, così altri hanno dovuto farsi carico di due tavole (e fra i partecipanti c'erano anche allievi ancora inesperti)... e io stesso ne ho disegnate un paio per chiudere il volumetto nei tempi preannunciati. L'unica deroga all'impostazione annunciata è stata che abbiamo rinunciato al sorteggio per l'assegnazione delle tavole: parlando coi colleghi insegnanti del corso abbiamo convenuto che la storia era venuta fuori piuttosto impegnativa per dei fumettisti ancora in gran parte acerbi, e abbiamo creduto di favorirli permettendo che ciascuno scegliesse la tavola che sentiva più nelle sue corde.

CB: Avete intenzione di ripetere l'evento?

LSartori: Certo! Non mancheremo di fartelo sapere. In particolare stiamo studiando un paio di eventi piuttosto ambiziosi, uno dei quali con un serio intreccio multimediale con la musica... speriamo che vada in porto: ovviamente più i progetti sono grandi, meno pienamente sono nelle nostre mani.

CB: Il titolare del bar è un lettore di fumetti o ha semplicemente creduto nell'idea?

LSartori: Il titolare del bar è un personaggio particolare e prezioso. Non mi è facile parlarne per iscritto in poche righe... Legge di tutto e anche i fumetti, ma non lo definirei un lettore di fumetti come intendiamo noi del settore. Crede molto nella socialità, nello scambio umano fra le persone... e oltre a credere in queste cose le sostiene e le incoraggia senza risparmio. Il suo bar è diventato la sede naturale delle riunioni del collettivo Cargo e io stesso, che abito nei paraggi, lo uso come base per appuntamenti di lavoro&piacere ogni volta che è possibile (e i miei ospiti puntualmente gradiscono!). Anzi... se a te viene comodo fare una capatina... Dopo la pausa natalizia tutte le domeniche pomeriggio, fra le 17 e le 19 io sono lì a supportare i giovani cargaroli, e se passi ti offro cioccolata e cannoli!

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