Sul pianeta perduto, la recensione del Romanzo a Fumetti Bonelli

bonelli

La Sergio Bonelli è tra le poche case editrici che rispettano gli appassionati di fantascienza.

Ad ottobre hanno rilasciato un volume intitolato Sul pianeta perduto, una storia inedita, che racconta un incredibile viaggio verso l'ignoto, scritta e sceneggiata da Antonio Serra e disegnata da Paolo Bacilieri. Questo volume è l'ottavo numero della collana Romanzi a Fumetti Bonelli, una iniziativa deliziosa poiché offre agli autori Bonelli la possibilità di esprimersi liberamente attraverso un corposo numero di pagine. In questa occasione Antonio Serra si è concentrato su un genere di fantascienza che ricorda vagamente il lato più solare di Star Wars e il capolavoro fumettistico di Leo intitolato Les Mondes d'Aldebaran.

Il protagonista di questa storia è proprio un nuovo pianeta, lontano dalla Terra e colonizzato da umani che tantissimi anni prima sono precipitati con le loro astronavi. Prima di pensare al lato avventuroso della vicenda l'autore ha ben pensato di creare un confronto critico tra due generi di civiltà che si sono sviluppati separatamente nel tempo.

Da una parte ha voluto creare e descrivere una comunità rurale che vive in pace con se stessa, con la popolazione del luogo e vivendo semplicemente a contatto con la natura. Da un'altra parte del pianeta perduto altri coloni terrestri hanno ricreato un genere di civiltà basato sulla modernità, diventando crudeli, spietati, dipendenti dai robot e dalla tecnologia. Il primo faccia a faccia tra i due popoli, totalmente separati da uno strano fenomeno naturale, avviene grazie alla curiosità di due giovani sognatori e grazie alla tenacia di un uomo deciso a tutto pur di frenare il dominio di una classe politica che ha condannato la sua gente ad una lenta decadenza.

Questo genere di analisi fatto da Serra scavalca un soggetto che mantiene un'atmosfera quasi fanciullesca, macchiata dalla prepotenza della natura umana. La storia scorre con semplicità e si legge in maniera scorrevole, vista la mancanza di dialoghi invadenti e complessi. Sul pianeta perduto appare come una favola per bambini moderni, ovvero per giovani che troppo presto vengono chiamati a conoscere il lato duro e crudele della vita. Per fortuna i buoni sentimenti vincono su tutto. Il lavoro di Paolo Bacilieri si distingue per la purezza delle sue tavole, disegnate con uno stile quasi fiabesco, pulito e morbido. Bacilieri è bravo nel dare dinamismo alle singole scene, accentuando quel senso di fuga perenne che si respira sin dalla prima pagina dedicata ad una specie di stella, simbolo di speranza.

  • shares
  • Mail

I commenti sono momentaneamente disabilitati. Saranno nuovamente abilitati nei prossimi giorni.
Ci scusiamo con i nostri lettori.

1 commenti Aggiorna
Ordina: