Cancellato il sito ufficiale di Yumemiru kikai (The Dreaming Machine) di Satoshi Kon

Yumemiru Kikai (Dreaming Machine)

Le speranze di vedere completato il film postumo del compianto Satoshi Kon, Yumemiru kikai – The Dreaming Machine si fanno sempre più deboli: il vecchio anno si è chiuso portandosi via anche il sito ufficiale del progetto, che l'eccentrico e acclamato regista e mangaka, famoso per capolavori come Perfect Blue, Millennium Actress, Tokyo Godfathers, Paprika – Sognando un sogno e Paranoia Agent, ha riposto nelle mani del suo fidato staff in Madhouse e dell'amico e collega Masao Maruyama, cofondatore dello studio.

The Dreaming Machine – Satoshi Kon
The Dreaming Machine – Satoshi Kon
The Dreaming Machine – Satoshi Kon
The Dreaming Machine – Satoshi Kon

Rimane online, chissà per quanto, il blog della produzione, che tuttavia non viene aggiornato dal 15 giugno del 2011. Intervistato per l'ultima volta sullo stato dei lavori del lungometraggio all'Otakon di Baltimora a fine luglio dello stesso anno, Maruyama aveva dichiarato il suo timore di partecipare alla convention proprio per le domande che, ne era certo, il pubblico gli avrebbe rivolto sulla produzione, e ammettere che il progetto era stato sospeso, anche se momentaneamente: l’obiettivo restava quello di completare The Dreaming Machine, ma prima occorreva trovare nuovi finanziamenti. Per questo motivo il produttore ha fondato un nuovo studio, lo studio Mappa (acronimo di Maruyama Animation Produce Project Association), da affiancare a Madhouse per quei progetti difficili da sovvenzionare.

E' però gravoso credere che il problema stia tutto nella mancanza di fondi e sponsor, piuttosto nella precarietà di indicazioni precise lasciate da Kon, che negli ultimi giorni si tormentava per aver gestito l'idea, la sceneggiatura, le ambientazioni e i personaggi in modo estremamente individualista, probabilmente nel modo in cui era solito fare, perché la genialità che consente di creare opere inusuali e straordinarie è qualcosa di intimo difficile da condividere, con il risultato che la maggior parte del lavoro, come scritto nella sua straziante lettera d'addio, può essere compresa appieno solo da se stessi. Circa seicento scene del film sono state realizzate, ma ne restano ancora altre novecento o più da fare.

Annunciato nel 2008 al Tokyo International Anime Fair, il film era così descritto dallo stesso Kon: « Non sarà come Paprika e non avrà un target adulto, ma sarà una storia per divertire i bambini, ambientata nel futuro. In un anime spesso creiamo un futuro prossimo, che possiamo immaginare, ma questo film è sul futuro del futuro, una storia di miti del futuro. La lettura della storia cambierà in base alla prospettiva dello spettatore e un ragazzo avrà un film d’avventura, mentre un adulto troverà altri significati ». In questo modo il regista ribadiva il suo interresse per il fantastico e il sogno. “La storia si svolge dopo un terribile tsunami che rade al suolo un’intera metropoli. Da qui il viaggio di un robot alla ricerca di energia.”, aggiungeva Maruyama al festival statunitense promettendo: “Non importa quanto tempo richiederà, troverò i fondi per completare il film”. Satoshi Kon è scomparso ad agosto 2010 a soli 47 anni per un male incurabile.

Satoshi Kon a Venezia

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