Afui, Star Comics e il conto vendita - i distributori si ribellano?

a.fu.i.

Il film di oggi si intitola Conto Vendita. I suoi protagonisti sono A.fu.i., Star Comics e i vari distributori!

Infatti recentemente Francesco Settembre il presidente dell'Associazione Fumetterie Italiane ha accennato ad un atto di coraggio da parte della casa editrice Star Comics, che tenterà di distribuire in conto vendita i numeri 1 delle sue serie. Chi gestisce una fumetteria sa bene che un'iniziativa del genere ha qualcosa di miracoloso e che potrebbe portare una scossa importante al settore. Per fare una rivoluzione purtroppo c'è sempre qualche grande ostacolo da superare. L'ostacolo nel nostro caso si chiamano "i distributori" (non sono i cattivi del nostro film, ma possiamo definirli un duro avversario). Ecco cosa ha scritto F. Settembre sul forum di Comicus: "Circa un mese fa -vado a memoria- star comics annuncia che, grande novità, tutte le loro novità (numeri 1), sarebbero arrivati nelle fumetteria in conto vendita per 2 mesi. Dopo tante promozioni di "prendi xx copie e te ne regaliamo una", "prendi 50 copie e ti mettiamo una foto sul catalogo", finalmente un editore che ci mette soldi e faccia in prima persona.
Una rivoluzione silenziosa, ma "utile". Per la prima volta il conto vendita entra in fumetteria in modo regolare, seppure sperimentale.
Notizia di oggi, non ancora ufficiale, è che gli altri distributori abbiano protestato, opponendosi alla cosa, nonostante Star Comics si facesse carico direttamente anche delle spese di spedizione. Ostruzionismo? Ottusità?
"

Il sistema odierno è così impostato: distributori e fumetterie stipulano un contratto di compravendita, non permettendo alle fumetterie di mandare indietro il materiale non venduto. Quindi le fumetterie sono costrette a: 1) limitare gli acquisti; 2) non sperimentare prodotti nuovi; 3) trascurare case editrici di nicchia; 4) non comprare gli arretrati ecc... Infatti il rischio di invenduto è altissimo e molte realtà non si possono permettere assolutamente di ritrovarsi montagne di fumetti invendibili in negozio, perché quel materiale che giace fermo equivale ad un investimento bruciato. Diversamente accade per edicole e librerie di varia, dove l'editore (grazie al conto vendita) prende indietro tutto ciò che il negoziante non è riuscito a vendere. E voi da quale parte state? Da parte dei distributori che lottano per paralizzare il conto vendita o da parte delle fumetterie, pronte a sperimentare un meccanismo più proficuo (da tanti punti di vista) e che potrebbe favorire le stesse case editrici?

via | HofM

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