The Boys n.4, un fumetto ambientato in fumetteria

Garth Ennis è un artista che punta a far divertire il suo pubblico.

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Nel quarto numero della nuova collana dedicata a The Boys (ristampa mensile edita da Panini Comics) l'autore trascina i suoi protagonisti nel mondo dei fumetti, portandoli all'interno di una fumetteria abbastanza realistica. Offre, in parole povere, una simpatica critica ai comics, evidenziandone i difetti di certe produzioni (anonime) giusto per dare una lezione a qualcuno, senza ovviamente farci sapere chi è la sua vittima. Un'intera tavola, per esempio, è dedicata all'uso esagerato dei grassetti nei fumetti dei supereroi. Hughie, l'ultimo arrivato tra le file dei The Boys, chiamato ad analizzare la vita di carta di diversi personaggi, è portato ad esclamare con stizza: "Ma perché diamine ne mettono così tanti? E' davvero fastidioso cercare di leggere, è come se si interrompesse continuamente".

Ennis insiste in diverse circostanze accusando svariate produzioni di avere scarsa qualità. Probabilmente è per questo che si è convinto di essere maturo per scrivere una storia così assurda, dove gli eroi sono coloro che ammazzano i supereroi e quest'ultimi sono solo fonte di problemi, esseri che abusano dei loro poteri e che meritano essere fermati. Ci voleva un anti-fumetto per dare una scossa al mercato dei fumetti, era necessaria una scossa prepotente come è questa serie targata Dynamite!

Un altro passaggio divertente è la visita fatta da Hughie e Billy Butcher in fumetteria. Per combattere i supereroi è necessario studiarli a fondo, affidandosi alla conoscenza di chi ne sa più di tutti (o dovrebbe saperne): il titolare di un negozio specializzato. La passeggiata dentro Vinnie's Comics è esilarante. I due gestori fratelli che umiliano un nerd mingherlino, minacciandolo di morte per aver rubato, è esilarante. Insulti a non finire e sarcasmo fanno di The Boys un fumetto che descrive la realtà dei fatti con intelligenza, nonostante diverse scelte volutamente forzate, esagerate. Ennis ci avvisa: i supereroi nella realtà non esistono, sono lo specchio di una società marcia e chi ci racconta le loro storie vuol solo creare una grande illusione e salvare la faccia a qualcuno.

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