Intervista alla 7age Entertainment, una nuova realtà fumettistica in espansione

Comicsblog ha intervistato Antonio Mannoni, Stefano Dessalvi e Alessandro Bottero della 7age Entertainment.

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7age Entertainment è indubbiamente la “nuova realtà” nel panorama del fumetto italiano. A piccoli passi si è ritagliata uno spazio tutto suo nelle edicole e ad oggi è una delle case editrici più impegnate a produrre e a distribuire fumetti nella grande distribuzione. Andiamo a scoprire il cuore pulsante di questo editore così attivo e per certi versi atipico attraverso le voci e le idee di chi lo rappresenta: Antonio Mannoni, Stefano Dessalvi e Alessandro Bottero.

Segue l'intervista in esclusiva al team della 7age Entertainment, un trio che ci ha svelato nei dettagli passato, presente e futuro di una realtà editoriale ambiziosa e coraggiosa.



Presentatevi al pubblico di Comicsblog con soli 140 caratteri.

Antonio Mannoni Direttore Generale e sceneggiatore principale. Stefano Dessalvi Direttore Editoriale e Commerciale. Alessandro Bottero Capo redattore e traduttore.


Da cosa nasce la scelta del nome 7age Entertainment e chi ha avuto questa idea?

Dessalvi: Fondamentalmente l'idea nasce da un'intuizione di Antonio Mannoni che, dopo aver avuto l'idea di fondare una compagnia editoriale basata sulla creazione di nuove proprietà intellettuali, mi propose di sintetizzare il nome della stessa in un brand molto dinamico e d'effetto. Nacque così “7age”, semplice, efficace ed “internazionale”.

Mannoni: Il nome “7age” nasce per l'esigenza di abbracciare e rappresentare le varie correnti che si animano all'interno della nostra casa editrice. E' un simbolo che ci rappresenta ed è abbastanza evocativo.


Il rapporto tra casa editrice e lettori fatica un po' sul web. C'è la volontà di effettuare un rilancio rafforzato attraverso internet ed i vari social network?

Mannoni: Indubbiamente non abbiamo avuto ancora la possibilità di aprire un vero e proprio canale di comunicazione diretto tra i lettori e il nostro staff. Su Facebook però abbiamo gestito una pagina con oltre mille utenti dedicata ai nostri prodotti fantasy come che è ancora attiva e che contiamo, tempo permettendo, di rinnovare nei contenuti. La pagina è stata aperta nel 2009 e a tutt'oggi risulta essere molto frequentata.

Dessalvi: Il web e la sua comunicazione, in questi ultimi anni, hanno subito delle profonde modifiche e non è semplice evolversi tanto velocemente da seguirne le dinamiche in real time. E' un discorso che abbraccia molteplici fattori. Penso che più Twitter che Facebook, in chiave futura, possano rappresentare una risorsa per la nostra comunicazione. Da parte di 7age c'è la massima disponibilità al rapporto diretto coi lettori.

Bottero: Stiamo studiando un “filo diretto” coi lettori, per il momento rispondiamo personalmente a tutte le email che ci arrivano, tempo permettendo. Per i forum, vista la difficoltà a capire se si interloquisce con vero lettore o un fake, abbiamo deciso di non aprire un canale di comunicazione diretto.



La 7age Entertainment ha raggiunto i traguardi prefissati nel 2012?

Dessalvi: Il 2012 per 7age è stato l'anno della sperimentazione. Abbiamo lanciato due prodotti: “2012 Cagliostro Agency” e “Elder I Mondi di Avalon” che hanno frantumato ogni record di vendite per il settore dei fumetti italiani indipendenti di quell'anno. In un contesto generale di profonda flessione del venduto in edicola, in cui sono praticamente spariti i fumetti italiani realizzati dai piccoli editori, noi abbiamo assistito ad un fenomeno in controcorrente che ci ha permesso di prendere fiducia e porre le fondamenta per tutto quello che stiamo facendo in questo 2013. Per me è stato quindi esaltante.

Mannoni: Abbiamo sempre creduto, fin dalla nascita di 7age, che produrre nuovi personaggi e nuove storie completamente italiani e sfidando quelle che erano le regole convenzionali stabilite dai dogmi del settore era affascinante, ma anche rischioso. Vivere seguendo un proprio sogno e riuscire a realizzarlo è qualcosa che mi ha sempre affascinato e stimolato. Così ci siamo lanciati, sin dal 2009, nel fare fumetti a colori per il mercato delle edicole pensando unicamente a ciò che ci piace fare, senza ragionare troppo sulle invisibili regole dettate da chi fa fumetto da sempre. La cosa ha funzionato, ci siamo costruiti un pubblico nuovo di lettori che legge le storie e recepisce le novità. In un momento in cui altri editori vedevano, mese per mese, un'erosione letale del venduto e di conseguenza dei lettori, noi come vendite siamo rimasti abbastanza regolari. Ad oggi siamo l'editore col venduto più stabile in edicola tra quelli presenti sul mercato (eccetto la Bonelli Editore che è un caso a parte). Abbiamo lavorato tanto, evitando di puntare solo a prendere lettori di “altri” ma cercando di costruire un nostro pubblico. Lo score del nostro venduto in edicola ci dice che siamo sulla strada giusta. L'entusiasmo è sempre più alto. Di fatto è fantastico quello che stiamo vivendo.


Quali sono le principali novità che proporrete in questo 2013 e c'è un particolare prodotto che potrebbe spostare le attenzioni dei lettori sulla vostra produzione?

Dessalvi: Le novità di questo 2013, come avrete sicuramente già visto, sono molteplici. 7Age avrà due “anime”. Da una parte continueremo a proporre almeno 6 mensili dedicati al fumetto internazionale con miniserie a rotazione. Dall'altra proseguiremo a produrre fumetto italiano basato su nuovi personaggi. Abbiamo in lavorazione ben 4 personaggi che sicuramente hanno tutte le carte per poter attirare l'attenzione dei lettori. Di media, quindi, saremo in edicola con 6 - 8 pubblicazioni ogni mese tra “italiani” e “tradotti”.

Stiamo dedicando una cura particolare ai fumetti italiani e i nomi coinvolti nella realizzazione dei personaggi sono davvero importanti. Il nostro gruppo creativo lavora per realizzare dei prodotti di altissima qualità. Vogliamo investire ogni nostra energia nel proporre personaggi interessanti ed in linea coi tempi. Sicuramente la miniserie di Luca Tiraboschi è un prodotto che si farà notare, così come altri personaggi in “rampa di lancio”. Attendiamo fiduciosi il giudizio che arriverà dai lettori.

Mannoni: Come direttore generale e sceneggiatore mi sono posto da subito delle priorità, realizzare personaggi per i lettori. Per rinforzare la casa editrice abbiamo vagliato anche linee di fumetti tradotti, ma il nostro primo obiettivo è quello di fare fumetti italiani secondo il gusto contemporaneo. Abbiamo anticipato i tempi con le miniserie a colori in formato popolare e a prezzo popolare, abbiamo creato e stiamo creando nuovi format per proporre il fumetto in edicola. Siamo i mattatori di una nuova corrente che sta cambiando le regole del gioco. Vogliamo continuare a fare fumetto a colori in formato popolare e vogliamo anche lavorare su nuove idee. In questo senso credo che l'attenzione dei lettori sarà sempre più vigile sulle nostra iniziative editoriali. E senza, ovviamente, dimenticare i fumetti in bianco e nero che tanto amiamo.

Bottero: Lavorando principalmente sui fumetti tradotti di 7age non posso che rallegrarmi per i titoli che arriveranno in edicola nel corso del 2013. Sorprese eccezionali che attireranno i lettori del buon fumetto internazionale. E' davvero difficile, quindi, individuare un solo prodotto. Il connubio fumetto internazionale e fumetto italiano proposti entrambi in formato popolare da una marcia in più a 7age in edicola.



Quale è stato il risultato che più vi ha reso orgogliosi fino ad oggi?

Mannoni: Per me sicuramente il primo LEGEND!, il risultato di vendite riuscì ad eguagliare quello di altri prodotti più commerciali e classici di altri editori, una soddisfazione impareggiabile. Di fatto abbiamo sdoganato il fantasy in edicola e a colori! Purtroppo al tempo eravamo all'inizio e la casa editrice non aveva l'esperienza di oggi. Abbiamo cambiato 3 distributori da edicola nel giro di 3 anni, purtroppo anche se si vende, con la crisi che c'è e che c'era è stato molto complesso riuscire a farsi pagare le proprie spettanze. Complice poi il fallimento della A&G Marco che ha creato un danno economico a noi e a altri editori, abbiamo dovuto rallentare per un periodo le pubblicazioni e fare alcune variazioni. Malgrado tutto questo, i lettori ci hanno sempre sostenuto acquistando i nostri albi. Non posso che ringraziarli. Noi esistiamo per loro.

Dessalvi: Tutta la produzione italiana realizzata fino ad ora è secondo me un'eccellenza per il settore e poi i fumetti di Zenescope proposti in formato popolare a prezzo economico. Il risultato più grande è stare sul mercato da quasi 4 anni con l'intelligenza e la capacità di saper seguire i numeri del settore senza strafare.



Quali sono i vantaggi della "vita in edicola"? Perché non avete puntato direttamente ed esclusivamente alle fumetterie, culla preferita dalla maggior parte delle giovani case editrici?

Dessalvi: Il vantaggio dell'edicola è che, distributori locali permettendo, si può virtualmente toccare un pubblico senza confini. Le edicole, malgrado la crisi, sono ancora radicate nel territorio e sono presenti ovunque. Sono un punto fermo della nostra cultura e del nostro paese. Questo ci ha permesso di farci notare da un pubblico “generalista” non necessariamente appassionato di fumetto. Di fatto andando in edicola siamo riusciti ad arrivare a lettori che in fumetteria non sarebbe stato possibile raggiungere.

Abbiamo ampliato i nostri orizzonti. Ma non rinneghiamo le fumetterie. Abbiamo stretto un accordo distributivo con lo Star Shop Distribuzione che sta distribuendo con ottimi risultati i nostri mensili in fumetteria. Possiamo dire che oggi 7age vive principalmente in edicola ma ama frequentare anche la fumetteria.

Mannoni: Quando ho deciso di realizzare i miei personaggi, uno dei punti cardine su cui puntare era per me quello di raggiungere il maggior numero possibile di lettori. L'edicola mi ha permesso di farlo.


Da cosa nasce la scelta di reinventarsi editore? Come scelgono i primi collaboratori e quale è stata la difficoltà più grande affrontata durate i primi anni di pubblicazione?

Mannoni: Diventare editore è stata un'esigenza, prima di tutto, artistica. In Italia gli editori tradizionali non vogliono rischiare su nuovi personaggi o nuove idee. Il fumetto italiano è fossilizzato su se stesso e viene gestito da un piccolo gruppo di autori che non permette a chi viene dal di “fuori” di entrare. Una piccola lobby che attraverso un sistema di comunicazione basato su blog e forum di fatto spezza le gambe a chi non fa parte del “gruppo”. E' inquietante vedere cosa accade oggi nel mondo delle comunicazione via web dove ormai i lettori sono sempre più disinteressati perché stufi di leggere gli auto elogi che molti “colleghi” si fanno attraverso i loro blog.

Essere editore permette quindi di scardinare questo sistema. Di bypassare le gerarchie e di competere in maniera sportiva e leale, senza che altri decidano della tua vita professionale. Ci vuole una grande forza di spirito ed economica. I primi anni di 7age sono stati duri perché malgrado gli ottimi risultati di vendite i distributori pagavano in ritardo. Ora la situazione è mutata e questo ci permette di pensare al presente e al futuro con maggiore ottimismo.

I collaboratori sono stati scelti in base ad un sistema meritocratico. In 7age non ci sono favoritismi o nepotismi. Chi entra nello staff lo fa per merito. I primi anni è stato emozionante vedere le prime pubblicazioni uscire in edicola, dietro ogni singola pagina c'era una fatica tangibile che solo chi ha lavorato dall'inizio in 7age può capire.


Secondo voi, cosa cerca veramente il pubblico oggi?

Dessalvi: Prodotti di qualità innanzi tutto e storie al passo coi tempi. Bisogna avere l'intelligenza e l'intuito di capire che il mondo sta cambiando velocemente e per riuscire ad intercettare il pubblico di oggi, che solo in parte è formato da quello di ieri, bisogna offrire prodotti in linea coi tempi.

Mannoni: Spero ancora un po' di fantasia. Mi piace pensare che il pubblico di oggi sia alla continua ricerca di storie con cui vivere nuove esperienze, nuovi mondi, nuove emozioni.

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